REGGIO EMILIA. Il jazz. Il suo sbarco in Italia. La sua diffusione massiccia in tutta la Penisola, in primis nei club milanesi dove le grandi star internazionali, facevano un regolare sold out e infine il suo arrivo a Reggio Emilia. Tutto questo è E lo chiamano jazz…, la mostra che l’edizione 2015 di Fotografia Europea porta allo Spazio Gerra (piazza XXV aprile 2), a cura di Rocco Pandiani.

 

Riccardo Mamoli con Earl Hines, presso Discoland, 1966
Riccardo Mamoli con Earl Hines, presso Discoland, 1966

 

Tre sono i nuclei principali della mostra: si va dalle straordinarie immagini di Riccardo Schwamenthal (Vienna, 1937) che dagli anni ’50 ha immortalato le prime storiche tournée italiane di nomi del calibro di Louis Armstrong, Duke Ellington, John Coltrane e Thelonious Monk. E poi le infografiche e i video realizzati con la consulenza di Rocco Pandiani a cui si aggiunge una sezione dedicata esclusivamente alla diffusione del Jazz a Reggio Emilia.

 

Milano - Italy, 1963/10/27 - Teatro dell'Arte - John Coltrane ts, McCoy Tyner p - Foto © Riccardo Schwamenthal / CTSimages.com - Phocus
Milano – Italy, 1963/10/27 – Teatro dell’Arte – John Coltrane ts, McCoy Tyner p – Foto © Riccardo Schwamenthal / CTSimages.com – Phocus

 

Al centro dell’esposizione E lo chiamano jazz… sta la narrazione per immagini del periodo in cui il Jazz sbarcava in modo massiccio in Italia: quando i grandi nomi internazionali, accolti come star, riempivano i club milanesi mentre parallelamente cresceva e si affermava una generazione di straordinari musicisti nostrani che dal Jazz sconfinava al cinema e alla canzone melodica. Tutto questo attraverso gli scatti di uno dei fotografi che è stato testimone della planetaria diffusione di questo genere musicale che affonda le proprie radici nel blues e si caratterizza per un rapporto immediato con i ritmi scanditi dalla terra e dal lavoro: Riccardo Schwamenthal.

 

 

Attorno a queste immagini straordinarie si innesta un percorso narrativo costruito con video e documentari realizzati ad hoc, infografiche e percorsi sonori, realizzati con la consulenza di Rocco Pandiani, tesi a rendere quanto più possibile fruibile il racconto di una dimensione artistica che per definizione è sempre stata considerata elitaria e distante dal linguaggio popolare. Un’ulteriore sezione documentaria, in collaborazione con la Biblioteca Panizzi, approfondisce le origini e il diffondersi della cultura jazz a Reggio Emilia a partire dal dopoguerra, attraverso immagini e testimonianze in gran parte inedite.

 

 

 

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E lo chiamano jazz…

Dove: Spazio Gerra, piazza XXV aprile 2, Reggio Emilia

Orari: dal 22 maggio al 26 luglio da venerdì a domenica. Venerdì: 16-23. Sabato 10-23. Domenica e festivi: 10-20

Info: www.spaziogerra.it

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