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Mostre Italia Shift, una mostra per 12 artisti

Shift, una mostra per 12 artisti

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S’intitola Shift la mostra collettiva che inaugura una nuova stagione espositiva dello studiofaganel di Gorizia. Esposte le foto di 12 fotografi che la galleria rappresenta.

shift mostra studiofaganel Gorizia Iacolutti
© Iacolutti

La tecnologia che accorcia le distanze (culturali)

Studiofaganel, in questo periodo di lockdown dovuto dal Covid-19, ha sempre mantenuto le relazioni con gli artisti che rappresenta, sfruttando al massimo gli strumenti disponibili. Non potendo mostrare i lavori al pubblico si sono concentrati sulla creazione e lo sviluppo dei progetti personali. Tutto questo è stato possibile solo grazie alla tecnologia, all’uso del computer e dei network, che hanno accorciato le distanze fisiche spesso notevoli.

In questo modo la comunicazione tra gallerista-artista si è intensificata favorendo la creazione di creazione e lo sviluppo dei progetti personali. Il lockdown, dunque, ha rappresentato un momento creativamente felice e attraverso la tecnologia a disposizione, nonostante i mezzi abbiano accresciuto una distanza fisica percettibile, sono stati medium di una conoscenza più approfondita degli artisti e del fare fotografia.

Shift, una mostra per 12 artisti

Alessia Bernardini, Alessandra Calò, Tomaso Clavarino, Matteo Di Giovanni, Paolo Gasparini, Giulia Iacolutti. Roberto Kusterle, Marco Marzocchi, Alessandro Ruzzier, Sergio Scabar, Martina Zanin e Alba Zari. Sono questi gli artisti che si possono vedere a Shift e che rappresentano la forma di comunicazione virtuale utilizzata nel periodo di stop.

L’intento della mostra è dunque quello voler rappresentare questa modalità di comunicazione, non volendo veicolare un messaggio sostitutivo delle relazioni provate in questo periodo particolarmente difficile, bensì volendo sottolineare come senza di esse avremmo certamente vissuto un isolamento maggiore visto l’evento nuovo all’orizzonte e l’incapacità di fatto di ognuno di noi di avere a disposizioni strumenti emotivi esperienziali per sopravvivere serenamente al COVID-19.

Un certo livello di solitudine vi è certamente stato, ma i nostri strumenti digitali a disposizione il contatto umano sarebbe stato molto più complesso. Computer e smartphone vengono spesso demonizzati per l’uso anche inutile che ne facciamo quotidianamente. Shift, invece, vuole essere uno strumento di riflessione e consapevolezza verso la digitalizzazione della nostra vita, che pur nella contemporaneità si sono rivelati importanti per lo sviluppo di questo lavoro collettivo e della relazioni sociali che sono state, in questo caso, favorevoli e intense.

shift mostra studiofaganel Gorizia Zari
© Zari

Una mostra virtuale, oggi reale

In attesa di dare luce a questa esposizione, nella sua costruzione, per mesi, la galleria poteva solo vedere una serie di cartelle digitali, nominate con il nome di ciascun artista ove dentro vi era l’area produttiva caratterizzata dalle varie fasi il rispettivo autore attraversava. Ogni cartella è la rappresentazione della concezione artistica di ogni fotografo con cui Studiofaganel è venuta a contatto.
Per sommare l’insieme variegato della produzione artistica del collettivo, l’azione che in maniera digitale riportava all’attività espositiva di questa visione è la messa in atto di shift – key, che significa la selezione di più elementi adiacenti.


Una performance mentale che ha portato a concretizzare il titolo della mostra: l’espressione di una metafora, di un intenzione e di un punto di vista della galleria. Connessione, dialogo, unione di artisti con linguaggio fotografico diverso tra loro.


Shift è cambiamento, il cambiamento che ogni essere umano ha subito o ha scelto di creare per sè, ha voluto e cercato durante il lockdown. Abitudini e nuove modalità che ognuno di noi ha per sua singolare esistenza vissuto con forme e soprattutto con intensità differenti.

La modalità espositiva pensata per l’occasione di ripartenza è che ogni artista sarà rappresentato da sue 4 opere, non tutte nel contempo. In un primo momento 2 opere, in seguito verranno aggiunte le altre 2 opere.

La mostra subirà un cambiamento, una scelta intenzionale per rendere performance un allestimento che sarà duplice.

Apertura al pubblico 20 luglio 2020
Visitabile negli orari di apertura della galleria, da lunedì a venerdì ore 16.00 – 19.00
o su appuntamento (mattina e sabato)

Gli ingressi sono ancora contingentati quindi si entrerà a turni in galleria.
E’ necessario indossare una mascherina

Terry Peterle
Terry Peterle
Nell’ambito della fotografia il suo interesse e i suoi studi si sono rivolti prevalentemente nella cultura e linguaggio fotografico, e con particolare interesse segue lo sviluppo e le diramazioni dello stesso nella fotografia attuale.

FESTIVAL DELLA FOTOGRAFIA ETICA 2020, LODI-CODOGNO

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