CERNUSCO SUL NAVIGLIO (MI). Nove mostre, di cui un’anteprima assoluta, quella sui Subsonica, incontri con gli autori, presentazioni di libri fotografici in tema, dibattiti, workshop, e poi momenti musicali da ascoltare e fotografare (concerti, musicisti di strada, improvvisazioni). E ancora un set in piazza dove gli allievi dell’Istituto Italiano di Fotografia realizzeranno ritratti fotografici a tutti coloro che si presenteranno con uno strumento musicale, l’apertura straordinaria al pubblico di uno dei più importanti studi di registrazione in Italia, un concerto-festa con l’Orchestra di via Padova da ascoltare e fotografare. E’ questo il programma di Foto di Note il festival che si terrà il 18 e il 19 giugno a Cernusco su Naviglio, cittadina alle porte di Milano, e che racconta il rapporto tra fotografia e musica, due forme espressive che hanno una storia consolidata di incroci e frequentazioni, due modi di esprimersi che sono confluiti nelle immagini di molti fotografi appassionati di musica.

 

Max Casacci, Subsonica © Rossano Ronci
Max Casacci, Subsonica © Rossano Ronci

 

 

Focalizzandosi sul binomio fotografia-musica il festival propone un programma ad hoc attraverso mostre di fotografi che sulla musica hanno lavorato con particolare dedizione e assiduità, incontri con gli autori stessi, presentazioni di libri fotografici in tema, dibattiti, workshop, e poi momenti musicali da ascoltare e fotografare, con concerti, artisti di strada, improvvisazioni, performance che saranno altrettanti inviti per i visitatori appassionati di fotografia a fissare nell’obiettivo le emozioni della musica.

 

 

 

LE MOSTRE

 

1. JACOPO BABONI SCHILINGI

Noto compositore italiano e francese, Jacopo Baboni Schilingi vive a Parigi dove compone musica. La sua particolarità? Fotografa gli spartiti musicali delle sue composizioni che poi dirige in teatro, tra musica strumentale ed elettronica, perché le musica e il pentagramma sono più vivi che mai, dal momento che l’autore li scrive direttamente sui corpi e sulla pelle di uomini e donne. Non compone quindi su carta da musica ma su epidermide. La fotografia è il solo mezzo per fissarne l’esistenza.

 

BODY SCORES – NOX

Dove: Casa delle Arti 

Quando: sabato 18 dalle 10 alle 22.

domenica 19 dalle 10 alle 19.

 

2. GIANNI BASSO

Una spettacolare raccolta di immagini dei grandi concerti con i più famosi artisti del rock e del pop. Dai Rolling Stones ai Led Zeppelin, dagli AC/DC agli Who, da David Bowie a Tina Turner, dai Queen ai Duran Duran: Music in Show ripercorre oltre 10 anni di emozioni “live” vissute seguendo i più importanti eventi musicali in giro per il mondo.

Dove: Sede Espositiva Bcc – Credicoop Cernusco sul Naviglio. P.zza Unità D’Italia 1-2, Cernusco sul Naviglio

La sede dell’Istituto bancario nella centralissima piazza Unità d’Italia è frutto di un recupero edilizio del complesso di Villa Penati, una dimora storica del XVII secolo.

MUSIC IN SHOW

Quando: sabato 18 dalle 10 alle 22.

domenica 19 dalle 10 alle 19

 

 

 

3. ROBERTO CIFARELLI

Roberto Cifarelli ama nella stessa misura il surrealismo e la musica, il che in un fotografo estroso e capace di improvvisi guizzi di creatività non dovrebbe stupire. Infatti non è facile definirlo anche se, osservando i suoi ritratti di jazzisti famosi e i suoi still life di strumenti, viene voglia di pensare che sia un fotografo musicale. D’altra parte cosa dire di un autore che frequenta i concerti, realizza rispettosamente come non volesse disturbare solo una cinquantina di scatti manco avesse ancora in macchina una pellicola e dichiara che darebbe non sa cosa per ascoltare Charlie Parker, Ornette Coleman e Miles Davis da giovani? [ …] (Roberto Mutti)

Roberto Cifarelli, prima di fotografarlo, ama profondamente il jazz.

