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Lo sguardo restituito: una storia della fotografia

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Fino al 28 agosto, il Museo di Santa Giulia a Brescia ospita la mostra Lo sguardo restituito. Una storia della fotografia.

La rassegna, curata da Renato Corsini e Tatiana Agliani, propone un affascinante viaggio nelle diverse declinazioni del ritratto. Questo è un genere fotografico che, dai primi anni del Novecento ai selfie, attraverso le opere di anonimi autori e di grandi maestri (come Steve McCurry, Sebastião Salgado, Ugo Mulas, Gian Paolo Barbieri, Alberto Korda, Edward S. Curtis,…) offre anche una riflessione sull’identità delle varie persone e sulla rappresentazione che si offre di sé stessi, dentro e oltre la maschera del volto.

Ugo Mulas, Franco Piavoli, 1954
Ugo Mulas, Franco Piavoli, 1954

I ritratti dei grandi fotografi in mostra a Brescia

Il percorso espositivo è suddiviso in undici sezioni e si apre con quella in cui tutti gli scatti vedono il soggetto assumere posizioni o atteggiamenti studiati. Che sia Audrey Hepburn, Gian Paolo Barbieri o gli amici al mare di Franco Vaccari, questi ritratti sottolineano alcuni aspetti legati alla situazione o alla personalità del personaggio ritratto.

La mostra prosegue poi con un focus sulla donna, sulla sua rappresentazione eterea e raffinata, e un approfondimento come il ritratto possa essere lo strumento in grado di suggellare il ruolo sociale dell’individuo o celebrare i “miti di carta” della nuova società di massa. Qui troviamo, dunque, alcuni personaggi famosi come Marilyn Monroe, Mao Zen Dong, Marlene Dietrich, Ernesto Che Guevara, Sofia Loren e Cary Grant, immortalati da Jousuf Karsh, Philippe Halsman, Elisabetta Catalano che, con i loro attenti studi sulle luci e le ombre, fanno risaltare la potenza drammatica dei volti.

Ma fuori dai miti c’è la vita, che la fotografia cattura donando a tutti un sogno d’immortalità. Nel corso dei decenni migliaia di fotografi di documentazione sociale e di informazione, come Walker Evans ed Edward Steichen, hanno fotografato uomini e donne del proprio tempo, cogliendo in essi i segni della fatica, della sofferenza, della determinazione, della voglia di vivere e di amare.

Josie Earp, Portrait of Kaloma, 1914
Josie Earp, Portrait of Kaloma, 1914

Dalle maschere ai selfie

Il volto è la superficie su cui affiorano sentimenti ed emozioni, ma anche la maschera dell’io che nasconde il mistero dell’essere. Muovendosi nell’ambito di una fotografia sperimentale di ricerca, autori quali Man Ray, Paolo Gioli, Desirée Delron, Loretta Lux, hanno parlato della dimensione universale dell’uomo, dando voce alla sua condizione esistenziale.

La mostra si completa con la sezione dedicata ai selfie, una forma di narcisismo contemporaneo che si è sviluppato nell’epoca della fotografia digitale e degli smartphone.

Girgio Lotti, Chou En Lai
Girgio Lotti, Chou En Lai

Lo sguardo restituito: la mostra al centro del Brescia Photo Festival 2022

Questa mostra rappresenta uno dei principali appuntamenti della quinta edizione del Brescia Photo Festival, iniziativa promossa da Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con Ma.Co.f – Centro della fotografia italiana che quest’anno verterà sul tema “Le forme del ritratto“.

Questa è forse la più completa antologica della storia della fotografia dall’Ottocento ai giorni nostri dedicata al tema iconico del ritratto.