Pittori, scultori, stilisti. E poi star del cinema, dello sport e della musica, ma pure persone comuni e affetti familiari popolano il variegato universo umano ripreso dalla fotografa toscana Giulia Efisi, in mostra dal 16 gennaio al 16 febbraio allo Spazio Ginko, a Roma. Il linguaggio scelto è quello del bianco e nero “assoluto”, fatto di contrasti audaci e di sintesi visiva estrema, data ora dalla sovraesposizione, ora dall’immersione nell’oscurità. Eleganza e minimalismo sono i tratti caratteristici dello stile della Efisi, che ha dato un’immagine inedita e intima a personaggi che devono il loro successo proprio alla riconoscibilità della loro immagine.

 

 Francesco de Molfetta © Giulia Efisi

Francesco de Molfetta © Giulia Efisi

 

 

A parte i personaggi che ritrai per conto dei marchi per cui lavori, come scegli i soggetti da ritrarre? Che rapporto instauri con loro? 

I soggetti dei miei ritratti sono innanzitutto “persone” e, in quanto tali, rappresentano un mondo affascinante da esplorare. Sono molto curiosa per natura e questo mi aiuta a scoprire persone, personaggi e personalità che incontro per caso o intenzionalmente. Il ritratto fotografico solitamente è qualcosa di molto intimo e personale. Come dico sempre quando mi accingo a farne uno, non è detto che riesca…

Da cosa dipende?

Principalmente dall’intesa che si riesce a instaurare con la persona che ho davanti a me. È una questione di sintonia, condivisione, complicità, fiducia, intimità che si dischiude anche solo per pochi istanti: quelli in cui trasformo quell’effigie e quell’intesa in un’immagine ferma.

 

 

Araldo Fiorai © Giulia Efisi
Araldo Fiorai © Giulia Efisi

 

 

Cosa ti ha dato la fotografia? Come ha influenzato il tuo modo di osservare ciò che ti circonda?

La fotografia mi ha regalato me stessa perché mi ha fatto conoscere aspetti di me che ignoravo. In questo senso posso dire che non mi ha influenzato nel modo di osservare ciò che mi circonda. Piuttosto credo di aver avuto la fortuna di scoprire il linguaggio a me più congeniale per poter interagire con l’esterno, permettendomi di veicolare pensieri, emozioni, concetti, storie, leggerezze e molto altro ancora.

 

Nelle tue fotografie, non solo in quelle di ritratto, tendi ad annullare molti elementi e a conservare solo quelli che ritieni essenziali del soggetto o del contesto ripreso. Quale significato ha per te questo lavoro “a togliere”? 

Viviamo in un momento storico in cui tutto è visibile in maniera fin troppo sfrontata. “Togliere” è un pretesto per incoraggiare a “mettere”. “Mettere” un pensiero, soprattutto, in questo caso il mio. Mi piace ricordare che il confine tra ciò che siamo e ciò che ci circonda è molto labile, che nella nostra vita avvengono “passaggi”, che siamo in continua metamorfosi. In tutto ciò si nascondono le cose più preziose della nostra esistenza, e la sovrabbondanza rende difficile individuarle. Questa riflessione si concretizza nel risultato del mio scatto che rimanda sempre a un misterioso stato di sospensione fuori dal tempo e dallo spazio.

 

 

Tom Porta © Giulia Efisi
Tom Porta © Giulia Efisi

 

 

Cosa influenza il tuo sguardo? 

Me stessa. Può sembrare una considerazione ovvia, ma in realtà, credo che le mie fotografie siano me stessa. Nel senso che credo sia impossibile scindere la donna che sono “qui e ora” – con il mio personale bagaglio di esperienze e il mio percorso di vita – dalla fotografa che fa una fotografia “qui e ora”. Certamente nel mio sguardo sono passate molte visioni: quella delle tombe etrusche o delle innumerevoli opere che ho ammirato in musei e gallerie. E poi la passione per la novità, l’amore per la vita, la gioia della sorpresa, ma anche la rabbia della delusione, la paura della solitudine. Anche prefigurarmi scenari su cosa accadrà in futuro influenza il mio modo di vedere, come in una sorta di misteriosa ricerca metafisica. Quest’ultimo aspetto, che è per me fondamentale, è stato in realtà riconosciuto solo da poche persone, sebbene sia uno degli aspetti fondamentali del mio lavoro.

Nella mostra romana proponi alcuni nuovi ritratti rispetto a quella inaugurata a Milano lo scorso anno. Ce ne parli? 

La mostra che verrà inaugurata a Roma il 16 gennaio presso lo Spazio Ginko è la stessa che ho proposto a Milano nel giugno scorso, ma implementata di cinque nuovi ritratti molto interessanti. Ma non svelerò alcuna sorpresa perché invito tutti a venire a vederli: l’inaugurazione è prevista alle 17 ma la mostra resterà aperta fino al 16 febbraio.

 

Tom Rebl © Giulia Efisi
Tom Rebl © Giulia Efisi

 

Giulia e l’autoritratto: che rapporto hai con la tua immagine?

Io sono (così). Questa consapevolezza mi rassicura.

 

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