La fotografia è spesso un atto d’amore, e il mondo del jazz, i suoni, i volti, le sue strade anche nascoste, le avventure, gli alti e bassi, l’intensità di vite e di artisti, o li ami o li detesti. Roberto li ama e, fotograficamente parlando, li rispetta. È jazz – se così si può dire – anche il suo atteggiamento di fotografo: molta consapevolezza e padronanza nei sui mezzi da una parte, ma dall’altra apertura al caso, all’onda di un’intuizione felice e dell’improvvisazione che fa la differenza. Il suo mondo d’immagini – di cui “Le strade del jazz” propone una piccola ma significativa selezione” – ha trovato sempre più spazio nelle riviste specializzate, nelle copertine di libri o di album pubblicati da grandi etichette o anche nelle innumerevoli rassegne che lo hanno invitato ad esporre.

LE STRADE DEL JAZZ

Dove: Alari Park Studios

Quando: sabato 18 dalle 10 alle 22.

domenica 19 dalle 10 alle 19

 

4. DANIELE CORICCIATI

Per un mese intero i Negramaro si rinchiudono in una masseria del Salento, lasciano fuori il mondo e si mettono a creare. Lavorano ai nuovi pezzi, cucinano, giocano. Vivono un tempo e una dimensione altra. Un occhio li osserva: è Daniele, amico e fotografo di fiducia del gruppo, che condivide con loro quest’esperienza e la racconta col suo bianconero.

 

NEGRAMARO, IL CALENDARIO

Dove: Villa Alari Visconti

Quando: sabato 18 dalle 10 alle 22.

domenica 19 dalle 10 alle 19.

 

 

Dear Mister Fantasy - Lucio Dalla © Carlo Massarini
Dear Mister Fantasy – Lucio Dalla © Carlo Massarini

 

5. CARLO MASSARINI

Carlo Massarini, il noto conduttore e giornalista che ha inventato format come “Per voi giovani”, “Mister Fantasy”, “MediaMente” e “Cool Tour” ha un notevole percorso anche da fotografo, come vediamo in questa mostra sorprendente di suoi scatti a musicisti italiani ed esteri. Un viaggio fotografico che attraversa l’ambiente pop-rock-jazz italiano e anglo-americano nel corso di una quindicina d’anni (fine anni 60 primi anni 80). Un decennio in cui sono convissute tendenze assolutamente distanti: il morbido sound californiano e la violenza del punk, il neo-classicismo del progressive rock e la poesia dei cantautori, la passione del reggae e il minimalismo intellettuale della new wave, la tradizione del soul e la stilosa ondata della disco. Un decennio molto eclettico. Carlo Massarini l’ha attraversato come DJ radiofonico, come giornalista musicale e, ovviamente, come fotografo. Tenendo a battesimo molte delle superstar dell’immediato futuro, intervistando le migliori menti di quella generazione, e fotografando loro e quasi tutti gli altri. La maggior parte sul palco, nel loro ambiente naturale. Ma cogliendo anche molti nell’”altra vita”: a casa, in viaggio, in studio. Il nucleo principale sono gli anni ‘70, ma in realtà le foto vanno dal primo concerto fotografato (Rolling Stones in Hyde Park, 1969), all’epopea di Mister Fantasy (1981-84). Oltre ad artisti stranieri, anche un sguardo da insider nella musica italiana, proprio nel momento in cui i cantautori rinnovavano totalmente il panorama nazionale. Dear Mr. Fantasy, titolo della canzone del gruppo che gli ha cambiato la vita, oltre alle foto è ovviamente anche un diario di viaggio di un’era irripetibile. Un omaggio d’amore a musicisti che più o meno consapevolmente hanno trasformato la musica prima, e la società dopo. Ma che soprattutto hanno toccato il cuore e l’anima di milioni di persone, cambiando la loro vita per sempre.

 

DEAR MISTER FANTASY

Dove: La Filanda

Quando: sabato 18 dalle 10 alle 22.

domenica 19 dalle 10 alle 19.

