La nostra memoria, soprattutto quando deve andare a scavare nel passato percorrendo gli anni a ritroso, associa circostanze rilevanti ad una sorta di fermo immagine di una situazione vissuta per noi importante. Finisce così che una sola immagine precisa possa racchiudere un ricordo felice, drammatico o addirittura un’intero periodo della nostra vita.
Lo stesso vale per il mondo in cui viviamo, la realtà in cui siamo immersi.
Riaffiorano i ricordi di una guerra, identifichiamo un’emergenza, ci torna in mente una parte di storia studiata semplicemente guardando una fotografia, osservando uno scatto che, per importanza, impatto, profondità, drammaticità racchiude in una sorta di blocco temporale una grande quantità di storie, di vite, di cambiamenti.
TYLER HICKS. Attacco terroristico al Westgate Mall. Nairobi, Kenya, 2013 © T. Hicks/The New York Times (ROBERT CAPA GOLD MEDAL 2013).
TYLER HICKS. Attacco terroristico al Westgate Mall. Nairobi, Kenya, 2013 © T. Hicks/The New York Times (ROBERT CAPA GOLD MEDAL 2013).
Quello del fotoreporter è un mestiere scomodo e bellissimo allo stesso tempo, quasi una vocazione, è dal loro lavoro, dalle loro immagini più conosciute che noi colleghiamo molti avvenimenti importanti.
TIM HETHERINGTON. Korengan Valley, Afghanistan, 2007. Per Vanity Fair. © T. Hetherington/Magnum Photos. (WORLD PRESS PHOTO 2007).
TIM HETHERINGTON. Korengan Valley, Afghanistan, 2007. Per Vanity Fair. © T. Hetherington/Magnum Photos. (WORLD PRESS PHOTO 2007).
“The Gold Medals” è Il titolo del libro edito da Contrasto e deriva dal premio Robert Capa Gold Medal, istituito nel 1955 dopo la morte del grande fotografo di guerra e assegnato ogni anno al “miglior reportage fotografico dall’estero, per realizzare il quale siano stati necessari eccezionali doti di coraggio e intraprendenza”.
MIKHAEL SUBOTZKY. Detenuti impegnati nel “pesvang”, pulizia tradizionale accompagnata da canti, risalente al 17° sec. e alle navi degli schiavi. Prigione di Pollsmoor, Cape Town, Sudafrica, 2004 © M. Subotzky courtesy Goodman Gallery/Magnum Photos. (EUGENE SMITH GRANT 2008)
MIKHAEL SUBOTZKY. Detenuti impegnati nel “pesvang”, pulizia tradizionale accompagnata da canti, risalente al 17° sec. e alle navi degli schiavi. Prigione di Pollsmoor, Cape Town, Sudafrica, 2004 © M. Subotzky courtesy Goodman Gallery/Magnum Photos. (EUGENE SMITH GRANT 2008)
Oltre alle fotografie legate a questo prestigioso riconoscimento, sono presenti nel volume anche gli scatti connessi ad altri importantissimi premi fotografici, come il World Press Photo of The Year (nato nel 1955), il Grant in Humanistic Photography (istituito in onore di W. Eugene Smith), l’Oskar Barnack Award (nato per celebrare l’inventore della Leica), il Visa d’or Feature Award (nato nel 1989).
Inutile dire che il viaggio per immagini che ci si pone davanti è realmente profondo e toccante. Sono qui racchiusi 60 anni di avvenimenti storici, alcuni ben noti altri meno conosciuti al grande pubblico, raccontati attraverso gli obiettivi dei fotoreporter più intraprendenti, attenti, critici.
JILLIAN EDELSTEIN. Joyce Mtimkulu mostra i capelli del figlio avvelenato dalle forze di sicurezza sudafricane nel 1982. da Truth & Lies. © J. Edelstein/Camera Press (VISA D’OR FEATURE AWARD 1997).
JILLIAN EDELSTEIN. Joyce Mtimkulu mostra i capelli del figlio avvelenato dalle forze di sicurezza sudafricane nel 1982. da Truth & Lies. © J. Edelstein/Camera Press (VISA D’OR FEATURE AWARD 1997).
Il libro è diviso in sei sezioni (in modo da spezzare i sei decenni raccontati, percorsi a ritroso), ognuna introdotta da un testo di alcuni tra i photo editor più noti a livello internazionale: Monica Allende, Elisabeth Biondi, Giovanna Calvenzi, Christian Caujolle, Aidan Sullivan e John Morris. In ogni sezione sono poi raccolte, una dopo l’altra, le immagini che hanno vinto i relativi premi, accompagnate da un breve testo descrittivo ed una biografia del fotografo. Viene anche dato conto di come le giurie di questi ambiti premi abbiano lavorato, di come abbiano giudicato queste fotografie scegliendone il valore.
JAN GRARUP. Dopo il terremoto. Port-au-Prince, Haiti, 2010 per TIME e Dagbladet Information © J. Grarup/Laif. (OSKAR BARNACK AWARD 2011).
JAN GRARUP. Dopo il terremoto. Port-au-Prince, Haiti, 2010 per TIME e Dagbladet Information © J. Grarup/Laif. (OSKAR BARNACK AWARD 2011).
PAOLO PELLEGRIN. Dopo un bombardamento aereo israeliano a Dahia. Beirut, 2006. © P. Pellegrin/Magnum Photos. (ROBERT CAPA GOLD MEDAL 2006).
PAOLO PELLEGRIN. Dopo un bombardamento aereo israeliano a Dahia. Beirut, 2006. © P. Pellegrin/Magnum Photos. (ROBERT CAPA GOLD MEDAL 2006).
MADS NISSEN. Jon, 21, e Alex, 25, durante un momento di intimità. San Pietroburgo, Russia, 2014. © M. Nissen/Scanpix/Prospekt (WORLD PRESS PHOTO 2014).
MADS NISSEN. Jon, 21, e Alex, 25, durante un momento di intimità. San Pietroburgo, Russia, 2014. © M. Nissen/Scanpix/Prospekt (WORLD PRESS PHOTO 2014).
Un volume davvero completo (408 pp. 17×22) che è stato curato da Roberto Koch e che vuole essere un tributo alla figura dei fotoreporter, messa in crisi per la difficoltà dei media a finanziare il loro lavoro, un omaggio ai tanti che con il coraggio, il lavoro, la capacità di interpretazione, ci hanno raccontato il mondo.
cover
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The Gold Medals
CONTRASTO
17×22 cm
408 pagine
211 fotografie in b/n e a colori
cartonato con fascetta

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