Appuntamenti Tra mostre e eventi: ecco Art City Bologna 2020

Tra mostre e eventi: ecco Art City Bologna 2020

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Torna dal 17 al 26 gennaio l’appuntamento Art City Bologna.

In programma mostre, eventi e iniziative speciali promosse dal Comune di Bologna in collaborazione con BolognaFiere in concomitanza di Arte Fiera.

L’evento è coordinato dall’area Arte Moderna e Contemporanea, Istituzione Bologna Musei, sotto la guida di Lorenzo Balbi, direttore artistico di MAMbo. Da sempre riflette la ricchezza e la vivacità espresse nel campo della cultura contemporanea attraverso la messa in rete delle variegate proposte.

Tra queste anche mostre ed eventi fotografici.

Le mostre di Art City 2020

Sono moltissime, come sempre, le mostre previste per questo attesissimo evento bolognese. Presenti anche mostre fotografiche. Siete curiosi di scoprirle?

art city 2020 mostra spazio labò
© Juha Wikström

Familiar Stranger a Spazio Labò

Familiar Stranger – Immaginari collettivi all’epoca della fotografia mobile è il titolo della mostra di Spazio Labò, in strada Maggiore.
L’esposizione è stata prodotta e curata in collaborazione con PHmuseum, in seguito alla conclusione del primo “PHmuseum Mobile Photography Prize”. Per questo premio sono state ricevute da tutto il mondo 11.000 fotografie realizzate con dispositivi mobili.

La mostra vuole riflettere sui modelli comportamentali tipici dell’ambiente virtuale e innescare un dialogo tra gli autori, elementi e tematiche che contraddistinguono la narrativa online contemporanea.

art city bologna 2020 Gerd Ludwig
© Gerd Ludwig

Gerd Ludwig a Ono Arte Contemporanea

In mostra a Ono Arte 14 fotografie di Gerd Ludwig, scattate all’interno e all’esterno della centrale di Chernobyl.

Per 10 anni fotografa e testimonia la dissoluzione dell’URSS. Tra i vari siti visitati nel 1993 si reca a Chernobyl, luogo diventato simbolo della fine del Comunismo Sovietico, la cui catastrofe viene considerata pietra miliare del fotogiornalismo di fine millennio. Nel 2005, durante il suo secondo viaggio, sarà il primo fotografo occidentale a scendere nei meandri della centrale fino anche al reattore 4 ancora contaminato.

Dopo la prima visita, Ludwig si è recato a Chernobyl anche nel 2011 e 2014 per completare il suo lavoro e testimoniare, con la sua macchina fotografica, non solo lo stato della centrale, ma anche la vita della gente, l’ambiente circostante nonché l’attrazione esercitata da Chernobyl sui cosiddetti Disaster Tourists, ovvero i turisti attratti dai luoghi dei disastri.

art city 2020 Houtan Nourian
Houtan Nourian. LocoEmotion (still frame 01), 2019

LocoEmotion di Houtan Nourian alla Taz temporary

TAZ Temporary Art Zone, in collaborazione con Maison Ventidue presenta LocoEmotion, progetto inedito dell’artista Houtan Nourian. La mostra, dal 23 al 26 gennaio, nello spazio espositivo L’Appartamento, via Miramonte 4-6.

LocoEmotion è una video installazione ispirata alla cronofotografia di Eadweard Muybridge e agli esperimenti fotografici dei fratelli Bragaglia. Le tecniche dei pioneri esaminano in maniera approfondita la registrazione degli elementi che compongono il movimento focalizzandosi sul processo e i suoi particolari effetti visivi.

Nella serie di scene rappresentate nel video LocoEmotion, l’artista sperimenta le capacità percettive del movimento su vari soggetti dal reale all’immaginario. Rilevando la traiettoria del gesto, esalta un corpo che si sposta nello spazio. La tecnica è perfezionata fino al punto in cui è possibile registrare il movimento oltre al limite fisico dell’occhio umano. Ovvero ciò che lo spettatore non può vedere.

art city 2020 mast

Uniform into the work/Out of the work al Mast

Al MAST una mostra collettiva sulle divise da lavoro nelle immagini di 44 fotografi internazionali. Esposti oltre 600 scatti di grandi fotografi internazionali che mostrano le molteplici tipologie di abbigliamento indossate dai lavoratori in contesti storici, sociali e professionali diversi. Nate per distinguere chi le indossa, le uniformi da un lato mostrano l’appartenenza a una categoria, dall’altro possono evidenziare una separazione dalla collettività. Le parole italiane “uniforme” e “divisa” evocano, allo stesso tempo, inclusione ed esclusione.

