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Voghera Fotografia 2022: 5 mostre nel segno di Pier Paolo Pasolini

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Dal 10 al 25 settembre a Voghera, in provincia di Pavia, si svolgerà il festival fotografico Voghera Fotografia 2022. L’evento, alla sua terza edizione, vedrà come sede delle mostre il Castello Visconteo.

Graziano Perotti, Yemen 1997
Graziano Perotti, Yemen 1997

Voghera e l’omaggio a Pasolini

L’edizione 2022 di Voghera Fotografia, il festival nazionale dedicato alla fotografia d’autore, celebra il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini. Grande intellettuale e sperimentatore di linguaggi, Pasolini è stata una delle voci più limpide e influenti del secolo scorso.

Sono 5 le mostre che seguiranno il tema “Sulle orme di Pasolini – Percorsi, Popoli, Cronaca” con oltre 170 opere fotografiche che coinvolgono quattro grandi autori della fotografia italiana come: Roberto Villa, Ivo Saglietti, Graziano Perotti e Daniele Vita, oltre a una straordinaria selezione di immagini provenienti direttamente dagli Archivi Farabola.

Il festival permette anche di visitare due importanti mostre collaterali di Paola Rizzi e Beppe Bolchi con circa 30 fotografie, oltre ad ammirare la prima e originale “Camera Obscura” permanente in Italia realizzata con il solo e primitivo sistema a Foro Stenopeico.

L'oriente di Pier Paolo Pasolini dalle foto di Roberto Villa
L’oriente di Pier Paolo Pasolini dalle foto di Roberto Villa

Le mostre di Voghera Fotografia 2022

Le 5 mostre allestite nelle quattro sale al piano nobile del Castello Visconteo vogliono creare un percorso visivo vicino a quello che Pasolini, sempre fedele a sé stesso e contro ogni conformismo, ha visto con i propri occhi e ha vissuto come narratore della realtà, riuscendo a portare alla luce con la sua opera letteraria e cinematografica i tormenti interiori di una società intera.

Inoltre, ognuna delle cinque mostre ha un QR Code dedicato che permette di poterle visitare anche in versione virtuale grazie al progetto speciale photoSHOWall “10x5xPasolini”.

L’Oriente di Pier Paolo Pasolini nelle foto di Roberto Villa

Il fotografo Roberto Villa nel 1973 ha trascorso oltre tre mesi e mezzo in Medio Oriente e, invitato personalmente da Pier Paolo Pasolini, ha seguito le riprese del “Terzo film della Trilogia della Vita”. come studioso dei linguaggi del cinema e della fotografia.

Ha realizzato un ampio e analitico reportage fotografico, sul set e fuori dal set sull’aspetto antropologico e sociologico, delle popolazioni delle diciotto località che sono state le “locations” del film, dalla Persia di Reza Pahlavi fino alla Yemen già allora in guerra.

Un viaggio affascinante, a tratti rischioso, magico e misterioso, in luoghi ricchi di storia ma anche complessi, chiusi apparentemente allo sguardo dell’occidente, ma nello stesso momento abitato da persone curiose, interessate, coinvolgenti e che appunto si faranno naturalmente attraversare. A Voghera Roberto Villa presenta 42 fotografie.

Ivo Saglietti, Sotto la tenda di Abramo
Ivo Saglietti, Sotto la tenda di Abramo

Sotto la tenda di Ambramo: 44 foto di Ivo Saglietti

L’autore, vincitore di tre premi World Press Photo, presenta al festival fotografico di Voghera 44 fotografie in bianco e nero che, basandosi su un racconto su Padre Paolo Dall’Oglio, mettono in risalto i tre aspetti fondamentali della vita nel monastero: il dialogo interreligioso cattolico e musulmano, l’accoglienza e la preghiera.

In particolare, viene messo in evidenza il dialogo possibile e necessario tra le religioni e gli uomini attraverso l’esperienza comunitaria nell’antico monastero siro antiocheo di Deir Mar Musa el-Habasci (San Mosè l’Abissino), luogo di ospitalità abbarbicato sulle montagne della Siria.

Yemen 1997: il reportage sociale di Graziano Perotti

Pierpaolo Pasolini scriveva: “La sola ricchezza dello Yemen è la sua bellezza” per l’amore che lo legava a questa terra ricca di contrasti forti che ha raccontato come nessuno.

La mostra, che presenta 50 fotografie in bianco e nero e a colori, è un reportage sociale, con piccole e grandi storie di umanità e di luoghi per raccontare e descrivere un Paese poco conosciuto restituendo dignità ad ogni singolo soggetto fotografato, nonché allo spazio architettonico o ambientale laddove compaiono terrore e speranza, sofferenza e compassione.

Archivi Farabola, set film Edipo Re 1967, Silvana Mangano e Pier Paolo Pasolini
Archivi Farabola, set film Edipo Re 1967, Silvana Mangano e Pier Paolo Pasolini

Gli Archivi Farabola e Pier Paolo Pasolini

La mostra, di 32 fotografie, è una significativa rassegna di immagini provenienti direttamente dagli Archivi Farabola. Un racconto di cronaca e di lavoro del grande sceneggiatore, attore, regista, scrittore, drammaturgo, ma prima di tutto poeta italiano, ripreso in pubblico, nella vita quotidiana o immortalato durante la produzione dei suoi film, capaci sempre di creare grande scalpore nell’opinione pubblica.

Bagnanti: i giovani visti dall’obiettivo di Daniele Vita

L’autore offre delle immagini su un tema particolarmente caro a Pasolini: i giovani visti nella loro dimensione più vera, popolare e vissuta.

La mostra, attraverso 26 fotografie in bianco e nero, racconta le esperienze di un gruppo di dieci adolescenti dagli 11 ai 15 anni a Catania, città con un’alta percentuale di persone colpite da povertà ed esclusione sociale, dove i ragazzini spesso accelerano inconsapevolmente le loro esperienze di vita dedicandosi ad attività illegali come il furto o lo spaccio di droga.

Daniele Vita li ha ritratti d’estate, quando i ragazzi dei quartieri più poveri di Catania passano le giornate sugli scogli, a San Giovanni Licuti, a La testa del leone e al campo da basket, e ha voluto raccontarli con semplicità durante alcuni attimi di spensieratezza vissuti in libertà in quanto ha sentito molta energia nel loro spirito e un bisogno impellente di recuperare il tempo perduto.

Daniele Vita, Bagnanti
Daniele Vita, Bagnanti

Le mostre collaterali di Paola Rizzi e Beppe Bolchi

Come abbiamo anticipato, il festival fotografico di Voghera permetterà di visitare anche le due mostre di Paola Rizzi e Beppe Bolchi. In particolare, “L.U.L.U Ora che so | Now I know” è l’esposizione di Paola Rizzi che presenta una serie di trittici per proporre un’interpretazione artistica riguar