Roma nella collezione fotografica del Royal Institute of British Architects
è questa la mostra, a cura di Gabriella Musto e Marco Iuliano, realizzata in collaborazione con Valeria Carullo, curatrice per il RIBA della Robert Elwall Photographs Collection, in mostra al Monumento a Vittorio Emanuele II – Il Vittoriano

 

Roma nella collezione del Royal Institute of British Architects
Edwin Smith
Fragments of the colossal statue of Constantine the Great, Palazzo dei Conservatori
Gelatine silver print, 1954
Edwin Smith / RIBA Collections

 

Esposte 200 fotografie che ritraggono Roma tra la metà dell’Ottocento e l’età contemporanea. Tutte le foto provengono dalla collezione del Royal Institute of British Architects che ha sede a Londra.

 

Roma nella collezione del Royal Institute of British Architects
Monica Pidgeon
St Peter’s Square
Gelatine silver print, 1961
Monica Pidgeon / RIBA Collections

 

Da sempre Roma attrae l’interesse degli artisti e dei viaggiatori, che nel corso dei secoli ne hanno interpretato i monumenti e l’immagine complessiva. Roma, infatti, possiede non uno, bensì mille volti, che si riflettono nel Tevere e nelle cupole al tramonto; identità distinte che talvolta si contraddicono e altre si sovrappongono, stratificandosi e costruendo una maglia fitta di episodi.

 

Roma nella collezione del Royal Institute of British Architects
George Everard Kidder Smith
Dome of St Peter’s Basilica
Gelatine silver print, 1954
Architectural Press Archive / RIBA Collections

 

Il Royal Institute of British Architects (RIBA) non è solo un importante ordine professionale: alla sua base vi è anche il desiderio di promuovere l’educazione alla qualità dell’architettura, dentro e fuori la Gran Bretagna. Fondato nel 1834 a Londra, conserva nella sua collezione fotografica 1,7 milioni di immagini. Le foto selezionate in mostra privilegiano uno sguardo ampio, attento sia al dettaglio archeologico sia al paesaggio, passando per la scala intermedia dell’architettura. Eccezion fatta per alcune immagini dei fondi dell’Architectural Press Archive, sono proposti esclusivamente scatti di fotografi britannici dalle origini del nuovo medium ai nostri giorni: James Anderson, Tim Benton, Richard Bryant, Ralph Deakin, Ivy and Ivor de Wolfe, Richard Pare, Monica Pidgeon, Edwin Smith.

 

Roma nella collezione del Royal Institute of British Architects
Vasari
Termini Station (archs. Eugenio Montuori, Leo Calini, Annibale Vitellozzi et al.)
Gelatine silver print, 1950
Architectural Press Archive / RIBA Collections

 

La mostra ricostruisce l’immagine della città eterna in un momento chiave della sua esistenza. Attraverso la lente del Grand Tour il visitatore può osservare la città con gli occhi del mondo anglosassone e condividerne gli sguardi iconici ma anche inusuali e profondamente narrativi. Dall’archeologia alla street photography, la mostra accompagna il pubblico alla scoperta della capitale suggerendo riflessioni architettoniche, urbanistiche, politiche, sociali e nel contempo stimolando la critica verso la scoperta di luoghi che la fotografia come sempre, reinterpreta e racconta.

 

Roma nella collezione del Royal Institute of British Architects
Edwin Smith
Roman Forum, with the Arch of Septimus Severus in the foreground
Gelatine silver print, 1970
Edwin Smith / RIBA Collections

 

In tempi recenti apprezzata dagli stranieri più che dagli Italiani stessi, forse abituati alla sua bellezza, Roma è l’esempio per antonomasia di città che ha da sempre stimolato l’immaginazione collettiva. Tra memoria dell’antico e sperimentazione del moderno, la città è stata soggetto ideale per pittori e incisori dal Rinascimento, mentre la fotografia si sviluppa proprio quando “si fa l’Italia”: la nuova tecnica contribuisce ad alimentare quell’aura che avvolge Roma già dai secoli precedenti.

 

Roma nella collezione del Royal Institute of British Architects
Ralph Deakin
Monument to Vittorio Emanuele II, or ‘Vittoriano’
Gelatine silver print, 1930s
Ralph Deakin / RIBA Collections

 

Si tratta principalmente di pittori/fotografi che, nelle prime uscite in gruppo, sistemano le macchine fotografiche negli stessi luoghi, in alcuni casi rendendo complessa l’attribuzione di alcune fra le prime immagini. L’iconica scalinata di Trinità dei Monti da via dei Condotti o, caso ancor più paradigmatico, il Foro, sono sostanzialmente ripresi da punti di vista condivisi da tutti i primi fotografi, con minime varianti. In questo viaggio romano tra romanticismo e neorealismo, torna in più scatti il Monumento a Vittorio Emanuele II, una delle emergenze architettoniche di maggior impatto, anche simbolico e politico, della città eterna.

L’esposizione, promossa e organizzata dal Polo Museale del Lazio diretto da Edith Gabrielli, è inserita nell’ambito di Artcity Estate 2018.

 

 

Roma nella collezione fotografica del Royal Institute of British Architects

Dove: Sala Zanardelli, Monumento a Vittorio Emanuele II – Il Vittoriano, Roma 
Quando: 28 giugno – 28 ottobre 2018

Ingresso:  libero, tutti i giorni, dalle ore 9.30 alle ore 19.30 

Infowww.art-city.it

 

 

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