kuvassa: Esko MÄNNIKKÖ (Suomi), taiteilija, henkilökuva ARS 01, Kiasma 30.9.01-20.1.02 kuva: Pirje Mykkänen/ Kuvataiteen keskusarkisto Flex/ PS 6.0 pm 26.9.01

 

[pull_quote_center]Sono un fotografo di pesci, cani e vecchi uomini. Esko Männikkö[/pull_quote_center]

 

 

Fino al 27 settembre una cinquantina di fotografie di Esko Männikkö rimarranno in mostra alla sede di Collezione Maramotti per “Time Flies. A Highlight“. Si tratta di immagini quotidiane, oggetti, luoghi, persone e stili di vita autentici, a lui familiari, che riflettono al contempo tratti universali dell’umanità. Ma come ha iniziato Esko Männikkö il suo percorso nella fotografia? Andando a caccia. Un’attività che per lui ha molto in comune con la fotografia. “Collezionare immagini è un’attività simile alla caccia, alla pesca o alla raccolta di bacche; lo stesso modo di raccogliere cultura che ho sempre praticato“.

In mostra a Reggio ci sono foto della serie Organized Freedom con case vuote, porte esterne, corridoi, interni e oggetti abbandonati. “Ci sono case come queste in tutto il mondo” racconta Esko “È facile fotografarle e queste visioni fatiscenti sono universali“. Ma la desolazione delle case non è l’aspetto fondamentale. “La cosa più importante e più affascinante è come appaiono a livello visivo. Sono interessato al modo in cui la natura prenda il sopravvento, e come le immagini possiedano una sorta di romanticismo, nella rovina”.

In mostra anche scatti della serie Harmony Sisters dove il fotografo cerca di cancellare il soggetto reale. Questo perché, secondo Esko, “il dettaglio ravvicinato di un animale è più bello dell’animale intero“. E questo perché “Quando scatto una foto, per esempio l’occhio di una mucca, l’immagine è guardata diversamente, come un’immagine: non l’immagine di una mucca o come una mucca in forma di immagine ma come l’immagine di qualcosa”.

 

 

Esko Männikkö
Organized Freedom 106 2004 stampa a colori a getto d’inchiostro / pigmented inkjet print dalla serie / from the series Organized Freedom
© Esko Männikkö

Esko Männikkö
Organized Freedom 106
2004
stampa a colori a getto d’inchiostro / pigmented inkjet print
dalla serie / from the series Organized Freedom
© Esko Männikkö

 

E sulla serie Blues Brothers, dove la protagonista è la bellezza, Esko svela che per lui “La bellezza è tutto e il punto centrale di ogni cosa”. Un rito quello della ricerca della bellezza che il fotografo segue ogni volta che scatta. “Io cerco di rendere belle le immagini, qualsiasi sia il soggetto e per quanto brutto possa essere. Mostro ogni cosa come qualcosa di bello, che sia un cestino della spazzatura, una vecchietta che ride, o escrementi di mucca”.

Comunque una cosa è certa: nessuna serie fotografica può definirsi completa. “Quando si presenta un’opportunità, fotografo. Il modo in cui faccio fotografia mi porta a scattare ogni possibile immagine di un luogo particolare e, una volta che inizio, la cosa diventa del tutto maniacale e il numero di foto che ho nel mio archivio è enorme – anche se di certo la maggior parte di queste immagini non possono essere rese pubbliche”.

Maniacalità nel numero di scatti ma non nell’educazione fotografica. “Si presume che sia necessaria ma al giorno d’oggi ci può essere troppa educazione in questa disciplina. Io non potrei mai essere stato nient’altro che un sognatore, che fa ciò che vuole”. Questo perché per Esko “tutte le cose migliori della vita devono essere fatte con lo spirito di un hobby”.

 

 

Esko Männikkö
Savukoski
1994 stampa a colori a getto d’inchiostro / pigmented inkjet print dalla serie / from the series Female Pike
© Esko Männikkö
Esko Männikkö
Savukoski
1994
stampa a colori a getto d’inchiostro / pigmented inkjet print
dalla serie / from the series Female Pike
© Esko Männikkö

 

 

L’atto di fotografare viene meglio se fatto come un hobby e per Esko le fotografie sono autoritratti. “Sono vicine alla mia anima, e rappresentano il mio stile di vita e il mio modo di vivere, una sorta di essere e vivere in modo fluido. Le persone hanno cercato delle verità universali nelle mie immagini, qualcosa che assolutamente non contengono. Per me le foto registrano sempre delle situazioni della vita così com’è vissuta ma non sono mai verità assolute ed è naturale rispettare le persone che sto fotografando“.

E a questo proposito Esko precisa che “le immagini per lui non hanno un messaggio incollato sopra. Io produco immagini e la politica emerge insieme a loro. Sollevo domande, ma non do risposte chiare, e lascio allo spettatore decidere cosa pensare delle mie idee”.

Un’altra curiosità del suo modo di far fotografia è che Esko pensa il suo scatto nell’ottica del risultato finale, già nella sua cornice. La cornice influenza lo scatto della foto, dato che penso immediatamente all’immagine dentro una cornice. È parte della qualità visiva delle mie opere e della mia tecnica”. Un ornamento o una specie di kitsch che permette alla foto di funzionare e presentarsi al meglio.

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