CASTELNUOVO DI PORTO. Torna, per la sua quinta edizione, dal 30 settembre all’8 ottobre 2017 il festival Castelnuovo Fotografia. L’evento, ideato e diretto da Elisabetta Portoghese e organizzato dall’associazione Dieciquindici, si svolgerà in un piccolo borgo medievale alle porte di Roma, immerso nel paesaggio di grande bellezza della campagna romana, nel cinquecentesco castello Colonna.

 

© Diego Mayon, Grey grass
© Diego Mayon, Grey grass

 

Il festival ha conquistato negli anni un pubblico ampio e attento, mantenendo la sua vocazione di festival indipendente e puntando sulla qualità dei progetti esposti, dando spazio ai grandi protagonisti della fotografia e sostenendo l’editoria indipendente, i giovani fotografi e i nuovi linguaggi visuali.

Le giornate di fotografia, che si svolgono dal 30 settembre all’8 ottobre 2017, si pongono come obiettivo un’ampia analisi e una riflessione sulle trasformazioni e le criticità del paesaggio urbano e naturale contemporaneo, attraverso lo sguardo di maestri della fotografia e giovani emergenti ma anche sull’analisi del paesaggio nella sua forma
interiore.

 

 

 

L’’edizione di quest’anno, dal titolo ‘Landscape – Portrait‘ si focalizza sull’esplorazione e la dimensione esistenziale del paesaggio nella sua forma naturale, urbana e sociale, traendo ispirazione anche dal gioco di parole: landscape – orizzontale, portrait – verticale, utilizzate per visualizzare lo schermo degli smartphone, strumento universale di comunicazione attraverso l’immagine.

I due temi hanno come filo conduttore l’esplorazione temporale del paesaggio, dalla materialità dei ricordi conservati nelle veline degli album, all’evanescenza delle immagini digitali, disperse in uno spazio immateriale. Si passa così da un’indagine che tocca poliedrici punti di vista, dall’architettura ai personaggi che vivono il territorio e alle loro storie, alla memoria e alle proprie aspirazioni. Una ricerca a metà strada tra la soggettività, i caratteri oggettivi del paesaggio e le percezioni individuali tradotti tutti nell’arte della fotografia. Il programma prevede un fitto calendario di appuntamenti durante le tre giornate del Festival: mostre, letture portfolio, laboratori, incontri, performance, proiezioni video e presentazioni editoriali.

 

© Rocco Venezia, Athene Noctua, Nekyia
© Rocco Venezia, Athene Noctua, Nekyia

 

LE MOSTRE

Ecco le mostre esposte, dal 30 settembre all’8 ottobre, nelle sale della cinquecentesca Rocca Colonna.

