Tre artisti s’interrogano su fotografia e architettura

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Fino al 22 ottobre 2023 il Teatro dell’architettura Mendrisio dell’Università della Svizzera italiana ospita la mostra What Mad Pursuit. Aglaia Konrad, Armin Linke, Bas Princen.

L’esposizione, a cura di Francesco Zanot e patrocinata dall’Accademia di architettura dell’USI, propone 50 opere inedite ed è pensata espressamente per le sale del Teatro dell’architettura Mendrisio.

Aglaia Konrad Shaping Stones (Londra, 2013) Stampa digitale su carta in bianco e nero © Courtesy Aglaia Konrad and Gallery Nadia Vilenne
Aglaia Konrad Shaping Stones (Londra, 2013) Stampa digitale su carta in bianco e nero © Courtesy Aglaia Konrad and Gallery Nadia Vilenne

What Mad Pursuit: i tre protagonisti in mostra

Aglaia Konrad, Armin Linke e Bas Princen sono i protagonisti della mostra fotografica What Mad Pursuit. L’esposizione vuole mettere in rapporto architettura e fotografia mostrando la giustapposizione tra la fotografia e il suo contesto, in un’oscillazione che incrocia il patto tra soggetto e spazio espositivo.

Il dibattito su cui è costruita la narrazione espositiva è la finalità documentaria della fotografia, un media che contestualmente registra e muta la realtà, e ne confuta, in seconda battuta, l’idea di immagine bidimensionale indagando la fisicità, il corpo, la partecipazione.

Le immagini di oggetti sono il tema di ricerca che rappresentano la mostra e il soffermarsi della loro relazione tra due ambiti: lo spazio interno all’inquadratura e quello esterno. Le due dimensioni, infatti, descrivono il lavoro degli autori, la cui inventiva ne preannuncia sia lo studio che una sua profonda re-visione.

Inoltre, le opere focalizzano l’attivazione di nuove letture di soggetti già subordinati a processi di raffigurazione e decodifica, instaurando altri livelli di contenuto che si intrecciano con i precedenti. Anziché immortalare un modo univoco, in questo caso la fotografia suscita in successione una risignificazione senza limite. L’azione della fotografia, qui, è ri-costituzione e ri-inizio. È una situazione di intersezioni, interazioni, sovrapposizioni, reazioni, interferenze.

Armin Linke G8 summit, Genova, Italia, 2001. Stampa cromogenica © Armin Linke 2023, courtesy Vistamare Milano / Pescara
Armin Linke G8 summit, Genova, Italia, 2001. Stampa cromogenica © Armin Linke 2023, courtesy Vistamare Milano / Pescara

Il titolo della mostra, ispirato al saggio di Francis Crick

Il particolare titolo della mostra prende ispirazione dall’omonimo saggio del neuroscienziato britannico Francis Crick che coglie i concetti di intersezione, combinazione e confluenze come importanti fattori di accrescimento di un intero sistema, in anteposizione allo scambio (moltitudine) rispetto alla esclusione (unicità).

In Crick in What Mad Pursuit (edito nel 1988) si legge: “In natura le specie ibride sono generalmente sterili, ma nella scienza è spesso vero il contrario. I soggetti ibridi sono molte volte eccezionalmente fertili, mentre se una disciplina scientifica rimane troppo pura è destinata a deperire”.

Bas Princen Detail #4 (Le Stryge, Anonymous cyanotype aprox 1860, collection CCA, Montreal), 2018 Stampa incorniciata a getto d’inchiostro su carta di riso, 212x160 cm, Scala17:1
Bas Princen Detail #4 (Le Stryge, Anonymous cyanotype aprox 1860, collection CCA, Montreal), 2018 Stampa incorniciata a getto d’inchiostro su carta di riso, 212×160 cm, Scala17:1

Le serie fotografiche di Konrad, Linke e Princen

Aglaia Konrad, nella serie con il titolo Shaping Stones, combina edifici di grandi architetti con altri poco conosciuti, dall’antico al contemporaneo. L’elemento che li accomuna è il materiale di costruzione, dove la proposta di una immagine in bianco e nero, produce una mistura di coerenza e di perturbante.

Di Armin Linke sono in mostra opere preesistenti. Il fotografo rimescola le immagini, scegliendole con l’obiettivo di formare un nuovo racconto che oltrepassa l’ambito di produzione originario, sfidando il concetto stesso di cronologia, chiarezza, racconto e uniformità.

Bas Princen, invece, si chiede cosa avviene una volta che le immagini vengono riprodotte e convertite in immagini bi-dimensionali. Di oggetti già esistenti ne coglie la finezza, dato che di norma vengono ripresi nella loro globalità. Dipinti, oggetti e fotografie nell’opera dell’artista sono sottoposti a un’interpretazione da cui nascono nuove immagini indipendenti, capaci di distaccarsi da quelle originarie. Princen, inoltre, dibatte sulla stessa bi-dimensionalità della fotografia utilizzando una tecnica di stampa che poggia sul rilievo, per restituire una dimensione scultorea.

Il percorso espositivo è suddiviso su due piani e si presenta come un intreccio di nuovi significati e letture. Se le opere di Bas Princen, stampate su carta di riso, danno profondità e matericità alla fotografia, le fotografie di Aglaia Konrad si adeguano alla superficie della parete su cui sono allestite mentre le immagini di Armin Linke traggono profitto dalle peculiarità architettoniche dello spazio espositivo con dispositivi che ne mettono in risalto la cadenza, i materiali e la tecnica, un dialogo che si può determinare come ‘coreografia install-attiva’.

In conclusione, ʹWHAT MAD PURSUIT. Aglaia Konrad, Armin Linke, Bas Princenʹ sfida qualsivoglia tentativo di chiarezza sulla fotografia per indagarne, invece, la sua natura complicata e stratificata.

Mostra ʹWHAT MAD PURSUIT. Aglaia Konrad, Armin Linke, Bas Princenʹ, Teatro dell’architettura Mendrisio, Foto di Enrico Cano
Mostra ʹWHAT MAD PURSUIT. Aglaia Konrad, Armin Linke, Bas Princenʹ, Teatro dell’architettura Mendrisio, Foto di Enrico Cano
WHAT MAD PURSUIT. Aglaia Konrad, Armin Linke, Bas Princen
DoveTeatro dell’architettura Mendrisio, via Turconi 25, Mendrisio, Svizzera
Quandofino al 22 ottobre 2023
OrariDa martedì a venerdì dalle 14 alle 18. Sabato e domenica dalle 10 alle 18. Chiuso il lunedì.
IngressoIntero 10,00€/CHF Ridotto 7,00€/CHF
Previste altre riduzioni
Infowww.tam.usi.ch/it
Terry Peterle
Terry Peterle
Nell’ambito della fotografia il suo interesse e i suoi studi si sono rivolti prevalentemente nella cultura e linguaggio fotografico, e con particolare interesse segue lo sviluppo e le diramazioni dello stesso nella fotografia attuale.

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