Rimarrà aperta al pubblico ancora fino al 21 ottobre 2018 la settima edizione di LuganoPhotoDays, all’ex Macello di Lugano in viale Cassarate 8, a Lugano.

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Blindfold-Rhino-Neil Aldridge © Neil Aldridge

Fotografi contro i crimini sugli animali

La kermesse fotografica ospita il progetto Fotografi contro i crimini sugli animali con 78 immagini di un collettivo di 24 fotografi internazionali.

78 immagini che cercheranno si sensibilizzare il pubblico sull’argomento.

La maggior parte delle persone non dimentica infatti un’immagine veramente potente, indipendentemente se sono colpiti da un momento scioccante di pura realtà o attirati da una composizione tenera e compassionevole.

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BW-Karl Ammann © Karl Ammann

I fotogiornalisti tra di loro hanno deciso di mostrare i crimini internazionali sugli animali attraverso una narrazione visiva, proprio come farebbe un giornalista di guerra, con una serie di immagini emotivamente potenti, ognuna accuratamente ripresa e pianificata, ciascuna incapsulando una diversa prospettiva della storia.

Tutte le fotografie coinvolgono persone in qualche modo. Magari non mostrano crimini in un senso strettamente legale, ma rivelano la crudeltà e l’ignoranza o le tragedie dell’estinzione degli animali che, a lungo andare, influenzerà anche il nostro stesso benessere. In contrapposizione alle immagini di crudele indifferenza, molti ritraggono i teneri momenti di umanità.

Ma tutto è collegato con noi. Colpiscono la nostra compassione e ci spingono a protestare contro l’inazione o al rifiuto politico. Questa è la forza della fotografia. E creando una galleria con questo progetto, lo scopo dei fotografi è di amplificare la potenza con il grido “Fotografi contro i crimini sugli animali!” (Roz Kidman Cox)

Le mostre dei vincitori dei concorsi di LuganoPhotoDays

Come di consueto, i vincitori dei tre concorsi di LuganoPhotoDays, esporranno le proprie opere.

Mattia VaccaThe forgotten war of Nagorno-Karabakh/ La guerra dimenticata del NagornoKarabakh

Per il concorso reportage saranno esposte le fotografie di Mattia VaccaThe forgotten war of Nagorno-Karabakh/ La guerra dimenticata del NagornoKarabakh dove uomini e donne fanno parte dell’esercito.

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I giovani cadetti frequentano le lezioni del liceo militare di Stepanakert. L’anno scorso, scontri in un conflitto decennale decennio tra l’Azerbaijan e le forze armene etniche nella regione del Caucaso hanno motivato un certo numero di giovani donne e ragazze a prendere le armi.

I soldati sono impegnati a difendere le loro posizioni in prima linea, anche se a maggio 1994 fu firmato un cessate il fuoco ufficiale anche dall’Armenia. Il cessate il fuoco viene interrotto regolarmente con perdite su entrambi i lati.

Il territorio di confine ora è pieno di campi e basi militari. Nella capitale Stepanakert un’accademia militare ha sostituito la scuola superiore.

Mattia Vacca è fotogiornalista e fotografo documentarista ed ha conquistato prestigiosi riconoscimenti in tutto il mondo. Per anni è stato corrispondente del Corriere della Sera per il nord d’Italia e ha pubblicato diversi libri fotografici.

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Missy si lava nella vasca da bagno. In quel periodo pesava 52 Kg per 1,70 cm.

Francesco Cilli There is the sun outside

Con There is the sun outside Cilli parla di Missy, 27 anni e Claire, 24 anni (nomi di fantasia), due amiche che lottano da anni contro la bulimia, un disturbo alimentare che riguarda circa 3 milioni di italiani dei quali per il 95% sono donne.

Un fenomeno che preoccupa, visto il costante aumento di persone affette da questa malattia. Ogni anno si registrano 12 nuovi casi per 100 persone. In questo lavoro viene illustrato il loro disturbo che non è solamente una dipendenza dal cibo, ma anche dalle emozioni che non riescono a gestire, cercando di controllarle attraverso degli schemi mentali molto rigidi per essere sempre perfette.

Un progetto che gli ha fatto vincere il concorso relativo ai fotografi emergenti.

Francesco Cilli, si diploma come perito elettronico nel 2012 ma il suo grande amore è la fotografia, che persegue iniziando a collaborare come assistente presso uno studio fotografico. Nel 2015, partecipa al concorso “Emerging Talent 2015” del LensCulture e viene premiato con un account portfolio per il suo lavoro “Una Notte Senza Luna”. Nel 2016 parte alla volta del Bangladesh con la onlus “Operare Per” e pubblica il suo primo libro “The Heroes”.

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Missy poggia il mento nella cavità ossea, permettendole di capire se è ingrassata o meno. Ogni bulimica è ossessionata dal proprio aspetto fisico ed ha dei rituali che ripete quotidianamente.

Marco Fabbri Il popolo alato

Con Il popolo alato Marco Fabbri è il primo vincitore della novità di quest’anno, il concorso di fotografia naturalistica.

Il suo Ritorno al nido parla del canto di questi piccoli gufi che risuona nelle sere d’estate e come ogni anno vengono da paesi lontani scegliendo le nostre campagne per far crescere i loro piccoli.

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Il canto di questi piccoli gufi risuona nelle sere d’estate e come ogni anno vengono da paesi lontani scegliendo le nostre campagne per far crescere i loro piccoli.

Marco Fabbri, riminese, vive alla periferia della città dove le spiagge e il caos lasciano spazio a campagne e verdi colline.

La fotografia per lui è stata solo un modo di bloccare un ricordo tra famigliari fino al 2012, quando, dopo un corso di fotografia fatto per gioco, si è innamorato dello strumento fotografico e da lì a poco ha imparato ad usarlo per raccontare la sua più grande passione: la natura.

Tutte le info sul festival qui www.luganophotodays.ch




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