FLORE – RICORDI LONTANI, la fotografa franco spagnola Flore evoca l’adolescenza di Marguerite Duras in Indocina. “Tutto è immerso in una sorta di foschia che sfuma i contorni, […] riesce non tanto a illustrare i testi di Marguerite Duras ma, piuttosto, a seguirne i passi. Non come una aficionada, semmai come una sorta di fantasma”. (Dal testo introduttivo di Laure Adler, Ricordi Lontani. Scritti di Marguerite Duras, Postcart Edizioni 2016 coedizione Contrejour).
PIERO CAVAGNA E GIULIO MALFER – TOUCH, vincitore del Premio Marco Bastianelli 2017 per il miglior libro fotografico autoprodotto edito in Italia. Touch – toccare con le dita – è un ponte che mette in comunicazione persone e storie mediando tra la forma tradizionale del libro e l’interattività dei dispositivi mobili che i ragazzi tengono in mano quotidianamente. La mostra è composta da una serie di ritratti di ragazzi che hanno partecipato al “Treno della Memoria” ognuno dei quali tiene in mano una striscia di garza sulla quale è scritto il nome di un coetaneo diventato fumo e cenere nel buco nero dell’orrore dei campi nazisti. All’interno dell’esposizione, raggruppate in una serie di isole, sono presenti delle schede con le immagini dei giovani morti nei campi di sterminio, ricoperte da inchiostro termocromico nero. Una volta toccato, questo inchiostro diventa trasparente permettendo l’apparire della fotografia che resterà visibile per alcuni secondi prima di ritornare, di nuovo, nell’oscurità.
SIMONA FILIPPINI – Rome LOVE, a cura di Chiara Capodici. Due storie, due visioni della città di Roma in un bilico instabile fra passato, presente e ipotesi di futuro quale luogo di transito e approdo, crocevia di esperienze e culture per eccellenza, l’Urbe è teatro di dialoghi amorosi e tragici fatti di cronaca.
ALESSANDRA CALÒ – LES INCONNUES, a cura di Francesca Orsi. Alessandra Calò crea opere fra l’arte contemporanea e la fotografia. Nei suoi lavori, riporta alla luce antiche tecniche di stampa e reinterpreta materiali preesistenti quali ritratti di famiglia e documenti d’archivio.
GERMANO SERAFINI – 4100 K, a cura di Michela Becchis, rappresenta in gradi Kelvin la temperatura della luce della luna. Le immagini derivano dallo studio dei colori che naturalmente vengono impressionati sul supporto fotografico a luce lunare.
ROCCO VENEZIA – NEKYIA, a cura di Chiara Capodici. Nekyia in greco ha due significati. Il primo è il viaggio interiore nell’inconscio attraverso il quale ci si riconnette si guarisce il proprio sé ferito. Il secondo indica invece l’antico rito greco in cui gli spiriti venivano interrogati su quello che riserverà il futuro.
ELTON GLLAVA – DOVE I CORVI AVREBBERO CANTATO, Vincitore del Premio FotoLeggendo 2016. Mostra a cura di Sara Palmieri e Lina Pallotta. Elton Gllava, esplorando il nord est dell’Albania con l’obiettivo della Hasselblad e lo sguardo di chi torna, ha documentato l’esistenza della piccola città di Bulqizë, nota come la città dei minatori e per la presenza del cromo.
GIANLUCA ABBLASIO – IO SONO DARIO, a cura di Lina Pallotta. “La gente adora Dario e sembra che non possa fare a meno di lui”, racconta il fotografo. “È androgino, fottutamente notturno e sembra essere nato per diventare una rockstar; è pieno di sogni e amato da tutti. Il suo palcoscenico si chiama Roma est, tra la Casilina, Centocelle e il Pigneto”. Dario si muove sullo sfondo di un paesaggio notturno, tra le vie e i locali di Roma, guidato dal buio, dai suoi amici e dal suo sogno, cantare.
VINCENZO MONTICELLI CUGGIÒ – URBANO, a cura di Carlo Gallerati e della Galleria Gallerati. Dal caos delle idee vengono generate opere uniche (sia per tiratura, sia per il contenuto proposto), che hanno una struttura profonda, stratificata e carica di significato.

DIEGO MAJON – GREY GRASS, a cura di Niccolò Fano, Vincitore del contest CDPzine della scorsa edizione di Castelnuovo Fotografia (2016), contest sulle fanzine e autoproduzioni. Il progetto racconta la trasformazione della campagna est milanese dopo l’Expo Milano 2015; circa mille ettari di terreni fertili sono stati spazzati via per far spazio a due nuove autostrade, coinvolgendo molte aziende agricole e minacciandone la sopravvivenza.

SANDRO BATTAGLIA – GEOMETRIE DI CONFINE. Le immagini proposte sono parte di una ricerca sul paesaggio e i suoi limiti sia naturali sia architettonici. Emerge così l’idea di margine e di confine territoriale che favorisce una lettura dinamica degli spazi e del paesaggio.

GIANFILIPPO DE ROSSI – URBAN LANDSCAPE. Nasce dall’esigenza di trovare nuovi stimoli nella composizione e nell’architettura della città di Los Angeles. Una ricerca di quelli che sono gli spazi assenti dalla presenza umana, caratterizzati da linee, colori e ombre nette e taglienti.

FLAVIA TRONTI – PERSONALE AL COMPLETO. Un tema, quello della crisi dell’industria ceramica del distretto di Civita Castellana (VT), analizzato attraverso la fotografia, nel rispetto delle vite degli operai ripresi e della memoria che gli impianti ancora attivi portano con sé.

MAURICE WEISS – CIEL DE PLOMB 1994/1999. A cura del Goethe Institut di Roma in collaborazione con l’agenzia fotografica tedesca OSTKREUZ, in mostra il lavoro su polaroid di Maurice Weiss sulla Berlino degli anni Novanta e sulla sua trasformazione; un processo fugace, ritratto della città tra due epoche, prima e dopo la caduta del Muro e della cosiddetta “Striscia della Morte”.

