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L’oppressione e la voglia di libertà. Liu Xia in mostra alla Raffaella De Chirico

Liu Xia in mostra alla Raffaella De Chirico
© Liu Xia

TORINO. Dopo la Columbia University di New York, i musei Galeria Cypriana Majernika di Bratislava e Martin-Gropius-Bau di Berlino e il DOX Centre for Contemporary Art di Praga – Raffaella De Chirico ospiterà una selezione di tredici stampe fotografiche di Liu Xia – artista, fotografa e poetessa cinese – nell’ambito del progetto De Chirico & Udovich Con-Temporary Art.

Liu Xia è una delle figure artistiche più importanti del mondo cinese ed è anche la moglie di Liu Xiaobo, Premio Nobel per la pace nel 2010. Nata a Pechino nel 1959, ha sviluppato il suo talento come artista e scrittrice e, negli anni Ottanta, un decennio relativamente tollerante, è stata un membro attivo della vivace scena artistica e letteraria fiorita a Pechino. E fu proprio durante quel periodo di dinamicità culturale che s’innamorò del giovane e controverso professore universitario e intellettuale che diventò poi suo marito.

L’essere associata a Liu Xiaobo le è costato il diritto di esporre e pubblicare i propri lavori in Cina dal 1989 e, dal giorno del conferimento del Premio Nobel, la libertà poiché sottoposta a un provvedimento illegale di arresti domiciliari, pratica comune in Cina per i coniugi dei difensori dei diritti umani.

 

 

ph Liu Xia

 

La contestualizzazione politica delle fotografie in esposizione non è esplicita, anzi ci troviamo in un mondo parallelo e distorto che si esprime piuttosto a livello d’impalpabili stati d’animo interiori. Molte immagini sembrano alludere, con una cadenza quasi ossessiva, a una condizione di costrizione diffusa.

Dalle immagini emerge quanto l’artista sia stata privata della propria libertà e che gli scatti siano stati tutti realizzati in quell’appartamento da cui non può mai uscire. In maniera molto semplice, grazie all’utilizzo di bambole dal volto frequentemente distorto, l’artista riesce a trasmettere l’oppressione sofferta.

C’è forse un richiamo alle nuove generazioni e alla necessità di stabilire un dialogo con la propria storia, rompendo il silenzio e la censura che impediscono ogni forma di libertà, di confronto e autodeterminazione.

 

 

ph Liu Xia

 

Dal punto di vista artistico, le ‘ugly babies’ rimandano fortemente all’aspetto grottesco dei manichini di Maurizio Cattelan e ne ricordano la forza evocativa e polisemiche letture; impossibile non pensare ad Ai Weiwei e all’analoga dissidenza. Se però Ai Weiwei è riuscito a fare di se stesso l’opera d’arte ottenendo, attraverso la sua immagine prepotentemente mediatica, l’attenzione del mondo, lo stesso non è stato possibile per Liu Xia.

 

[quote_box_center]”Guardando le fotografie si capisce che sono cinesi nonostante non vi siano rimandi diretti alla Cina ed ai suoi paesaggi. E’ la dimensione del bianco e nero in cui opera l’artista a riprendere le tradizioni calligrafiche del Paese” – racconta Guy Sorman, l’economista francese che è riuscito a far allontanare dal regime le stampe ed ha ottenuto il consenso di Liu Xia affinché vengano esposte nei più grandi musei di tutto il mondo.[/quote_box_center]

 

In mostra le ‘exhibition copies‘ mentre disponibile in vendita una edizione tirata a 7 esemplari, di formato cm 60×60 e cm 100×100.

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THE SILENT STRENGTH OF LIU XIA

Dove: Galleria d’Arte Raffaella De Chirico, via Giolitti, 52 Torino

Quando: 24 settembre – 31 ottobre 2015

Orari: martedì – mercoledì: 14:00 – 19:00 ; giovedì, venerdì, sabato: 11:00 – 19:00

In altri giorni e orari su appuntamento.

Info: 011.83.53.57 ; www.dechiricogalleriadarte.com

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