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Sabine Weiss, addio all’ultima rappresentante della fotografia umanista francese

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Martedì 28 dicembre è morta nella sua casa di Parigi, all’età di 97 anni, Sabine Weiss.

La fotografa franco-svizzera, nata il 23 luglio 1924 a Saint-Gingolph, è considerata come l’ultima rappresentante della fotografia umanista francese. Era sopravvissuta a Robert Doisneau, Willy Ronis, Edouard Boubat, Brassaï e Izis, con i quali aveva condiviso il suo percorso. 

La vita di Sabine Weiss

Nata Weber a Saint-Gingolph, in Svizzera, il 23 luglio 1924, Sabine, che prenderà il cognome del marito, il pittore americano Hugh Weiss (Philadelphia, 1925 – Parigi, 2007), si avvicina alla fotografia in giovane età.

Compie l’apprendistato presso i Boissonnas, una dinastia di fotografi che lavorano a Ginevra dalla fine del XIX secolo. Nel 1946 lascia Ginevra per Parigi e diviene l’assistente di Willy Maywald, fotografo tedesco specializzato in moda e ritratti. Quando sposa Hugh, nel 1950, intraprende la carriera di fotografa indipendente. Insieme, si trasferiscono in un piccolo studio parigino, dove Weiss vive tuttora, e frequentano la scena artistica del dopoguerra.

Nel 1952, infatti, la sua carriera ha una svolta decisiva quando entra nell’agenzia Rapho, su raccomandazione di Robert Doisneau. Dal 1953 in poi le sue fotografie sono pubblicate da grandi giornali internazionali come “Picture Post”, “Paris Match”, “Vogue”, “Le Ore”, “The New York Times”, “Life”, “Newsweek”. Nello stesso anno Weiss partecipa alla mostra “Post War European Photography” al Museum of Modern Art di New York (MOMA) e nel 1954 l’Art Institute di Chicago le dedica un’importante personale. Nel 1955 tre dei suoi scatti sono scelti da Edward Steichen per la storica antologica “The Family of Man”, al MOMA di New York.

Dal 1952 al 1961 Sabine Weiss collabora, accanto a fotografi come William Klein, Henry Clarke e Guy Bourdin, con Vogue, realizzando alcuni memorabili servizi di moda.

L’America, raggiunta nel 1955 sul transatlantico Liberté in compagnia del marito Hugh, la impressiona fortemente, e i scuoi scatti realizzati a New York nelle sue strade brulicanti di dettagli, dal Bronx ad Harlem, da Chinatown alla Ninth Avenue, sono pubblicati dal New York Times in un ampio servizi dal titolo “I newyorkesi (e la Washington) di una parigina”.

Sono immagini che raccontano l’America con un punto di vista francese, dall’umorismo spiccato.

sabine weiss

A Venezia una mostra dedicata al lavoro di Sabine Weiss

La Casa dei Tre Oci di Venezia le dedica il primo tributo internazionale con la mostra che aprirà l’11 marzo 2022. Si tratta di una personale per la quale Sabine Weiss stessa aveva aperto i suoi archivi di Parigi. Il percorso espositivo, curato da Virginie Chardin, con oltre 200 opere e importanti documenti d’archivio, testimonia la carriera di questa straordinaria fotografa, unica donna a rappresentare la scuola umanista francese, oggi simbolo di coraggio e libertà per tutte le donne fotografe.