Le mostre del circuito Off dell’edizione 2017 di Fotografia Europea

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Nobuyoshi-Araki

REGGIO EMILIA. Partecipazione, scoperta, diffusione, orizzontalità, apertura: sono le parole chiave del circuito Off di Fotografia Europea, un appuntamento che ogni anno coinvolge migliaia di visitatori integrandosi in maniera “virtuosa” con il circuito principale.

 

 

POLVERIERA, il cuore della città

Uno dei più importanti interventi di riqualificazione e risocializzazione della città non poteva mancare all’appuntamento con Fotografia Europea. Un incontro che nasce all’insegna dell’universo musicale e della riflessione sulle dinamiche della fotografia contemporanea.

Marcello Donadelli, vincitore del circuito Off 2016 di Fotografia Europea, esplora in “Time capsules” il rapporto tra visivo e acustico, riprende la musica dal vivo, fa compiere allo spettatore un’autentica esperienza sensoriale dotandolo di una guida sonora attraverso un QR Code che associa fotografia e musica. Anche Fabrizio Fontanelli si rivolge al mondo della musica: in “Les sons de la terre” lo spazio familiare del vinile diviene contenitore di immagini e storie.

Il legame con i luoghi della quotidianità urbana è esplorato in “Reggio Emilia e le sue genti”, il reportage di Vincenzo Cirillo e Sandrine Girardot legato al gemellaggio di lunga data con la francese città di Digione. Dopo l’esposizione francese la mostra torna “a casa”. Con “Il linguaggio della fotografia nel terzo millennio” anche il Circolo degli Artisti, una delle realtà culturali e associative più dinamiche della città, si interroga sulla memoria, sull’importanza e sui cambiamenti di questo importante strumento nell’epoca dell’innovazione digitale. Un’attitudine alla scoperta che si ritrova nelle immagini di “Coinvolti” della Cooperativa L’Ovile e nel racconto al femminile di “Libere Donne”. Durante Fotografia Europea la Polveriera sarà anche sede di eventi nell’ottica di coesione e inclusione che caratterizzano il luogo: si comincia nelle giornate inaugurali con la musica di Dj TipoFranco e il concerto di P.M.I. – Professional Music Institute (5 mag.) e il live dei Dumbo Gets Mad preceduto da DJ N2B (6 mag.). Domenica 7 spazio al workshop fotografico di Riccardo Varini, al laboratorio di fototerapia di Akos e e il concerto folk di Tobjah, cantante e chitarrista dei C+C=Maxigross.

 

atelier di Viaduegobbitre
atelier di Viaduegobbitre

 

Gli spazi della creatività

Il concetto di creatività oggi si articola in maniera efficace quando convoca nello stesso luogo, fisico e mentale, esperienze diverse in grado di comunicare, confrontarsi e aprirsi a sperimentazioni molteplici. È la caratteristica di luoghi come Almanacco, Vicolo Folletto Art Factories e Spazio Fotografia San Zenone.

Almanacco è l’atelier creato dall’illustratrice e grafica Anna Baldi. Nel suo spazio espositivo, la Serra, Alessandro Bartoli, uno dei più noti fotografi reggiani, presenta “Collezione di spiagge – Terzo movimento”, nuovo capitolo di un progetto in pieno sviluppo su tematiche come tempo, corpi, età di passaggio.

I fotografi statunitensi Alex Webb e Rebecca Norris Webb sono i protagonisti allo Spazio Fotografia San Zenone (in collaborazione con Contrasto Galleria di Milano), crocevia di formazione e produzione che propone un’idea di ricerca viva e in movimento. “Violet Isle” è un viaggio intenso nel cuore di Cuba realizzato da due maestri del reportage contemporaneo che fanno coppia anche nella vita. Tra scorci urbani, gente comune e scoperte naturalistiche, l’isola caraibica emerge con la sua forza, la sua vitalità, i suoi umori contrastanti.

Vicolo Folletto Art Factories, luogo dove immergersi completamente nel mondo dell’arte tra mostre, formazione e gastronomia, ospita “Non è architettura senza luce — Matosinhos” (a cura di Giovanna Calvenzi), ipotetico incontro tra l’architetto portoghese Alavaro Siza e il fotografo Gabriele Basilico, prematuramente scomparso nel 2013, uno dei nomi più fulgidi della scena italiana e internazionale.

 

Gabriele Basilico
Gabriele Basilico

 

Farmacie: un archivio in… piazza

Un altro prezioso “regalo” alla città di questi anni è quello della sistemazione e della riscoperta dall’Archivio Storico di Farmacie Centrali Riunite di Reggio Emilia, attualmente ospitato presso la Fototeca della Biblioteca Panizzi. Nel corso del Novecento le Farmacie assegnarono ad alcuni dei migliori fotografi e studi del periodo (tra gli altri, Foto Ars, Renzo Vaiani, Foto Losi, Luigi Ghirri, Fabio Boni) la documentazione di spazi e momenti della propria attività. Ne è scaturita una preziosa collezione che scandisce con uno sguardo privilegiato l’evoluzione dei servizi, i mutamenti del costume, le evoluzioni socio- economiche.