 

Vanishing Cover - foto © Pierpaolo Pitacco
Vanishing Cover – foto © Pierpaolo Pitacco

 

6. PIERPAOLO PITACCO

Un progetto quasi onirico in cui l’autore, art director di Rolling Stone, utilizza la fotografia in Polaroid per pescare nel tempo e nei ricordi, quelli legati al suo personale percorso di ascolti musicali che riemerge con l’immaginario delle copertine di mitici vinili.

“Ci sono delle cose che ti hanno accompagnato per tutta la vita, e ti sembra impossibile che ad un certo punto possano scomparire come se a nessuno gliene importasse più nulla. Certo, ci son cose che scompaiono perché non hanno più ragione di essere. Vengono superate dai cambiamenti generazionali e dalle nuove tecnologie. Quando a novembre 2011, a New York, mi è stato detto che non esistevano più negozi di dischi ma solo due tre negozi che vendevano dischi e cd usati mi sono sentito un po’ sperduto. L’idea che il consumo di musica sia diventato esclusiva del download e di conseguenza “musica liquida” senza più nessun supporto fisico e visivo mi faceva star male. Non tanto per il fatto che, giustamente, il mondo cambia e di conseguenza cambiano le tecnologie, il modo di vivere e di consumare, ma perché la qualità della musica ed anche la sua bellezza fisica, rappresentata dalle magnifiche cover degli LP e poi nelle miniature dei CD si andava completamente a perdere. Ora la musica, invece di essere patrimonio qualitativo per tutti diventa patrimonio qualitativo solo per i collezionisti. Per tutti gli altri c’è il download! Addio al suono profondo e pastoso degli analogici Lp, ora si ascolta con cuffiette dai telefonini. (comoda, come la filodiffusione!). Tornato in Europa, dove negozi che vendono dischi ce ne sono ancora, ho incominciato a fotografare quella bellezza che forse scomparirà anche qui. Fotografo le copertine che mi ritornano alla memoria, ma anche cover che attirano la mia attenzione. Le fotografo guardandole come oggetti dai quali voglio estrarre una bellezza che va anche oltre il loro apparire, cerco un taglio, un particolare, una rifrazione della luce che cambia completamente la copertina stessa trasformandola in qualcosa di nuovo, da un punto di vista differente. Essendo all’interno di negozi, principalmente l’atteggiamento è quello della foto “rubata” come se fossi un paparazzo di copertine di dischi. Cogli l’attimo e passi ad un altro soggetto. La maggior parte delle foto di questa mostra sono state scattate tra febbraio 2012 e aprile 2014. A Parigi, Milano, Londra, Zurigo, New York e qualche mercatino” (Pierpaolo Pitacco)

 

VANISHING COVER

Dove: Villa Alari Visconti

Quando: sabato 18 dalle 10 alle 22.

domenica 19 dalle 10 alle 19.

 

 

 

 

7. ROSSANO RONCI

Esposta per la prima volta, la mostra è un racconto autoriale che cerca di evidenziare i passaggi di vita di Max Casacci nel suo percorso di uomo e genio musicale. Per un tempo lungo e con respiro ampio l’autore ha seguito Max Casacci in tournée con i Subsonica, nel privato, in sala di registrazione, dietro le quinte, e ha restituito il ritratto a tutto tondo di un grande protagonista del panorama musicale con poesia ed empatia. La mostra cerca, senza pretese, di trovare quelle convergenze che si creano tra le persone e i luoghi, facendolo in maniera discreta, senza trionfalismi, dando spazio solo alla fotografia.

“Non ho mai considerato la possibilità di vivere senza musica. Anche quando l’ipotesi di viverci “dentro”, sembrava puramente illusoria. È iniziato più o meno verso i 14 anni, ed è iniziato perché ho capito che per me c’era un solo modo di stare al mondo, ed era quello. Da allora quasi tutte le mie relazioni, peraltro non semplicissime, con gli altri e con il mondo stesso, sono passate attraverso la musica.