IL SOGNO VERDE – a cura di Antonio Capaccio. Una ricognizione sul rapporto dell’uomo con la natura che coinvolge autori e di differenti ambiti – arte, musica, poesia, video – per una riflessione su molti aspetti del nostro esistere. Si presenta come un’indagine aperta e in itinere, che guarda ai caratteri problematici della relazione fra l’uomo e il proprio paesaggio vitale ma con l’intento di contribuire, anche attraverso l’arte, a ristabilire un dialogo più diretto e schietto con l’orizzonte naturale che ci circonda. In mostra, per Castelnuovo Fotografia 2017, installazioni degli artisti Ennio Alfani, Antonio Capaccio, Vittorio Giusepponi, Maria Semmer, Naoya Takahara, Alberto Timossi, Daniele Alef Grillo.

MEMORIES Al centro della sala un grande tavolo sarà a disposizione di chi vorrà portare vecchie foto di famiglia o del paesaggio.

 

© Gianluca Abblasio, Io sono Dario
© Gianluca Abblasio, Io sono Dario

 

In programma anche le presentazioni editoriali con la partecipazione di autori ed editori, tra queste: Ricordi lontani. Scritti di Marguerite Duras, di Flore (con introduzione di Laure Adler), Postcart Edizioni coedizione Contrejour. Intervengono la fotografa Flore, l’editore Claudio Corrivetti e Maurizio G. De Bonis. In Ricordi Lontani, Flore opera nel territorio della lingua fotografica ma innesta sul “suolo” della fotografia innumerevoli elementi che trasformano le sue opere in piccole, sublimi, riflessioni poetiche (Maurizio G. De Bonis). Nekyia di rocco Venezia, edito da Witty Kiwi. Intervengono il fotografo Rocco Venezia, Chiara Capodici curatrice della mostra e Tommaso Parrillo, editore Witty Kiwi. Nekyia ha due significati: il primo è il viaggio interiore nell’inconscio attraverso il quale ci si riconnette, si guarisce il proprio sé ferito; il secondo indica invece l’antico rito greco in cui gli spiriti venivano interrogati su quello che riserverà il futuro. Tessuti Toniù di Francesca Semerano. Intervengono la fotografa Francesca Semerano e la curatrice Irene Alison – Doll’s Eye Reflex Laboratory. Tessuti Toniù è una storia di fruscii, ritagli, scampoli. È una trama che si dipana lungo l’ampio arco di vita di una donna, Antonia, il cui percorso copre un secolo intero. Touch di Piero Cavagna e Giulio Malfer, premiato come miglior libro autoprodotto al Premio Marco Bastianelli 2017, è un progetto costituito da un libro e una serie di schede interattive entrambi custoditi all’interno di una scatola di legno profumato. Le immagini dei ragazzi vittime dell’olocausto sono nascoste da una serie di spazi completamente neri che invitano ad essere toccati con un tocco energico. Belgrado, città bianca di Alberta Aureli. Intervengono la fotografa Alberta Aureli e la giornalista Chiara Avesani. Durante l’incontro, partendo da un’analisi della situazione dei migranti sulla rotta balcanica si arriverà al racconto della fotografa e del suo progetto fotografico, risultato di un diario di viaggio di reportage sull’ultima frontiera d’Europa sotto la neve. Il Reportage, presentazione della rivista trimestrale; interverranno Valentina Piccinni, redattrice e curatrice de Il Reportage Photojournalism Award. Il Direttore e fondatore della rivista Riccardo De Gennaro e la Capo Redattrice Maria Camilla Brunetti. Una rivista che nasce dall’esigenza di riscoprire e dare spazio a una forma di giornalismo un po’ dimenticata o sacrificata nei giornali di oggi. In un’epoca di grandi e rapidi cambiamenti c’è nuovamente bisogno di raccontare la storia in presa diretta. LÌMINE. Guida ai limiti di una città. Il progetto a cura di Massimo Siragusa, e curato da Doll’s Eye Reflex Laboratory, è una ricerca condotta da sette fotografi che hanno intrapreso un viaggio attorno all’idea di margine, scegliendo come luogo d’incontro Roma e il suo territorio. Intervengono il curatore Massimo Siragusa, Vincenzo Labbellarte e Michele Miele. APOCALYPSE’S TALES, di Franscesco Viscuso, a cura di Fugazine e Monkeyphoto; quattro pagine in cui i collage analogici e post- surrealisti realizzati dal fotografo si intrecciano e dialogano con immagini d’archivio.
Anche quest’anno sono previste le letture portfolio con alcuni professionisti della fotografia: Mario Beltrambini fra i responsabili di Savignano Incontri, Luglio Fotografia, Savignano Immagini e SI Fest Savignano Immagini Festival. Sauro Errichiello, fotografo; Claudio Corrivetti, editore Postcart Edizioni. Irene Alison, giornalista, direttrice creativa dello studio di progettazione e produzione fotografica DER*LAB. Nazario dal Poz, photo editor, fotografo e docente di fotografia. Valentina Piccinni, redattrice della rivista “Il Reportage” e curatrice de Il Reportage Photojournalism Award. Niccolò Fano, fondatore e direttore della galleria di fotografia contemporanea Matèria. Mario Peliti, fondatore della casa editrice Peliti Associati, fotografo e gallerista. Carlo Gallerati, fondatore e direttore della galleria Gallerati.

