Cercavo una storia, un tema che mi impegnasse a lungo, ma soprattutto che mi permettesse di interagire con le persone, di parlarci, di conoscere le loro storie“. E’ così che, quasi per caso, nasce “Poetto Beach“, il progetto di Claudio Sanna.

Dopo aver vissuto lontano per qualche tempo sentivo l’esigenza di focalizzarmi sulla mia terra e raccontarne qualche aspetto importante. Così, una mattina, decido di fare una passeggiata in spiaggia, all’alba, macchina fotografica in mano. Per schiarirmi le idee“.

Ha iniziato a scattare, Claudio. “Poi, quando ho visto le foto ho capito che avevo trovato la mia storia. Ho capito che avrei potuto raccontare la spiaggia e le persone che la vivono in una maniera un po’ più intima, fuori dai soliti cliché”.

 

E il risultato è questo, un progetto su cui Sanna ha lavorato per più di un anno, da agosto 2013 a ottobre 2014.

 

 

 

IL PROGETTO. Poetto è il nome della più popolare ed estesa spiaggia cittadina della Sardegna. Una distesa di sabbia lunga 8 km sovrastata dal promontorio Sella del Diavolo. È soprannominata “la Spiaggia dei Centomila”, per l’enorme afflusso di persone durante i mesi estivi.

Ma il Poetto è molto di più.

Per la città di Cagliari e per i suoi abitanti rappresenta un simbolo, forse il più importante“, racconta Sanna. “Chiedere ad un cagliaritano se ricorda la prima volta in cui ha poggiato i piedi sulla sabbia del Poetto è come chiedergli se ricorda la prima volta in cui ha camminato o la prima volta che ha pronunciato una parola”.

Dai primi decenni del 1900 a oggi, questa distesa di sabbia ha subito profonde trasformazioni che ne hanno modificato irrimediabilmente i connotati: le dune, i casotti e persino la sabbia bianca di un tempo ora sono solo un ricordo. E non è solo la spiaggia ad essere cambiata.

Basta dare uno sguardo alle vecchie fotografie in bianco e nero per rendersene conto. Il Poetto ci racconta, infatti, come sono cambiati usi e costumi nel corso di un secolo. Ce lo racconta nelle fotografie di ragazze coperte dalla testa a i piedi, o di giovani dall’acconciatura impomatata in sella alle loro Vespa, che potrebbero essere i nostri nonni nel fiore della loro gioventù”.

 

 

 

 

Il Poetto racconta anche storie di guerra.

Racconta di quando gli stabilimenti balneari vennero occupati dai militari che stazionavano il litorale. Racconta di quando i casotti vennero distrutti dai militari per ricavare legna per accendere i fuochi durante le fredde e umide notti d’inverno. Racconta di quando nel dopoguerra, nonostante i divieti, tonnellate di sabbia vennero prelevate per essere utilizzate nella ricostruzione degli edifici bombardati, causando un danno ambientale di cui ancora oggi paghiamo le conseguenze. Il processo di trasformazione non si è fermato, proprio ora sono in corso i lavori per ultimare il nuovo lungomare. E cosa cambierà nei prossimi venti, cinquanta o cento anni? Cosa andrà perduto? Le mode cambiano continuamente e anche l’area, se pur più lentamente, si trasforma“.

Poetto Beach mira a creare un documento visivo di quel che è oggi la spiaggia del Poetto, focalizzandosi in particolar modo sulla relazione che si instaura tra la spiaggia e le persone che la vivono.

 

 

 

Poetto Beach © Claudio Sanna
Poetto Beach © Claudio Sanna

 

 

CLAUDIO SANNA. Claudio Sanna è un fotografo italiano nato nel 1985. Nel 2011 si è laureato col massimo dei voti in Scienze della Comunicazione con una tesi di laurea sul fotogiornalismo. Ad aprile 2014 ha partecipato ad un workshop di fotografia tenuto da Samuele Pellecchia (Prospekt Photographers) con la partecipazione di Vanessa Winship e George Georgiou. A maggio 2014 è stato selezionato dal comune di Cagliari per partecipare al progetto Eureca!, un progetto di documentazione fotografica di alcuni quartieri periferici della città. Nel 2014 il suo lavoro sulla spiaggia del Poetto è stato selezionato fra i cento migliori progetti del Leica Photolux Award. I suoi lavori sono stati esposti in diverse mostre fotografiche collettive in Italia.