REGGIO EMILIA. S’intitola “Memorie _ Immagini di un collettivo” la mostra esposta allo Spazio Icarus (viale IV Novembre 9), dal 6 al 21 maggio. 

La mostra – a cura della Galleria Gate 26A, espone i lavori di Fiorella Iacono, Andrea Luporini, Maria Antonietta Poy, Davide Visciglio, Anna Lisa Bondioli, Luca Arena, Luca Monzani, Grazia Cantoni, Daniela Spaletra, Sara Vighi e Giulia Frigieri. 

 

Luca Arena
Luca Arena

 

Chi siamo? Cosa facciamo? Che cosa cerchiamo del nostro passato?
Nella società contemporanea il ruolo esercitato dai mass media è diventato determinante tanto che, con l’incremento dei mezzi di comunicazione, non viene più permesso alla società di essere “trasparente”.
I media continuano ancora a riprodurre gli accadimenti in tempo reale, ammettendo però l’errore di esasperarli e allontanarli, quindi, dalla loro vera connotazione.
Nell’era della flessibilità, la fotografia viene portata a scardinare i confini tradizionali per seguire le curve di un mondo sempre più liquido, dove l’ambiente si trasforma, si muove e si adatta alle esigenze di chi lo abita.
L’artista, quindi, cambia approccio e prima di immaginare un pensiero vuole capire quali siano le reali esigenze di chi lo fruirà.
Pertanto, nella moltitudine delle immagini contemporanee riuscire a definire un proprio percorso diventa un compito necessario da svolgere con consapevolezza e conoscenza.
Aprire gli archivi delle memorie permette di rendere conto delle proprie origini; laddove tracce, oggetti, persone, si impregnano di significati evocativi che riportano al presente ricordi, pensieri e nuovi modi di vedere il contemporaneo.
Come una mappatura, dove il rigore della ricerca è alla base, undici autori sono stati chiamati a compiere un lavoro di documentazione del proprio significato di archivio e memoria del tempo.
L’identità dei lavori in mostra non sono più porzioni di una singola progettualità ma, di un pensiero collettivo capace di creare una rete eterogenea di immagini.
Partendo dal concetto della domus e della polis, come luogo intimo e privato, sino ad arrivare ad oggetti dalle parvenze inutili e poco significativi, il concetto dello spazio e del proprio tempo diventa il risultato di queste ricerche.
Pertanto questa grande installazione evocativa, pensata come una piazza in cui i visitatori sono liberi di muoversi e sperimentare, vuole essere un’interpretazione del significato di archivio.

 

 

Date e orari: dal 6 maggio al 21 maggio, tutti i sabati e domeniche restanti dalle 10 alle 20

 

 

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