E’ una cittadinanza, la musica, non una professione, un abito o una religione. E dire che il mio unico vero titolo di studio sarebbe un “diploma in arti fotografiche”. Ho tradito molto presto banco ottico e ingranditori per chitarre e amplificatori. Da allora – e sono passati più di 30 anni – sento la necessità di scrivere, suonare, produrre, registrare, mixare ogni giorno. Non potrei farlo con un solo gruppo, sarebbe logorante per tutti. Ma allo stesso tempo non potrei mai fare a meno di quello che con i Subsonica abbiamo costruito. E nemmeno delle sensazioni di quando stai per salire sul palco, il buio improvviso, quel boato che riempie orecchie, cervello, cuore, anima. Ad aspettarti ci sono persone che ti si consegneranno interamente, le guardi, sono tantissime. Per due ore le vibrazioni delle corde degli strumenti, delle corde vocali, delle pelli, dei coni degli amplificatori, tireranno fuori da loro gioie/ricordi/frustrazioni/sudore/speranze/ lacrime. Conati di vita. E allora semplicemente suoni, cosa che credo che valga anche per gli altri, come se fosse per l’ultima volta. Non c’è modo migliore di onorare la musica.

Nelle immagini di Rossano rivivo tutta la complessità emotiva che sta “dietro”, vedo tutto quello che non si vede e che forse neanche noi vediamo. È un cacciatore silenzioso di attese e di segni di intesa, Rossano. Cerca pazientemente i segnali di una relazione, tra persone e tra le cose fondamentali. Mi rendo conto che non c’è modo migliore della fotografia per costruire il racconto di quello che altrimenti passerebbe inosservato. Il pubblico vede tutto ciò che è frontale, noi ricordiamo solo i flash, gli stati intensi. Ma guardando queste immagini realizzo per la prima volta quello che succede un attimo dopo e un attimo prima. Quando per esempio la chitarra resta a terra, a volte sporca di sangue, mentre ti dirigi verso lo stargate che ti riporterà giù. Per un momento sei completamente svuotato. Non me l’aveva mai mostrato nessuno. Ci voleva la fotografia. Ci voleva Rossano Ronci”. (Max Casacci)

 

MAX CASACCI, SUBSONICA

Dove: Villa Alari Visconti

Quando: sabato 18 dalle 10 alle 22.

domenica 19 dalle 10 alle 19.

 

Alvin Lee 1983 © Fabio Treves
Alvin Lee 1983 © Fabio Treves

 

8. FABIO TREVES

Un musicista che usa l’obiettivo fotografico per immortalare le sue passioni musicali. La lunga carriera del più importante bluesman italiano, Fabio Treves, è segnata da una passione collaterale ma non troppo, quella della fotografia, soprattutto della fotografia dei live degli artisti che ha amato e seguito in tanti anni di carriera. “La musica intorno a me”, perfetto connubio per FOTO di NOTE, è una personalissima galleria che ripercorre la storia del  blues del rock e del jazz degli ultimi decenni. Mostra gentilmente concessa dal Comune di Olgiate Olona (Va).

“Ho cominciato ad amare il BLUES anche scattando foto ai concerti dei miei idoli giovanili, e da sempre musica e fotografia hanno percorso strade parallele nella mia vita e mi hanno fatto conoscere ed apprezzare artisti straordinari e icone della musica alle quali mi legava una profonda passione per la musica “origine”. Molte foto purtroppo sono andate perse, erano quelle scattate con apparecchi che oggi sembrano appartenere alla preistoria. Poi tutto mi è sembrato più semplice con la mitica Nikon F e nel mio lungo ed affascinante cammino sulla strada del Blues ho potuto fermare momenti indimenticabili, volti e storie della mia musica preferita, che ancora oggi mi emozionano e mi fanno sognare. Credo che le foto possano rappresentare un valido strumento utile per diffondere cultura ed avvicinare molte persone di differenti età alla buona musica! E penso che anche in fotografia sia indispensabile avere passione ed umiltà, così da poter catturare in immagini le dinamiche e i battiti della musica, le espressioni degli interpreti, i chiaroscuri e gli sguardi intensi di chi ha vissuto tutta la vita nella musica. Le mie foto non sono patinate, né elaborate e tanto meno studiate, sono foto scattate da un musicista ad altri musicisti, momenti intimi della mia vita artistica fissati in un negativo formato Leica…grandi emozioni che non si sono mai fermate né affievolite, come la mia passione per il BLUES”. (Fabio Treves)

LA MUSICA INTORNO A ME

(in collaborazione con Comune di Olgiate Olona).

