MILANO. Domenica mattina. Ore 11.00. Arrivo in bici all’ingresso del Mia Photo Fair e ho una sorpresa. Una bella sorpresa. Una coda che fa il giro della piazza. Circa duecento – trecento persone stipate per vedere a che punto è la fotografia oggi. Entro veloce grazie al tesserino da giornalista e subito mi immergo e parto per il mio viaggio fatto di immagini.

 

mia photo © elisabetta pina
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Attratta dai grandi classici noto subito dei bianchi e neri di Ivo Saglietti, Herb Ritts, Mario De Biasi, Tiziano Secchiaroli, Duane Michaels e altri mostri sacri, ma poi mi allontano da ciò che già conosco e vado subito alla ricerca di emergenti e sconosciuti, almeno per me. Ed ecco i lavori che mi hanno colpita: Sabrina Biancuzzi della galleria belga, Jaen Lous Ramnad – Noorforart Contermporary, con le sue “incisioni” fotografiche dai toni onirici mi permette di fare un viaggio nell’al di là e di estraniarmi subito dal contesto. Ma poi torno in me e mi cade l’occhio sul lavoro di Claudio Argentiero dell’Afi Archivio Fotografico Italiano con la sua serie Italia Intima a colori stampata su carta cotone, opere in cui scene di vita ordinaria diventano quadri quasi simbolici.

 

mia photo © elisabetta pina
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Rimanendo sul tema, ritrovo (viste anche l’anno scorso) le Sette sedie di Marco Palmieri della Galleria Antonia Jannone di Milano sono un lavoro metafisico che colpisce per la forza della sua semplicità. E ancora: Bruno Cattani, Pierre Pellegrini e Marc Yankus sono gli artisti della Galleria Valeria Bella con lavori intensi e d’impatto. Infine interessanti le visioni metropolitane di Andrea Simeone e il lavoro prolifico di Richard Heeps (della Bleach Box, galleria inglese), con la sua amabile America, curioso il progetto delle “foto ritrovate” dai bauli di famiglia della Galleria Alidem.

 

mia photo © elisabetta pina
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Chiudo con una chicca: le edizioni limitate della Edizioni Henry Beyle i cui minuscoli volumetti sono vere e proprie opere d’arte. Difficile andare a casa senza La libertà del gatto di Giuseppe Prezzolini. Tanto da vedere, molti spunti per riflettere e anche qualche piccolo grande affare da fare. Buona visione.

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Elisabetta Pina
Giornalista professionista, fotografa, blogger. Ha preso in mano la macchina fotografica a 5 anni. Faceva dei ritratti ai suoi genitori con una macchinetta che gli aveva regalato la nonna. "Ho decine di foto con i miei che si abbassano per entrare nella mia inquadratura che arrivava alle loro ginocchia. Da allora è stato il mio vizio: scattare, scattare e scattare". Attualmente nella redazione del settimanale Vero per la sezione attualità, costume e società. Per lo stesso gruppo ho lavorato anche sui mensili specializzati in salute, cucina, viaggi e benessere. Con Guido Veneziani Editore collaboro dal 2011. Nel 2013 sono stata assunta come photoeditor nella redazione di Monsieur e Spirito di Vino della Swan Group. Attualmente collaboro con West, quotidiano on line di politiche sociali e il web magazine di fotografia The Mammoth's Reflex. Ho due blog: iopartodasolaweb.blogspot.com (viaggi al femminile) e corroquandovoglio.blogspot.it (diario sul tentativo disperato di diventare runner). Da un anno sto lavorando al progetto personale: milano non fa schifo: la città ti parla.

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