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La seduzione per Helmut Newton

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ROMA. Dal 6 marzo al 21 luglio 2013 al PalaExpò  sarà in mostra “White Women/ Sleepless Nights / Big Nudes” la raccolta di fotografie del tedesco Helmut Newton. Una mostra da non perdere e che raccoglie duecento fotografie comparse nei primi, leggendari volumi a stampa pubblicati da Helmut Newton.

 

Newton allestimento 1

 

Nel volume White Women (1976), il fotografo porta il nudo nell’estetica fashion, ottenendo immagini così sorprendenti e provocatorie da rivoluzionare il concetto stesso di fotografia di moda, fino a farsi testimonianza della trasformazione del ruolo della donna nella società occidentale. Anche Sleepless Nights (1979), si incentra sul tema delle donne, sui loro corpi e sugli abiti che indossano, trasformando però progressivamente le immagini da foto di moda a ritratti e da ritratti quasi a reportage di cronaca. E’ un volume a carattere più retrospettivo che raccoglie in un’unica pubblicazione i lavori realizzati da Newton per diversi magazine (Vogue, tra tutti) ed è quello che definisce il suo stile rendendolo un’icona della fashion photography. Ma è con la pubblicazione di Big Nudes (1981) che Newton raggiunge il ruolo di protagonista nella fotografia del secondo Novecento. Le sue modelle vengono ritratte sistematicamente fuori dallo studio, in strada, spesso in atteggiamenti sensuali, a suggerire un uso della fotografia di moda come puro pretesto per realizzare qualcosa di totalmente differente e molto personale.

 

 

Helmut Newton, At Maxim's, from the series Sleepless Nights, Paris 1978 © Helmut Newton Estate
Helmut Newton, At Maxim’s, from the series Sleepless Nights, Paris 1978
© Helmut Newton Estate

 

L’occhio di Newton ha la capacità di scandagliare una realtà che, dietro alla suprema eleganza delle immagini, consente di intravedere un’ambiguità di fondo di cui erotismo e morte non sono che due aspetti della stessa ricerca di verità. Una ricerca che si estende al di là di ogni convenzione, costruendo una storia in cui l’attenzione estrema allo stile, la scoperta del gesto elegante sottendono l’esistenza di una realtà ulteriore, di una vicenda che sta allo spettatore stesso interpretare. Molte di queste immagini sono particolarmente significative da questo punto di vista, come il ritratto di Andy Warhol colto nella stessa posizione di una statua della Madonna fotografata in una chiesa toscana, Nastassja Kinski che abbraccia una bambola dalle sembianze di Marlene Dietrich, l’immagine della donna al cimitero del Père Lachaise di Parigi, o ancora, la sequenza delle donne imprigionate da protesi che in quanto rimedio di una menomazione fisica finiscono col risultare non dissimili dal make-up che nasconde un’imperfezione estetica.

 

 

Newton allestimento 10

 

Helmut Newton è certamente uno dei più grandi fotografi del Novecento, per questo le sue inimitabili foto di moda, così come i nudi e i ritratti continuano ad essere esposti ancora oggi. Tuttavia il primo libro fotografico di Newton, White Women, fu pubblicato in diverse edizioni e lingue solo nel 1976, quando l’artista aveva già 56 anni. Il volume, ormai divenuto leggendario, ricevette quasi subito il Kodak Photobook Award e da allora è stato ristampato più volte. Opera di grande impatto, White Women ha aperto la strada a una erotizzazione delle immagini legate al mondo della moda, culminata poi nelle celebri serie Big Nudes e Naked and Dressed del 1980-1981. L’originale idea di Newton di creare dittici di modelle vestite e nude per presentare la moda contemporanea risale alla metà degli anni settanta e trova un precedente illustre nella storia dell’arte europea, nella coppia formata dalla Maja desnuda e dalla Maja vestida, i due grandi dipinti realizzati da Goya intorno al 1800 e conservati al Museo del Prado. La provocazione lanciata da Newton attraverso l’inserimento di una nudità radicale nella fotografia di moda (o meglio, al confine con la moda) è stata poi seguita da molti altri fotografi e anche da un regista, Robert Altman. La scena finale di Prêt-à-Porter del 1994 mostra infatti le modelle che sfilano completamente nude sulla passerella parigina e, superato lo scetticismo iniziale, entusiasmano il pubblico.

 

Newton allestimento 8

 

Dimenticare gli abiti e concentrarsi sul corpo (femminile) che di solito il vestito nasconde, è stata un’idea probabilmente ispirata all’opera dell’ormai celebre Newton. Altrettanto sofisticate e perfettamente posizionate sono le fotografie, in bianco e nero e a colori di Sleepless Nights, pubblicato nel 1978. Già apparse in varie riviste -“Vogue” nell’edizione italiana e americana, “Playboy” e “Der Spiegel”- anche queste immagini sono tutte incentrate sulle donne, i loro corpi e i loro abiti; scatti di moda che sono al tempo stesso ritratti, ma potrebbero anche essere documentazioni di scene del crimine. In tutta la vita di Helmut Newton, queste fotografie, al confine tra documento di moda e nudo artistico non sono mai state esposte tutte insieme.

 

 

Dove: Palazzo delle Esposizioni, Roma

Quando: 6 marzo – 21 luglio 2013

Per info: www.palazzoesposizioni.it

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