Questo patrimonio viene “restituito” alla città con la mostra “Sguardi d’autore” che affianca alle fotografie della raccolta nuovi scatti di Fabrizio Cicconi e viene ospitata nella sede centrale di FCR in piazza Prampolini, cuore e simbolo della città.

 

Alessandro Bartoli
Alessandro Bartoli

 

Gallerie

Le gallerie del centro di Reggio formano una rete di occasioni e di incontri con alcuni dei migliori artisti internazionali e con i nuovi nomi della ricerca.
Un big di risonanza mondiale per Galleria 13 (via Roma): il giapponese Nobuyoshi Araki è un maestro della ricerca, della provocazione e della rilettura dell’eredità culturale del proprio Paese. In “Araki Polaroids” (a cura di Sara Cavagnari) ritornano temi ormai divenuti “classici”: l’erotismo, i fiori, i nudi, i cieli.

Per il duo ADAMstudio11 (Francesca Consigli e William Santoleri) pratica artistica ed esistenziale si uniscono. “Desert Project”, ospitato nella Galleria 8,75 Artecontemporanea (Corso Garibaldi) per la cura di Chiara Serri, è un progetto realizzato nel parco della Maiella in Abruzzo: fotografie, materiali, videoinstallazioni e quadri documentano un viaggio a piedi tra le montagne in un rapporto di co-abitazione con l’ambiente.

Il confronto con la natura è una delle basi anche del lavoro di Fabrizio Ceccardi, la cui personale, a cura di Claudia Zanfi, si può ammirare a VV8 Artecontemporanea (Cortile di Palazzo Borzacchi). Il fotografo reggiano si misura con grandi temi, forze primordiali, approcci espressivi come Land Art e pittura romantica. Un modo per essere attraversati dalle domande della nostra contemporaneità.

  

Studio Pace
Studio Pace

 

Quattro passi in libreria

Uno dei percorsi più inediti del circuito Off: quello fra fotografie e libri è un connubio magico in linea con un nuovo modo di concepire la cultura: meditato e a “misura d’uomo”. L’itinerario parte da Libri Risorti di via Migliorati con due nomi importanti: Antonio Biasiucci e Daniele De Lonti (a cura di Cecè Casile). Il primo, ormai un punto di riferimento del panorama non solo nazionale, rivisita in “Codex” l’Archivio Storico del Banco di Napoli, tempio dell’amministrazione e segno tangibile del passaggio di una delle materie più volatili, il denaro. Il secondo, molto noto per i suoi lavori di documentazione architettonica, offre con “Identikit Revisited” un ritratto toccante della casa dell’amico e maestro Luigi Ghirri e della moglie nella campagna di Roncocesi (RE): un ritorno in un luogo simbolo pervaso dall’assenza/presenza dei suoi amati e illustri abitanti e dai segni che hanno lasciato (libri, dischi, oggetti).

Pochi passi e si arriva alla Libreria del Portone dove “Un’estate fa” di Fabio Gubellini ci guida nel mondo delle colonie estive. Fino a qualche decennio addietro in queste grandi strutture i bambini scoprivano il mare: negli edifici oggi abbandonati sembrano ancora aleggiare voci e gesti di un tempo.

Qualche decina di metri ed ecco Miskatonic University Bookstore in via Squadroni, specializzata in fantasy, fantascienza e horror. Qui è di scena Massimo Tassi con “Cianciulli Reoladed: il sapone del male” dedicato ai misfatti e alla leggenda della saponificatrice di Correggio: un’incursione originale e dal forte taglio narrativo nel cuore di un evento che sconvolse l’Italia del tempo. E che ancora oggi inquieta.

 

Antonio Biasucci
Antonio Biasucci

 

Via Roma è per tutti

Da diversi anni via Roma è un’esperienza “orizzontale” di condivisione e apertura. Magari da provare con l’App-Audioguida gratuita “Via Roma Trip”, strumento ideale per un “un viaggio sentimentale dentro il quartiere”. Si possono scoprire così i tanti ambienti (case, alberghi, negozi, locali pubblici e istituzionali) all’interno dei quali si svolgono gli eventi più diversi.

Il titolo dell’edizione 2017 è: “Aiuto foto cancellate per sbaglio”. Un modo per declinare il tema principale della manifestazione legato agli archivi e alla memoria nella dimensione del quotidiano e in un approccio vernacolare fatto di spontaneità, caso, abitudini e scoperte.

Il progetto parte dall’invito rivolto ad artisti a vivere e interagire insieme ai cittadini per progetti in residenza. Quest’anno sono arrivati i fotografi italo-francesi Ilaria Crosta e Niccolò Hebel per coinvolgere i migranti dell’Hotel City in un progetto di fanzine e mostra. Il fotografo ambulante francese Nicolas Borià, invece, ha chiamato a raccolta abitanti e passanti in uno shooting fotografico con stampa dal vivo realizzata attraverso una camera oscura nascosta in valigia mentre Sara Lando ha realizzato una mostra di ritratti elaborati di abitanti e frequentatori. Tante le produzioni destinate a “rimanere”: la “colonna sonora” con i rumori della strada della triestina Eva De Adamo, i ritratti dello street artist catalano Theo Vazquez, le opere “site specific” di Michel Gilgen da Zurigo e della torinese Elena Marsico.

