Quella di quest anno sarà un’edizione con un programma ricchissimo, tantissimi ospiti, proposte e opportunità. Chiunque potrà ritrovare un festival che ricolloca finalmente la fotografia al centro, non più un corollario ad altri eventi, ma un festival che le riconsegna piena autonomia linguistica, dove smette di essere figlia dei generi. La cultura dell’immagine è il punto fondamentale per ripartire e ritrovare la piena identità della fotografia“.

E’ entusiasta Denis Curti, di nuovo alle redini dell’edizione 2019 del Si Fest che prenderà ufficialmente il via il 13 settembre a Savignano sul Rubicone.

Perché lui il Si Fest l’ha già diretto in passato e adesso ritorna a dirigerlo artisticamente per un’edizione tutta incentrata sulla seduzione, perché, “la fotografia è lo strumento più seducente tra tutti i vari linguaggi espressivi che ho incontrato sul mio cammino“.

Un ‘ritorno consensuale‘, quello di Curti al Si Fest, nato dal confronto con amministratori e organizzatori. “Abbiamo immaginato insieme cosa si sarebbe potuto realizzare per ritrovare un equilibrio tra una sorta di ‘esterofilia’, talvolta ingiustificata, e la volontà di riallacciare un forte rapporto col territorio“.

Un incarico dunque accettato con grande entusiasmo, “perchè Savignano è rimasto sempre nel mio cuore, un luogo a cui mi legano non solo i ricordi dei Si Fest passati, ma anche tante persone con le quali ho mantenuto i rapporti nel corso degli anni“.

mostre si fest 2019
Toni Thorimbert

Dopo tanti anni ritorna al Si Fest, da direttore artistico.

DC: In passato ho già avuto la direzione artistica del Si Fest, dal 2001 al 2006 precisamente, e in seguito ho mantenuto sempre ottimi rapporti sia con le persone con le quali ho collaborato, sia con questo splendido territorio.

Per me è stata un’esperienza professionale molto importante, direi fondamentale, che mi ha insegnato moltissimo.

Savignano per me è stata una sorta di “laboratorio di sperimentazione”, ho dato e ricevuto tanto, abbiamo creato insieme delle proposte molto innovative, e non credo di essere presuntuoso nell’affermare che chi ci ha guardato da fuori l’ha fatto sempre con grande curiosità, attingendo dalla nostra esperienza proprio a partire dall’idea del “Portfolio in Piazza”.

Dobbiamo quindi aspettarci parecchie novità.

DC: Questo è un momento complesso e molto stimolante per quanto riguarda la mia vita professionale: sto rilanciando la mia attività su Milano con la Galleria Still, di cui sono fondatore e direttore, sono direttore della Casa dei Tre Oci a Venezia, del Festival di Fotografia a Capri e di quello di Bergamo.

Penso che in Italia abbiamo innumerevoli festival, di qualsiasi tipologia, perché viviamo immersi nella cultura, nella storia, tra opere d’arte sparse ovunque, ma sentiamo il bisogno di fare il punto, di ragionare insieme sulle cose, di creare dei momenti di riflessione con degli spazi di incontro non solo a livello virtuale, come quello dei social media.

Infatti al Si Fest 2019 tornerà al centro “la piazza”, un vero e proprio ritorno all’agorà, dove ci si possa fermare a bere un caffè insieme a grandi fotografi della scena internazionale.

mostre si fest 2019
michela filicudi, LadyTarin

‘Seduzione’ è il tema che ha scelto per l’edizione 2019.

DC: Sono convinto che la fotografia sia lo strumento più seducente tra tutti i vari linguaggi espressivi che ho incontrato sul mio cammino, specie quando la vedi realizzata, quando hai l’occasione di vedere il prodotto fotografico finito (che è sempre frutto di un percorso di consapevolezza), di un pensiero artistico.

Un tema che verrà sviscerato dagli autori in mostra.

DC: Due importanti autori, che saranno in mostra al Si Fest, Lady Tarin e Toni Thorimbert, hanno sviluppato il tema della seduzione a livello erotico. In particolare il lavoro di Thorimbert si intitola proprio “Seduction of Photography”, ma non vogliamo declinare il tema “seduzione” solo a livello erotico, sarebbe troppo limitante.

La seduzione arriverà anche attraverso la voce e le parole di Fabrizio de Andrè nel lavoro di Guido Harari e con quello di Cesare Cicardini, che racconta le ragazze del Burlesque, che con naturalezza e semplicità si travestono ogni sera e diventano personaggi con nomi d’arte con l’obiettivo di sedurre anche con ironia, mentre di giorno fanno professioni normalissime.

Marco Craig racconterà la seduzione della “rarità”, con i suoi oggetti a numero limitato o copie uniche, appartenuti a sportivi di fama internazionale nei momenti topici della loro carriera.

Alizia Lottero porterà i suoi paesaggi naturali che narrano la seduzione del silenzio e del tempo sospeso. Non poteva mancare il maestro assoluto della seduzione, Helmut Newton, con il docu-film girato da sua moglie, anch’essa fotografa, che ci arriva direttamente dalla Fondazione Newton di Berlino.

