Un viaggio nell’Emilia Romagna, alla ricerca degli zuccherifici abbandonati. E’ questo “Zucchero&Ruggine“, il progetto fotografico che Fabio Gubellini ha realizzato per raccontare le condizioni in cui versano oggi gli zuccherifici dismessi presenti sul territorio emiliano romagnolo. Un progetto interamente realizzato in bianco e nero, tra il 2013 e il 2015.

 

© Fabio Gubellini
© Fabio Gubellini

 

 

“Complice anche il prolungato periodo di stagnazione economica, che ha cancellato decine di migliaia di posti di lavoro e modificato in maniera definitiva il tessuto industriale del nord est, ho voluto puntare lo sguardo verso quella che un tempo è stata una florida realtà industriale e che non è stata cancellata da questa crisi, ma bensì da quanto meno discutibili politiche economiche della Comunità Europea. Ho unito in un unico progetto stabilimenti ed impianti realizzati e dismessi in epoche differenti per creare un percorso di conoscenza ed esplorazione virtuale di questi luoghi col fine di accompagnare le persone attratte da questa tematica ad una riflessione sulla condizione del lavoro oggi. Al di là degli zuccherifici rappresentati nelle mie immagini, vedo le persone che in questi posti hanno lavorato e che hanno fatto la storia di questa industria. È proprio dalla tenacia di queste persone e delle loro famiglie, le cui vite sono state scandite dai cicli della barbabietola, che ritengo si debba ripartire per realizzare un modello industriale contemporaneo più duraturo”.

 

 

 

 

 

 

 

Fabio Gubellini. Ingegnere di professione con la passione per la fotografia. Vive e lavora in quella striscia di terra che da Emilia sfuma in Romagna. Si dedica alla fotografia da circa una decina d’anni. Dopo avere esplorato generi fotografici che vanno dalla paesaggistica al ritratto, in questi ultimi anni, probabilmente anche per via della sua professione, si è avvicinato alla fotografia industriale, nello specifico realizzo reportage fotografici d’archeologia industriale. Propone questo genere di immagini per raccontare storie di lavori scomparsi e trasmettere le emozioni che si provano visitando questi luoghi.

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