 

Immancabile anche in questa edizione il foto bookshop, spazio collettivo dedicato all’editoria fotografica, alle fanzine e al self-publishing. Gli espositori di quest’anno sono: Leporello, Postcart Edizioni, Funzilla, Fugazine, MonkeyPhoto, DER*LAB, Humboldt Books, Witty Kiwi, Il Reportage, Bized Photozines, Osservatorio Fotografico e Yogurt Magazine. Per i self-publisher: Alberta Aureli, Piero Cavagna & Giulio Malfer e Alessandra Calò. Una sala apposita sarà dedicata all’esposizione dei libri vincitori del Premio Marco Bastianelli 2017 – Miglior libro fotografico in Italia e a una selezione dei libri in concorso.
In collaborazione con Officine Fotografiche Roma e il Master di Fotogiornalismo della scuola, sarà proiettata una selezione dei lavori di video giornalismo dell’anno scolastico 2016/2017, presentati dal fotografo e docente Emiliano Mancuso.
Anche quest’anno, dopo le due precedenti edizioni, in collaborazione con l’associazione Camera 21, si svolgerà il laboratorio BOX 21 – Ritratti in Piazza, a cura di Simona Filippini, realizzato con il Comune di Castelnuovo di Porto, la Prefettura di Roma e la Cooperativa Auxilium. Il progetto prevede la partecipazione attiva dei residenti che si lasceranno ritrarre dai fotografi dell’associazione Camera 21. In questa edizione saranno i fotografi africani, siriani e afgani ospiti del Cara a ritrarre la cittadinanza, confermando la vocazione alla reciprocità degli sguardi dei precedenti progetti di Camera21, reciprocità necessaria nella narrazione della realtà complessa in cui viviamo.

 

© Piero Cavagna e Giulio Malfer, Touch
© Piero Cavagna e Giulio Malfer, Touch

E workshop. Di esperienza fotografica e creativa con Shobha Battaglia e Enrico Prada

In collaborazione con l’associazione “Culture nel Mondo”, Pieno Vuoto Uno è un percorso di trasformazione dello sguardo in compagnia dei fotografi Shobha Battaglia ed Enrico Prada. Sarà un percorso di trasformazione che parte da noi, dal nostro sguardo ingolfato dai condizionamenti (il Pieno), per arrivare a un nuovo “noi”, a un nuovo sguardo: pulito, leggero, in armonia con le cose (il Vuoto). Un “noi” e uno sguardo trasformati, in sincronicità con l’universo (l’Uno).

 

© Germano Serafini, “Sicilia”, 4100K Collection
© Germano Serafini, “Sicilia”, 4100K Collection

 

Il festival sarà inaugurato come da tradizione con la performance di MDA Produzioni, ideata e diretta da Aurelio Gatti e si concluderà con un brindisi di finissage domenica 8 ottobre e la premiazione dei due contest fotografici: CDPZINE, dedicato alle fanzine fotografiche e alle autoproduzioni, che vede in palio una mostra del progetto vincitore durante la prossima edizione del festival. Inoltre, in collaborazione con il collettivo 001, al lavoro scelto, sarà dedicato un approfondimento sulla piattaforma online zerozerouno.org.

L’instagram contest #fotografareilfestival, in collaborazione con la piattaforma Everyday_Italy, presente sia su facebook che su instragram, curata da Veronica Daltri e Lavinia Parlamenti, per raccontare l’Italia attraverso una serie di immagini scattate con lo smartphone.

 

CASTELNUOVO FOTOGRAFIA 2017 – V EDIZIONE
Piazza Vittorio Veneto, Castelnuovo di Porto (Rm) – Castello Rocca Colonna

Quando: 30 settembre – 8 ottobre 2016

Orari: 30 settembre 10 – 20 / 1 ottobre 10 – 20 / 8 ottobre 15 – 20
Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito.
Dal 2 al 7 ottobre è possibile visitare le mostre su appuntamento, inviando una mail a: castelnuovofotografia@gmail.com

Info: www.castelnuovofotografia.it

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