Dove: Casa delle Arti

Quando: sabato 18 dalle 10 alle 22.

domenica 19 dalle 10 alle 19.

 

Scratches - Vasco Rossi - foto © Mattia Zoppellaro
Scratches – Vasco Rossi – foto © Mattia Zoppellaro

 

9. MATTIA ZOPPELLARO

L’autore presenta una selezione dei ritratti che l’hanno reso famoso, realizzati per le più importanti testate mondiali di musica. Le immagini raccontano di un’intesa rara tra fotografo e soggetto, frutto di alchimie umane che Mattia conosce e domina magistralmente per dare vita ai suoi potenti ritratti.

“Il volto bramato di un’icona della musica come Dave Gahan riluce di una potente aura fotografica che lascia irrivelati i tratti della star coperti dalla sua stessa mano. Un anello scuro e appariscente è il punctum, come direbbe Roland Barthes, il luogo da cui l’immagine prende senso e irradia il resto dei particolari: le dita, un braccialetto, la pelle della fronte corrucciata, il capo lievemente chino verso il basso ed Andy Fletcher e Martin Gore a viso aperto ai lati. Bianco e nero. Eccoci di fronte ad un ritratto perfetto dei Depeche Mode di Mattia Zoppellaro. Le icone avvengono con il medium fotografico e questo linguaggio ne decreta la potenza: il ritratto dei personaggi della galassia musicale, infatti, ha la capacità di instaurare immediatamente un regime di visibilità universale a cui tutti possono accedere, sostenendo automaticamente il passaggio da persona ad idolo, da cantante a star.

Alle volte si tratta di una posa durante la performance, della curva della schiena del chitarrista, della piega delle labbra nel canto, altre volte siamo dinanzi a delle rappresentazioni di tre quarti, come dipinti classici, la cui potenza è dovuta alla fotografia che accende il desiderio del pubblico di possedere, con un’immagine, eroticamente il proprio idolo così come costei o costui gode nell’essere a sua volta posseduto. Il soggetto così guardato dai nostri occhi ammirati diventa un oggetto da guardare.

(Specchiamoci nell’iride di Vasco). Nell’atto della reificazione, quando cioè l’immagine diventa un feticcio, la riguardiamo nella speranza di cogliervi per un istante la vicinanza e instaurare un grado di familiarità. E così come il mito di Narciso accompagna il culto dell’immagine, mentre ci sembra di eternarci negli occhi dell’altro ritratto, al contempo ci perdiamo nei volti dei grandi che non ci sono più, resi eterni da uno scatto fotografico: lo sguardo di sbieco nero lucido di Lou Reed, il collo per sempre riverso di Amy Winehouse… Le effigi di Zoppellaro celebrano il bello, l’arte e la musica, e così facendo, ci appassionano alle vette e alla caduta, al consumo che investe la carne e al corpo vibrante del rock ‘n roll” (Claudia Attimonelli)

 

SCRATCHES

(in collaborazione con Traffic Gallery)

Dove: Villa Alari Visconti

Quando: sabato 18 dalle 10 alle 22.

domenica 19 dalle 10 alle 19.

 

 

Il festival, ideato da Leonello Bertolucci e organizzato dall’associazione Talenti in Circolo, è realizzato in collaborazione con il Comune di Cernusco sul Naviglio, con il Patrocinio della Città Metropolitana di Milano, e sarà un evento diffuso nel tessuto urbano della città, all’interno di una serie di location come Villa Alari Visconti che accoglierà quattro delle mostre. Ospiteranno mostre e concerti anche la Casa delle Arti e la recentemente rinnovata Filanda.

I biglietti del festival (5 euro per l’ingresso a tutte le mostre e agli eventi) saranno disponibili in prevendita online su www.mailticket.it o nei giorni dell’evento presso la biglietteria unica in Piazza Matteotti, nel centro cittadino.

 

Per info su incontri e mostreFoto di Note

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