Si aggiunge un’esposizione monografica di Walead Beshty con un centinaio di ritratti di addetti ai lavori del mondo dell’arte incontrati dall’artista nel corso della sua carriera.

art city 2020 bologna mika taanila
Mika Taanila,Tongue, Film still dalla serie Film Reader, 2017 – Courtesy l’artista e Balzer Projects, Ginevra

Mika Taanila al Padiglione de l’Esprit Nouveau

Dal 24 gennaio al 22 marzo, il Padiglione de l’Esprit Nouveau di Bologna ospita Damage/Control. Si tratta della prima personale in un’istituzione pubblica italiana dell’artista e filmmaker finlandese Mika Taanila.

In mostra un’ampia selezione di opere multimediali incentrate sulle continue trasformazioni dell’immagine in movimento. Tra queste due videoinstallazioni, una serie di fotogrammi intitolati Black and White Movies, la serie Film Reader. E poi una nuova produzione di collage dal titolo Family Films e tre opere filmiche (Futuro – A New Stance for Tomorrow, Future Is Not What It Used to Be, Tectonic Plate).

art city bologna 2020 fulvio bugani

Fulvio Bugani a Foto Image

In occasione della notte dell’arte “Art City White Night“, lo studio Foto Image presenta “Gaudeamus”, un reportage di Fulvio Bugani sulla goliardia universitaria.

Si tratta di un lavoro che racconta una tradizione centenaria, che affonda le sue radici nel Medioevo. Viene fatta risalire al tempo dei Clerici Vagantes, gruppi di giovani religiosi che si muovevano tra le maggiori accademie germaniche e francesi per seguire lezioni dei più illustri docenti universitari. Un reportage affascinante, che ha portato l’autore in giro per l’Europa alla ricerca di questi gruppi ancora vivi in moltissime città universitarie. Seppur con tradizioni e nomi diversi, i vari gruppi di Goliardi sono tutti uniti dallo stesso spirito: sono solo facce diverse della stessa medaglia. La mostra è composta sia da fotografie che da videoproiezioni.

L’entrata è libera e gratuita dalle 20 alle 24 di sabato 25 gennaio 2020.

Art City 2020-Fiorenzo-Mutazioni-Resistenti
© Fiorenzo, Mutazioni Resistenti

Mutazioni Resistenti, la mostra al Teatro Arena del Sole

Teatro Arena del Sole, dal 24 gennaio al 15 febbraio, ospita la mostra fotografica Mutazioni Resistenti. Al centro dell’indaginec’è la città nella quale le continue trasformazioni stanno cambiando il modo di vivere delle persone e la fruizione dello spazio urbano. Bologna rappresenta una delle città italiane che vivono il paradosso di una tensione verso un cambiamento. Qui si creano contemporaneamente opposizioni, che prendono la forma di una resistenza legata sia ai suoi abitanti che ai suoi luoghi.

Mutazioni Resistenti è un progetto fotografico di Margherita Caprilli a cura di Chiara Sponza.

luca maria castelli bologna art city
Luca Maria Castelli,

Luca Maria Castelli. Luoghi SOS-pesi a Casa Saraceni

Un albergo chiuso da 20 anni ma con la tappezzeria che fa ancora bella mostra di sé alle pareti e luci accese come ad aspettare quell’ultimo ospite mai tornato. Entrando, quasi in punta di piedi, con la sua Sony Alpha 7r Mark, Luca Maria Castelli ha avuto la sensazione di essere atteso, come se quel luogo fosse rimasto in stand-by e lo stesse aspettando per continuare a raccontare la sua storia.
Nasce così la mostra Luoghi SOS-pesi, dalla curiosità, dall’emozione, dallo stupore di ri-trovare, ri-scoprire, ri-usare, ri-avviare racconti interrotti prima del tempo, prima del The End. E così nasce anche la collaborazione con l’associazione RE-USE che, fedele a sé stessa e alla mission che porta nel nome, ricaverà la propria sede da uno di questi “luoghi in cerca d’autore”, una ex cabina dell’ENEL, anch’essa tra i 20 soggetti in mostra.

silvia camporesi art city bologna 2020
Silvia Camporesi , Circular View

Silvia Camporesi allo Spazio Carbonesi

Uno degli aspetti che ha caratterizzato la ricerca artistica di Silvia Camporesi è la capacità di adottare, a seconda del tema da trattare, una pluralità di strategie visive muovendosi dalla staged photography alla creazione di immagini neo-pittorialiste, dagli esiti che sfiorano il concettuale fino alla
documentazione paesaggistica e architettonica. Nel caso della commissione ricevuta dal Gruppo Hera l’autrice ha raccontato l’evoluzione mensile dei lavori di costruzione dell’impianto di biometano a Sant’Agata Bolognese (Bo) per un intero anno, cogliendo le peculiarità architettoniche di quegli edifici.

Tutto il programma: ArtCity2020

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