LODI. Ritorna a Lodi, dal 7 al 29 ottobre, il festival della Fotografia Etica. E questa ottava edizione della rassegna internazionale sarà “speciale” come anticipano Alberto Prina e Aldo Mendichi che, con il Gruppo Fotografico Progetto Immagine, organizzano la manifestazione, perché “il festival – spiegano – comincia a godere appieno dei frutti del prestigio internazionale che si è conquistato nelle sette precedenti edizioni e il livello delle proposte quest’anno è ancora più elevato“.

Lo conferma – tra i diversi indicatori – il numero e la qualità mai prima raggiunte delle opere concorrenti al World Report Award 2017 con ben 772 candidature da fotografi di 51 nazionalità differenti, in rappresentanza di tutti i continenti e di cui, entro il 31 agosto, la giuria (Alberto Prina – Festival della Fotografia Etica, Aldo Mendichi – Festival della Fotografia Etica, Stéphane Arnaud – AFP, Michael Weir – Belfast Photo Festival, Oxana Oleinik – Sputnik) selezionerà i finalisti delle singole sezioni per giungere poi, il 14 settembre, alla comunicazione dei vincitori.

 

Fausto Podavini, Festival della Fotografia Etica 2017
Fausto Podavini, Festival della Fotografia Etica 2017

 

 

Ma quali saranno le novità di quest anno?

Una delle sezioni è già ufficiale. Si tratta dello Spazio ONG 2017, la sezione che vede organizzazioni non governative di tutto il mondo, impegnate nel sociale, raccontare – con il mezzo della fotografia – al pubblico del festival le proprie esperienze sul campo. 

La mission del festival è infatti quella di far emergere situazioni e realtà emblematiche, originali anche se non necessariamente sulla bocca di tutti. E la scelta quest anno è caduta su cinque situazioni davvero straordinarie.

La prima è proposta da APOPO, un’organizzazione non-profit internazionale che addestra roditori africani di grandi dimensioni (denominati simpaticamente HeroRATS, ratti eroi) con lo scopo di salvare vite umane, rilevando mine anti-uomo e la tubercolosi in paesi che presentano una situazione economica complessa. Il reportage sull’utilizzo degli HeroRats è stato realizzato in Cambogia da Simon Guillemin.

 

A rat in deminer's arms before starting to work on minefield © Simon Guillemin - festival della fotografia etica
A rat in deminer’s arms before starting to work on minefield © Simon Guillemin – festival della fotografia etica

I terribili effetti del water grabbing, o “accaparramento dell’acqua”, che condanna alla peggiore carestia comunità locali o intere nazioni, sono documentati da COSPE onlus in un’iniziativa di European Journalism Center, IDR Grant, CAP Holding, Fondazione LIDA con COSPE Onlus e patrocinato da WWF Italia.
Water grabbing è un progetto curato da Emanuele Bompan e Marirosa Iannelli, con le immagini di Fausto Podavini, Gianluca Cecere, Thomas Cristofoletti e gli interventi di Riccardo Pravettoni e Federica Fragapane.
Federica Troisi e Giovanni Lindo Ferretti ci donano – nel Progetto “ILT – Illumina le Tenebre”, proposto dall’associazione Amici di Decani – un compendio d’immagini, parole e musica che raffigura con forza l’enclave del terzo millennio, dove l’Europa smarrisce il senso della propria esistenza sprofondando in un baratro che conduce all’oscurità. Protagonisti i serbi che, nel Kossovo, trovano riferimento nel Monastero di Visoki Decani, patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

 

© Fausto Podavini, Festival della Fotografia Etica 2017
© Fausto Podavini, Festival della Fotografia Etica 2017

Carlo Lombardi invece porterà all’attenzione del pubblico Dead Sea, per conto del Centro Studi Cetacei. Dead Sea è un on going project iniziato ad aprile 2016, è una ricerca sulle cause che stanno portando all’estinzione la Caretta caretta, una specie di tartaruga marina che abita il bacino del Mediterraneo. Si stima che ogni anno circa 150000 tartarughe marine finiscano catturate negli attrezzi da pesca nel Mediterraneo e che di queste oltre 40.000 muoiano.

Quinta ed ultima ONG è Médecins du Monde, movimento internazionale indipendente di operatori umanitari da più di 60 anni lavora per favorire un cambiamento sociale attraverso programmi di assistenza sanitaria che garantiscono il diritto universale alla salute delle popolazioni. Il progetto che vedremo a Lodi, attraverso il lavoro fotografico di Olivier Papegnies, riguarda Haiti a sette anni dal terremoto che ha ucciso più di 200,000 persone e tre mesi dopo l’uragano Matthew. L’epidemia di colera, scoppiata sull’isola nel 2010, appena dopo il terremoto, ha ucciso ormai 10,000 persone. Grazie al lavoro degli operatori umanitari la situazione è monitorata e molti infezioni sono stati prevenute e curate.

 

© Simon Guillemin, Festival della Fotografia Etica 2017
© Simon Guillemin, Festival della Fotografia Etica 2017

 

Già le proposte di questa sezione – una delle cinque del festival – sono indicative di una edizione “potente”. Che, per la qualità delle mostre, si connoterà per il livello degli incontri, workshop, letture portfolio, presentazioni di libri e per le visite guidate proposte dalla  sezione educazione.