Le fotografie della strage degli innocenti. A Modena una lezione di Michele Smargiassi

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Michele Smargiassi

MODENA. Inguardabili e continuamente mostrate, le immagini della sofferenza dei bambini sono un genere speciale e controverso del fotogiornalismo. Il bambino, vittima speciale, vittima assoluta, sembra l’ultima risorse della coscienza indignata. Lo è davvero? Le intenzioni di chi ci mostra la sofferenza dei piccoli sono davvero sempre solo di denunciare l’ingiustizia del mondo? E la lettura di quelle immagini produce sempre solo coscienza di quell’ingiustizia?

Sabato 19 novembre, alle ore 17, Michele Smargiassi affronterà questi temi in un incontro pubblico al Foro Boario di Modena, organizzato a margine della mostra sui migranti promossa da Fondazione Fotografia ‘Lying in Between. Hellas 2016′: dalla storia dell’arte ai rotocalchi, dalle foto del Vietnam a quelle dell’esodo dei rifugiati, il suo intervento sarà sostenuto da una carrellata di immagini “che possono turbare la sensibilità” di chi guarda, come quella della bambina colpita dal Napalm e quella, più recente, del piccolo Alan Kurdi. L’incontro è ad ingresso libero.

Giornalista per La Repubblica, Michele Smargiassi si occupa da molti anni di storia della fotografia e di cultura dell’immagine. Ha creato e gestisce il blog Fotocrazia. Fa parte del comitato scientifico del Centro Italiano per la Fotografia di Bibbiena e di quello della Fondazione Nino Migliori. Oltre a numerosi testi per libri, mostre, riviste, ha scritto Un’autentica bugia. La fotografia, il falso, il vero (Contrasto, 2009) e Ora che ci penso. La storia dimenticata degli oggetti quotidiani (Dalai, 2011) e il saggio La famiglia foto/genica per gli Annali della Storia d’Italia Einaudi. Vive a Modena.

 

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