LUGANO. Fino al 15 agosto il Museo d’arte della Svizzera italiana presenta “And Now the Good News”, un’esposizione si dispiega lungo un percorso espositivo con più di trecento opere (tra dipinti, disegni, fotografie e collage) provenienti dalla Collezione Annette e Peter Nobel, che indaga gli usi del giornale come mezzo e supporto artistico nel XX e XXI secolo.
Urs Fischer yummyhorseseeye 2013 Pannello in fibra di legno, serigrafia su carta, vernice acrilica, acciaio 75,7 x 318,5 x 129 cm Collezione Annette e Peter Nobel
Urs Fischer
yummyhorseseeye
2013
Pannello in fibra di legno, serigrafia
su carta, vernice acrilica, acciaio
75,7 x 318,5 x 129 cm
Collezione Annette e Peter Nobel
Dalla seconda metà dell’Ottocento, gli articoli e le immagini pubblicate sulla stampa scandiscono il ritmo della nostra quotidianità e definiscono il nostro rapporto con lo scorrere del tempo e con le vicende del mondo. Non è dunque un caso se il giornale, nell’intreccio sempre più inestricabile tra arte e vita che i movimenti artistici del primo Novecento hanno inaugurato, sia diventato uno dei soggetti privilegiati a partire dal quale gli artisti hanno interrogato e continuano a interrogare la realtà.
Vik Muniz Jorge (dalla serie Pictures of Magazine) 2003 C-print 127 x 101,6 cm Collezione Annette e Peter Nobel
Vik Muniz
Jorge
(dalla serie Pictures of Magazine)
2003
C-print
127 x 101,6 cm
Collezione Annette e Peter Nobel
Il percorso espositivo, a cura di Elio Schenini e Christoph Doswald, si snoda lungo due livelli del Museo, articolandosi in undici sezioni che seguono un ordine cronologico da inizio Novecento ad oggi. L’allestimento è ritmato da tre grandi periodi che scandiscono la lettura dell’esposizione – la prima metà del Novecento, i decenni dal 1950 al 1980, gli anni dal 1980 ad oggi – introdotti, di volta in volta, da sezioni fotografiche che documentano la presenza e la diffusione della carta stampata nella quotidianità, evidenziando il ruolo fondamentale che la fotografia ha avuto nella storia dei rapporti tra arte e mass media.
Grazie all’ampiezza e alla varietà dei materiali e degli approcci inclusi nella raccolta dei coniugi Nobel, è stato possibile strutturare un percorso espositivo che segue un duplice movimento.
Thomas Hirschhorn Collage-Truth (Nº40) 2012 Collage 26,2 x 44,8 cm Collezione Annette e Peter Nobel
Thomas Hirschhorn
Collage-Truth (Nº40)
2012
Collage
26,2 x 44,8 cm
Collezione Annette e Peter Nobel
Da un lato, vi è una ricapitolazione storica che a partire dai primi collage realizzati nell’ambito del Cubismo, del Dadaismo, del Costruttivismo e del Surrealismo giunge fino alle esperienze delle neoavanguardie, degli anni Sessanta e Settanta; dall’altro, una campionatura del presente a partire da alcune tematiche specifiche attorno alle quali si concentra l’interesse degli artisti per il mondo dei media. Gli artisti presenti nell’esposizione utilizzano la carta stampata come simbolo di una nuova modernità tecnica ed espressione di cambiamento continuo, basandosi sul concetto di news of the day – every day, ponendo la propria attenzione alla realtà quotidiana. Il giornale non è dunque percepito solo come strumento d’informazione, ma anche come supporto che ha ispirato tecniche e strategie artistiche come il frottage per i surrealisti e il collage per i cubisti. In altro modo, la carta stampata può essere percepita come uno strumento d’inganno e di manipolazione delle coscienze come ricordano i lavori dei contemporanei Colby Brid, Kim Rugg, Zhang Dali, David Shrigley e Vedovamazzei che, tra ironia e denuncia, evidenziano il potere della stampa di dare forma al mondo. Nascono così nuovi stili di pittura e composizione visiva in cui intervento artistico e informazione si fondono diventando un tutt’uno, evidenziando talvolta il contenuto (del giornale), altre volte cancellandolo con forme o segni, come nelle opere di Williem de Kooning e Panos Tsagaris.
Le sezioni dedicate all’arte più attuale costituiscono ulteriori dimostrazioni di come il confronto con i media sia per gli artisti il punto di partenza per indagare la realtà in cui viviamo, ampliando il discorso verso un ambito sociale e politico. In una realtà ormai totalmente filtrata dallo sguardo dei media, l’arte è infatti diventata il luogo in cui l’enorme flusso di immagini e informazioni che ci avvolgono vengono messe in discussione, criticate, analizzate e sovvertite.
La mostra si chiude con una sezione dedicata al tempo, di cui la pagina del quotidiano del giorno sospesa a mezz’aria ne è iconica. Quest’opera di Roman Signer diventa così al contempo il punto conclusivo di questo racconto e l’inizio di uno nuovo, quello che ogni giorno milioni di persone cominciano leggendo le pagine di un giornale, augurandosi che possa essere finalmente il giorno delle good news.
Olaf Metzel Susan Sontag 2011 C-Print su alluminio 180×270×100 cm Collezione Annette e Peter Nobel
Olaf Metzel
Susan Sontag
2011
C-Print su alluminio
180×270×100 cm
Collezione Annette e Peter Nobel
Un racconto in cui si mescolano analisi sociale, riflessione esistenziale, critica politica, indagine filosofica e sovversione ironica, che offre al visitatore un’occasione unica per indagare le relazioni tra arte e media del nostro tempo.

And Now the Good News

Dove: LAC Lugano Arte e Cultura, Piazza Bernardino Luini 6, Lugano

Orari: Martedì, mercoledì e domenica: 10:30 – 18:00. Giovedì, venerdì e sabato: 10:30 – 20:00. Lunedì chiuso

Info: www.masilugano.ch

 

 

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