Infine, Claudio Composti porterà al festival una “selezione video” delle giovani promesse della fotografia contemporanea. Pier Luigi Gibelli presenterà una selezione di 40 foto molto importanti, provenienti da tutto il mondo: lui, grande collezionista, è stato sedotto dall’oggetto fotografia, e la sua preziosissima collezione darà al festival una dimensione ancor più internazionale.

Insomma non pretendo di affermare che al Si Fest ci saranno i fotografi “migliori”, ma sicuramente coloro che, a mio avviso, sono i più attenti a questo tema della “seduzione delle immagini”, quelli che meglio di altri hanno saputo mettere al centro la fotografia.

mostre si fest 2019
Pier Luigi Gibelli

Quando si parla di seduzione non si può escludere l’olfatto.

DC: Abbiamo pensato di sviluppare il tema della seduzione in maniera originale, quindi anche attraverso l’olfatto, e così porteremo al Si Fest l’essenza “Voce Umana” dell’artista Filippo Sorcinelli: con l’acquisto del biglietto si riceverà un braccialetto che verrà impregnato con questa essenza, regalando un ricordo non solo visivo, ma anche olfattivo a chi visita le mostre; inoltre il profumo potrà essere anche acquistato come “souvenir” del festival.

Non solo lui tra gli ospiti speciali.

DC: Settimio Benedusi realizzerà un evento fotografico a se stante, fotografando persone del luogo o chiunque desideri farsi fare un ritratto da lui, portandosi a casa la stampa “in tempo reale”.

si fest 2019 Toni Thorimbert
© Toni Thorimbert

Non solo mostre ma anche incontri, talk, workshop.

DC: Vogliamo riportare al centro la piazza nell’edizione di quest anno, con concerti serali dal vivo, eventi aperti a tutti, incontri, talk, presentazioni di libri, djset, proprio perchè lo scopo è quello di ricollegare il festival con il territorio e anche con il pubblico comune, non costituito da soli esperti o appassionati di fotografia.

Inoltre il Si Fest continuerà durante tutti l’arco dell’anno: infatti la Galleria Still di Milano in ottobre ospiterà la mostra di Lady Tarin, in novembre ci sarà la mostra di Marco Craig, e quindi l’intenzione è proprio quella di far circuitare le mostre del festival. E poi c’è la speciale collaborazione con il MIA Photo Fair, la fiera milanese dedicata alla fotografia: quest’anno, chi partecipa alle letture portfolio può essere selezionato per essere presente in marzo 2020 al MIA con uno spazio dedicato.

E poi c’è spazio anche per i nuovi media, come Instagram.

DC: Oggi tutti viviamo molta parte delle nostre relazioni sociali, personali e professionali sui social media, non solo le persone comuni, ma a che chi si occupa di cultura. Elena Braghieri è una delle più interessanti Igers del momento e l’ho invitata proprio per farci raccontare cosa significa gestire una comunità virtuale di quasi 100.000 persone, ritengo sia importante portare dal vivo una discussione che altrimenti resterebbe solo sul web.

Avremo l’avvocato Federica Minio che terrà una lezione aperta sui diritti d’autore nella fotografia, ci spiegherà cosa si può fotografare e cosa no, e l’incontro teminerà con un “question time” durante il quale il pubblico presente potrà sottoporre domande e curiosità.

Gianluca Catzeddu, Adobe Guru, ci svelerà tutti i trucchi per padroneggiare al meglio il programma di postproduzione Photoshop. Insomma, oltre alle mostre, un programma ricco di proposte e stimoli per tutti coloro che desiderano avvicinarsi al mondo della fotografia.

mostre si fest 2019
michela filicudi, LadyTarin

Col festival tutta la città partecipa. A questo proposito il circuito off compie 10 anni.

DC: Tomas Maggioli, direttore artistico del Si Fest Off, prosegue sulla linea dell’innovazione con il programma che quest’anno celebra la decima edizione lanciando una open call aperta a fotografi, videomaker e performer sul tema “Ways of worldmaking”, modi di costruire il mondo.

In occasione del decennale l’associazione Cultura e Immagine ha deciso di offrire un’ulteriore occasione agli artisti selezionati premiando tre fotografi con una menzione speciale: sarà costituita una giuria ad hoc che sceglierà tre progetti con la possibilità di una pubblicazione su una rivista specializzata e circuitazione della mostra in altri festival gemellati. Il Si Fest Off rappresenta un’anima molto importante del festival che ha lo scopo di mettere in relazione le persone, ma anche essere un potenziale trampolino di lancio per nuovi soggetti artistici.

Inoltre lei sarà presente in tutti i week end.

DC: Sì, perché il festival continua anche nei due weekend successivi al 13-14-15 settembre. Il 21-22 e 28-29 settembre terrò personalmente delle visite guidate alle mostre per spiegare i perchè delle mie scelte artistiche, proprio perchè il festival non vuole avere un distacco intellettuale, ma spiegare e raccontare la fotografia anche a chi non è un esperto di fotografia, al pubblico comune, ai semplici curiosi, ai savignanesi stessi.

Oggigiorno le fotografie e le immagini regnano ovunque e magari è interessante spiegarle, dare loro una sorta di “lettura”. Nei due weekend successivi realizzerò personalmente anche delle letture portfolio per chi è rimasto fuori da quelle ufficiali dei tre giorni del festival.