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AppuntamentiSi Fest 2022: 22 mostre per allenare lo sguardo

Si Fest 2022: 22 mostre per allenare lo sguardo

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Nuova direzione artistica per il festival di fotografia Si Fest 2022, a Savignano sul Rubicone (Forlì-Cesena). L’evento, che si svolgerà per tre week end, a partire dal 9 settembre e fino al 2 ottobre, è stato ripensato con le nuove proposte di Alex Majoli.

Giunto alla 31a edizione, il festival di fotografia organizzato dall’associazione Savignano Immagini, in collaborazione con il Comune di Savignano sul Rubicone, punta a mettere ordine il caos presente in un mondo sempre più inondato di immagini.

Kanta Nomura, The Yoshida Dormitory, Students History and an Old Darkroom
© Kanta Nomura, The Yoshida Dormitory. Students, History and an Old Darkroom

Ora si punta alle nuove generazioni

Quest’edizione del festival – intitolata “Asinelli solitari“, con una citazione da Il caos di Pier Paolo Pasolini – punta tutto sull’educazione all’immagine rivolta ai giovani. Nei mesi scorsi, infatti, il festival si è spostato in classe grazie ad iniziative specifiche pensate per gli studenti di Savignano sul Rubicone.

Ora gli stessi ambienti scolastici sono al centro del percorso espositivo, con una serie di mostre allestite fra le scuole elementari e le medie di Savignano sul Rubicone, pensando in primo luogo agli studenti e ai loro insegnanti.

Riportati fra banchi e lavagne, anche i visitatori del festival sono invitati a ragionare con gli schemi mentali degli studenti. Scienze, matematica, storia: ogni mostra è associata a una materia diversa, in un percorso espositivo sperimentale.

Gianni Berengo Gardin, Morire di classe
Gianni Berengo Gardin, Morire di classe

Le mostre del Si Fest 2022

Il percorso espositivo non può dunque che partire proprio dalle scuole.

Le mostre alla Scuola primaria Dante Alighieri

  • la mostra di scienze è dedicata a Morire di classe, storico fotolibro con cui Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin hanno dato slancio alla campagna di Franco Basaglia per la chiusura dei manicomi.
  • La matematica è affidata al fotografo inglese Stephen Gill e al suo A Series of Disappointments, ironica riflessione sul potere dei numeri nelle vite degli scommettitori londinesi.
  • La fisica va di ruolo al newyorkese Stanley Greenberg, presente con alcune foto da Telescopes e Time Machines, serie dedicate agli strumenti di osservazione dell’infinitamente grande e dell’infinitamente piccolo, dai buchi neri ai neutrini.
  • Per la biologia, la geografia e la religione, il campo di indagine si allarga al linguaggio video con Nsenene di Michele Sibiloni, reportage sulla caccia alle cavallette in Uganda; In Almost Every Picture #2 di Erik Kessels, racconto di lunghissimi viaggi in taxi verso le mete turistiche europee e Terremoto Santo di Bárbara Wagner & Benjamin de Burca, un’indagine sulla potente comunità evangelica brasiliana.
  • La mostra di storia è di una collettiva che ripercorre gli avvenimenti degli ultimi vent’anni, dall’attacco alle Twin Towers in poi, attraverso immagini di diverse agenzie (fra le altre Associated Press, Magnum Photos, Reuters). Fra tanti autori c’è posto anche per uno splendido esempio di fotografia automatica, con una selezione di fotofinish olimpici che al valore storico-sportivo affiancano un’eleganza formale degna di opere d’arte (educazione fisica).
Christopher Anderson, USA. New York City. 17 November 2011. Police arrest demonstrators of the Occupy Wall Street movement
Christopher Anderson, USA. New York City. 17 November 2011. Police arrest demonstrators of the Occupy Wall Street movement

Le mostre all’Istituto comprensivo Giulio Cesare

  • Il percorso internazionale si apre con una delle più grandi fotografe di tutti i tempi: Lee Miller, capace di produrre nel corso dei decenni lavori artistici, corrispondenze di guerra, servizi di moda e ritratti d’autore mantenendo sempre una solidissima coerenza etica (educazione civica).
  • Presente il lavoro di Chiara Fossati sul movimento rave degli anni novanta-duemila.
  • Accanto a queste due personali trova spazio una collettiva dedicata alla letteratura, con lavori di autori come Jim Goldberg, Duane Michals, Lalla Essaydi e Kevin Claiborne che hanno saputo combinare in forma originale fotografia e scrittura.
Ivars Gravlejs, Early Works
Ivars Gravlejs, Early Works

Cosa vedere al Consorzio di Bonifica

Il percorso espositivo del festival fotografico di Savignano sul Rubicone prosegue in uno degli spazi storici: l’ex Consorzio di Bonifica. Qui tre autori internazionali esplorano culture scolastiche e universi giovanili distantissimi, non solo geograficamente.

  • In Taliban Thomas Dworzak raccoglie alcuni ritratti privati degli studenti-guerrieri afgani, sostenitori di un regime che appena salito al potere ha vietato la fotografia, ma immortalati in pose vezzose e coloratissimi scatti ritoccati a mano.
  • Con The Yoshida Dormitory, Kanta Nomura si avventura nel più antico studentato universitario giapponese, a lungo autogestito e poi abbandonato al suo destino, scoprendo una camera oscura dimenticata da anni.
  • In Early Works, Ivars Gravlejs mette in mostra il suo eccentrico fotodiario scolastico, assemblato nella Lettonia post-comunista degli anni Novanta.

Presenti qui anche mostre selezionate tramite concorso e mostre d’archivio. In particolare, sono esposti i tre fotografi che nel 2021 hanno vinto i concorsi legati al Si Fest:

  • Andrea de Franciscis (Premio “Marco Pesaresi”) con Delhirium, reportage da una delle città più contraddittorie del pianeta, Nuova Delhi.
  • Luca Meola (Premio Portfolio “Werther Colonna”) racconta la storia di Cracolândia, enorme piazza di spaccio nel cuore di San Paolo, in Brasile
  • Ilaria Sagaria (Premio Portfolio Italia – Gran Premio Fujifilm) che, in Piena di grazia, celebra il corpo femminile, combattuto fra tormento ed estasi.