Monopoli si trasforma nella capitale pugliese della fotografia. Dal 6 settembre al 3 novembre infatti, torna PhESTSee Beyond the Sea, il festival internazionale di fotografia e arte dedicato quest anno al tema Religioni e Miti.

phest festival fotografico 2019
© Julia Krahn

Il festival ancora vede la direzione artistica di Giovanni Troilo e la curatela fotografica di Arianna Rinaldo. Quest anno poi si pone come momento di provocazione e confronto, vicino alle rivoluzioni culturali e sociali allo scopo di aiutare i cittadini del mondo a leggere il passato. Ma anche il presente, in modo intelligente e moderno, mantenendo un’autonomia di pensiero e anzi, cercando di costruire insieme il futuro.

phest festival fotografico 2019
© National Geographic

La religione e i miti: il tema di Phest 2019

Cristianesimo, Islam, Induismo, religione tradizionale cinese e religioni africane, Buddhismo, Sikhismo, Spiritismo, Ebraismo sono solo alcune delle religioni diffuse nel mondo. E poi i non credenti, laici, atei, irreligiosi, agnostici. E chi fa della religione uno strumento di potere e controllo, o motivo di guerra. O chi elegge “nuovi dei” nella vita quotidiana.

Religione e miti è il tema di questa edizione di Phest 2019. Un’edizione che vuole esplorare, giocare, riflettere, immaginare, riportare le religioni e i miti a quello spazio intimo in cui poter dialogare coi propri sogni, con le proprie paure, coi propri desideri.

phest festival fotografico 2019
© Jesse Rieser

Le mostre

Grazie alla collaborazione con National Geographic, nelle sale del Castello Carlo V sarà possibile ammirare “Seeing Mary”, una mostra fotografica composta da 30 potenti immagini relative alle apparizioni mondiali della Vergine Maria negli anni.

La mostra rivela come persone da culture e luoghi diversi – Polonia, Messico, Francia, Ruanda, Egitto – condividono magari poco, ma sicuramente la fiducia nel fatto che Maria offre loro sostegno, approvazione e attenzione.


Si consolida inoltre la partnership di PhEST con PHmuseum. PhEST ospiterà nei suoi spazi la vincitrice del premio annuale di fotografia New Generation 2019 del PHmuseum, Liza Ambrossio con il suo The Rage of Devotion, storie familiari di donne e stregoneria in Messico.

Un altro progetto speciale ospitato quest anno è quello commissionato a Piero Percoco, #searchgodinthings, sulla vita religiosa in Puglia a cui si aggiunge la mostra sull’ateismo Atheism Museum che arriva dal Museo Nazionale di Fotografia Marubi di Scutari (Albania) a cura di Luçjan Bedeni, dedicata al tentativo del regime di denigrare e cancellare la fede e i suoi elementi identitari.

 phest festival fotografico 2019
© daniel ochoa de olza

Ancora, in mostra Alinka Echeverría con The Road to Tepeyac un progetto in cui ritrae pellegrini in cammino verso la Madonna di Guadalupe a Città del Messico mentre trasportano sulla schiena riproduzioni minuziosamente realizzate dell’icona della Vergine. E poi Alessandro Gandolfi con Immortality, INC dedicata alla ricerca della vita eterna da parte dell’uomo e Julia Krahn con 33MM-Maria Maddalena che ritrae donne a sé molto care in una creazione personale che racconta la sacralità di ogni donna.

Ancora, Norman Behrendt con la sua Brave New Turkey sulle nuove moschee sponsorizzate dallo stato turco che punteggiano il paesaggio di Istanbul e Ankara; Daniel Ochoa de Olza che ha ritratto La Maya, usanza spagnola di origine pagana che vede ogni anno quattro o cinque bambine tra i 7 e gli 11 anni alternarsi su un altare disposto per strada per dare il benvenuto alla Primavera. Di Giulia Bianchi il progetto dedicato alle donne sacerdote Women Priests Project e al gruppo di suffragette che dall’estate 2002 porta avanti una protesta di disobbedienza religiosa a favore dell’ordinazione delle donne.

phest festival fotografico 2019
© giulia bianchi

Presente a Monopoli anche Jesse Rieser con Christmas in America – Happy Birthday Jesus dedicata al Natale negli USA: complesso, scomodo, a volte squallido ma anche sincero, celebrativo, colorato e creativo.

E poi, Boglárka Éva Zellei con Furnishing the Sacred, che attraverso le cerimonie battesimali fotografate nelle zone rurali dell’Ungheria racconta l’immaginario delle comunità cristiane contemporanee; Roei Greenberg con Along The Break sulle stratificazioni religiose tra Israele e Palestina i cui protagonisti, anche se non compaiono in nessuna delle immagini, sono gli esseri umani, i cui valori ideologici, religiosi e politici hanno cambiato fortemente il paesaggio in conflitto.

Michela Benaglia sarà presente con Il Selvaggio, il Folle e l’Orso, maschere antropologiche tradizionali in Italia di cui è impossibile risalire a una datazione certa e che si riferiscono alla paura che il mondo occidentale nutre per il volto coperto; Richard Silver porterà invece a Monopoli il suo Vertical Churches, iniziato nel 2011 (e ancora in corso) che rappresenta una maniera unica di vedere le chiese del mondo.

phest festival fotografico 2019
© Sanne De Wilde

Phest si propone ancora una volta dunque come una mostra che è un insieme di mostre, con autori diversi sapientemente accostati dalla sensibilità artistica degli organizzatori.

Immancabile ovviamente il progetto speciale site specific Terra di Santi commissionato quest’anno a Sanne De Wilde, fotografa fiamminga, neovincitrice del World Press Photo per il suo progetto “Land of Ibeji” (La terra di Ibeji ndt) in collaborazione con la fotografa di Noor Benedicte Kurzen.

Sanne in residenza artistica in Puglia, ospitata da Palazzo Fizzarotti, dal 13 al 23 agosto ha scattato foto in alcune delle più suggestive feste religiose pugliesi con l’obiettivo di restituire alla nostra regione, ai suoi abitanti e ai numerosissimi turisti che sempre più la scelgono come meta delle loro vacanze, l’idea di quello che la fede e le feste religiose rappresentano ancora oggi, tra legami con il passato e sguardo rivolto al futuro.