Tutto pronto per la nuova edizione, la 50esima, di Les Rencontres d’Arles 2019. Un traguardo davvero importante questo – per il festival creato dal fotografo Lucien Clergue, lo storico Jean-Maurice Rouquette e lo scrittore Michel Tournier – che porterà al festival 50 mostre, oltre a eventi, incontri e opportunità di condivisione sul mondo della fotografia.

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Miguel Trillo, El Calderón, Concert by Rolling Stones. Madrid, 1982. Courtesy of the artist and VEGAP. (La Movida exhibition).

Le mostre da vedere

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Pixy Liao, Start your day with a good breakfast together, from the Experimental Relationship series, 2009. Courtesy of the artist

Come dicevamo, sono 50 le mostre da vedere in questa edizione 2019. Iniziamo con la sezione ‘My Body is a Weapon‘ con le fotografie di Libuše Jarcovjáková, il progetto sulle relazioni umane di Pixy Liao, una collettiva sul corpo, con fotografie della Germania dell’Est, dal 1980 al 1989. E poi le foto di Evangelia Kranioti, una collettiva ‘La Movida’ sulla cultura contemporanea in Spagna.

Per la sezione ‘On the Edge‘, invece, incontriamo i lavori di Marina Gadonneix, Philippe Chancel e Mohamed Bourouissa. A questi si aggiungono due mostre: Germaine Krull, in cui la fotografa tedesca si ispira alla novella ‘Capitaine’ e ‘Walls of power‘ sulle barriere, in crescente aumento, in tutta Europa.

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Libuše Jarcovjáková, Killing Summer, Prague, 1984. Courtesy of the artist

Per la sezione ‘Living‘ altri quattro progetti fotografici. Si tratta dei lavori di Daphné Bengoa & Leo Fabrizio e Mario del Curto e delle due collettive ‘Home sweet home‘ sull’attaccamento degli inglesi alle loro case e ‘The Zone‘ sulle periferie.

Rereading‘ è la sezione in cui trovare i lavori di Helen Levitt, Tom Woods, Eve Arnold, Abigail Heyman e Susan Meiselas. A questa si aggiunge la collettiva ‘Avant-garde‘ con alcune foto di Berenice Abbott, Florence Henri, Germaine Krull…

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Eve Arnold, Actress Joan Crawford, Los Angeles, 1959. Courtesy of Eve Arnold / Magnum Photos.

Per The Other Photography, da vedere la collezione di Bruno Decharme & compagnie, le cartoline di Postacards e The Saga of invention, con alcune fotografie vintage.

Building The Image è un altra sezione del festival da vedere. Qui i lavori -elaborati- di Valérie Belin, Yann Pocreau, Laurence Aëgerter, Claude Martin-Rainaud, Randa Mirza, Camille Fallet, Marjan Teeuwen. Oltre ai progetti On Earth sulle relazione uomo e tecnologia e The Anonymous Project, una collezione di diapositive a colori amatoriali degli ultimi 70 anni.

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Emeric Lhuisset, Theater of War, Photograph with a group of Iranian Kurdish guerrillas. 2012. Courtesy of the artist / BMW Residency 2019

Platforms of the visibile presenta due progetti: Eldorado di Lutz, e il progetto Emeric Lhuisset, vincitore del BMW residency.

Da vedere, poi, la sezione dedicata ai fotografi emergenti e alle loro sperimentazioni fotografiche; la sezione dedicata al premio Louis Roederer e la sezione Buon compleanno Arles.