Tra le altre novità la performance itinerante “Memorie del suolo. L’identità di Via Roma” della Compagnia teatrale Pietribiasi-Tedeschi e i micromondi di piante, nidi, fiori, ortaggi del collettivo artistico “Le Germoglianti” insieme al gruppo Ortoparco. Altro personaggio da non perdere è Christian Reister, vincitore del concorso “Frames of Berlin” con i suoi scatti in bianco e nero sulle microstorie della metropoli tedesca. E poi il numero speciale del magazine Erodoto108 realizzato dal vivo, la mostra “Passi di libertà. Il cammino dei nostri primi 70 anni” dedicata all’emancipazione femminile alla Camera del Lavoro, gli allestimenti “spontanei”, gli spettacoli, i concerti e le molteplici attrazioni della Ghirba- Biosteria.

Sempre in via Roma, nella bellissima sede di Banca Albertini Syz (via Roma 8) espone Bruno Cattani, fotografo reggiano legato al tema della memoria, che indaga in una ricerca iniziata nel 2005 e che si snoda come un viaggio all’interno del ricordo, nel quale cerca di far rivivere il passato emozionale attraverso immagini narrative ed evocative. Con “Mondi interiori”, la serie di scatti che porta oggi in mostra a cura di Sandro Parmiggiani, promossa da VisionQuesT contemporary photography, il fotografo prosegue la sua ricerca, dapprima incentrata su scorci della città natale, e poi su altri momenti di verità incontrati dal suo sguardo, tutti intrisi di un tono di nostalgica elegia, di un sentimento della lontananza e dell’impossibilità del ritorno.

 

Gregory Halpern
Gregory Halpern

 

Reggio magica

Tra le caratteristiche più apprezzate delle settimane di Fotografia Europea, certo c’è quella dell’opportunità, grazie alle mostre, di visitare e scoprire angoli della città insoliti, poco conosciuti, da (ri)scoprire. Spazi che “dialogano” con le opere in esposizione. Un’alchimia che si creerà, ad esempio, all’ex chiesa di San Carlo e Agata, luogo di culto antichissimo, nel quale Marcella Vanzo, artista di caratura internazionale, lavora su territori di confine in cui il riutilizzo di materiali, storie e luoghi esistenti diventa centrale. In “Secretum”, mostra curata da Marinella Paderni e promossa dall’associazione Flag No Flags, gli interventi dell’artista (fotografie “vernacolari” e sculture in ceramica) si legano con l’ambiente circostante: affreschi, elementi architettonici, tagli di luce, ombre, atmosfere del sacro.

I magnifici chiostri della Prefettura sono un “appuntamento” fisso degli eventi di Fotografia Europea: luogo “antico” in cui coabitano presenza attuale e profondità d’altri tempi. Quest’anno nove fotografi appartenenti a ReFoto, associazione che unisce radicamento territoriale e diffusione della pratica artistica, hanno accettato con “L’oggi del domani – Brevi storie del nostro futuro”, a cura di Francesca Valli e Alberto Cucchi, la sfida di immaginare all’interno del presente le tracce dell’avvenire.

Alla sede FAR all’Oratorio di San Filippo Neri si richiama alla memoria la storia dell’italo- cileno Juan Bosco Maino Canales scomparso sotto il regime di Pinochet. Il giovane era anche un promettente fotografo che documentò le condizioni di vita del Cile stremato da arretratezza e imperialismo. Questa mostra è un modo per ricordarne il talento e l’impegno a favore degli esclusi e dell’emancipazione.

 

Nobuyoshi-Araki
Nobuyoshi-Araki

 

Due Gobbi, anima della città

In migliaia visitano ogni anno l’Atelier Viaduegobbitre durante le giornate di Fotografia Europea. Merito degli artisti che animano questo “palazzo” dove si pensa, realizza e condivide arte.
Tra le novità di quest’anno le immagini dei vincitori delle letture portfolio 2016, Analogon e Daniele Corradini, il progetto “Scappare la guerra” di Luigi Ottani, il recente reportage dal Congo di Ermanno Foroni, le mostre “Bianco Deserto” di Fabian Albertini e “La voce incantata del labirinto” di Erica Sacchetti.

Altro momento atteso è quello degli eventi fra cui spicca la presentazione del volume “Dal libro dell’esodo” di Luigi Ottani e Roberta Biagiarelli (5 maggio, ore 17.00) con gli autori intervistati da Alessandro Scillitani, direttore di Reggiofilmfestival. Sabato 13 e domenica 14, spazio alle letture portfolio promosse da CNA con Gigliola Foschi, Maurizio Rebuzzini, Loredana De Pace, Davide Grossi e Massimo Mussini.

 

 

 

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