SAVIGNANO SUL RUBICONE. Si avvicina l’edizione 2015 del festival di fotografia Si Fest, uno dei festival più longevi e attivi dello Stivale. E mentre si attende il programma definitivo di questa 24esima edizione, si sta definendo un altro importante percorso fotografico: quello del Si Fest Off, la sezione giovane e indipendente del Si Fest ormai giunta alla sua sesta edizione.

La sezione Off sarà ancora una volta diretta da Tomas Maggioli, del circolo fotografico Cultura e Immagine, che da pochi giorni ha lanciato la call di partecipazione agli artisti. Tante saranno le novità della sezione giovane per l’anno 2015, tra cui la collaborazione con Tommaso Parrillo, fotografo freelance e founder editor di Witty Kiwi Books che affiancherà Tomas Maggioli nella direzione artistica.

Ma non ci siamo accontentati. Abbiamo chiesto a Tomas Maggioli di raccontarci e svelarci qualcosa in più sulla sesta edizione del Si Fest Off.

 

 

Tomas Maggioli
Tomas Maggioli

 

L’edizione 2015 porta con sé grandi novità. Prima di tutto la collaborazione con Tommaso Parrillo. Come nasce questa collaborazione e come si svilupperà positivamente per l’Off del festival?

TOMAS MAGGIOLI: La collaborazione con Tommaso Parrillo nasce a maggio del 2015 nel contesto del secondo “Open Day” del circuito OFF, una due giorni di eventi, mostre, performance e discussione di nuovi progetti in collaborazione con Alessandra Capodacqua e Margherita Verdi della Fondazione Fotografia Marangoni. In quell’occasione abbiamo invitato Tommaso Parrillo, già ospite nella sezione editori indipendenti del SI Fest 2014 a presentare Witty Kiwi magazine e la sua personale ricerca. La collaborazione con Parrillo si espliciterà sulla scelta dei contenuti e del tema (non vincolante per la selezione dei progetti) che contraddistinguerà l’edizione 2015, la selezione delle mostre e la diffusione del bando ad un pubblico più ampio.

Altre novità sul piano della direzione artistica e della programmazione?

T.M: Quest’anno ospiteremo “Life”, un progetto partecipativo per avvicinare e coinvolgere la città, i suoi abitanti e i visitatori del Festival. Omaggio al film “The tree of life” di Terrence Malick, Palma d’Oro a Cannes 2011, il progetto pone l’accento sul tema dei ricordi invitando il pubblico a inviare una fotografia particolarmente significativa della propria vita con un breve testo sul retro che diventerà parte integrante di un’installazione raffigurante un simbolico albero della vita. Oggi come oggi quasi nessuno stampa più le proprie fotografie, migliaia di immagini conservate su memorie labili ed estremamente fragili. Questa potrebbe essere l’occasione per tornare a riflettere su una tematica importante.

Inoltre introdurremo le letture OFF, offrendo gratuitamente, l’occasione di discutere un proprio progetto aprendo non solo alla fotografia, ma più in generale alle arti visive, impostando il dibattito sul rapporto tra fotografia e creatività.

 

 

Openday
Openday

 

 

Per quanto riguarda le mostre quali saranno i criteri di scelta?

T.M: L’OFF da sempre non vincola la selezione dei progetti ad una tematica, lasciando gli autori liberi di scegliere modalità espressive ed espositive. Oltre alla valenza estetica, la scelta ricade su quei progetti che si distinguono per originalità e freschezza, sia nell’uso del mezzo ma anche nell’interazione con altri linguaggi e nella creazione di allestimenti funzionali che come spesso accade, si avvicinano a vere e proprie installazioni.

 

Per questa edizione sarà confermata come sede unica Palazzo “Don Baronio”. Un gran vantaggio che permette di ‘guadagnare’ tempo e vedere riunite in un’unica struttura tutte le mostre sceltre per il circuito. Ci saranno poi altre mostre ‘satelliti’ in giro per Savignano?

T.M: Stiamo ricevendo già numerose richieste di partecipazione, e alcuni progetti per le loro caratteristiche, qualora scelti, potrebbero richiedere la necessità, come accaduto in passato, di scegliere spazi idonei che non siano quelli offerti da Palazzo Don Baronio. Una delle nostre prerogative è l’attenzione per gli abbinamenti spazio-autore, mai lasciata al caso.

 

 

Openday
Openday

 

 

L’off è in forte crescita. Nella qualità dei progetti presentati ma anche nelle idee degli artisti. Cosa è cambiato, a tuo parere, nel corso di questi anni?

T.M: Il circuito OFF di Savignano sul Rubicone è riuscito negli anni, grazie a numerose collaborazioni e media partnership a ritagliarsi un suo spazio, diventando un punto di riferimento a livello nazionale per la fotografia indipendente. Ogni anno cresce il numero dei progetti in mostra, non solo studenti o fotografi emergenti ma anche veri e propri professionisti del settore che scelgono Savignano per la sua lunga storia e tradizione considerandola una vetrina importante nella quale esporre i propri lavori. L’aumento dei progetti in concorso ci ha permesso perciò di elevare anche gli standard qualitativi intensificando il legame con le scuole e i centri di fotografia, garanzia spesso di freschezza e innovazione. In crescita è anche l’attenzione per la progettualità e la coerenza nella costruzione di un portfolio finale. Permane invece una maggiore difficoltà nella scelta di un allestimento adeguato e funzionale. In tal senso, l’associazione fotografica Cultura e Immagine, promotrice del SI Fest OFF, ha organizzato il workshop “Dall’Idea al Progetto”, che ha avuto una larga diffusione specie tra i giovani, fornendo loro alcuni utili strumenti.

 

 

Openday
Openday

 

Nelle ultime edizioni si può dire che l’Off sia stato anche trampolino di lancio per alcuni artisti.

T.M: SI Fest OFF ha ospitato in passato mostre provenienti da realtà prestigiose quale la Fondazione Fotografia Modena e il DAMS di Bologna. Ha rappresentato un vero e proprio trampolino di lancio per autori e artisti che con i loro progetti hanno ricevuto importanti riconoscimenti a livello nazionale, pubblicando su riviste e magazine di fotografia di primissimo piano o chiamati come ospiti in Festival altrettanto importanti. Per citarne alcuni: Pink Project di Francesca Tilio, (http://www.francescatilio.it/?gallery=pink-project-2), performance live e campagna fotografica di sensibilizzazione alla lotta contro il cancro al seno pubblicato su Artribune, d.Repubblica, il Fatto Quotidiano.it, Art a part of Culture, ecc. o “La gondoliera” di Claudia Rossini dedicato alla storia di Alex Hai, prima e unica donna a condurre una gondola, in concorso al “The Fifth Annual EXPOSURE photography award”.

 

Cosa manca secondo te ancora all’Off? Cioè com’è l’Off perfetto che vorresti creare a Savignano?

T.M: Vorrei nei prossimi anni dare maggiore rilievo all’integrazione della fotografia con l’area delle arti visive, videoarte e performance in primis. Riallacciandomi ad una intervista a Roberta Valtorta, storica e critica della fotografia, concordo nel ritenere che la figura del fotografo è in continua evoluzione, e che tra qualche anno più che di fotografo in senso stretto, parleremo, di “Tecnico dell’Immagine” cioè di colui che lavora con la fotografia in maniera più ampia e complessa interfacciandosi e dialogando con altri linguaggi espressivi. Inoltre un mio grande sogno, sarebbe portare il SI Fest OFF ad una dimensione internazionale con il coinvolgimento di artisti e fotografi provenienti da realtà più ampie.

 

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