Appuntamenti Fotografia al femminile

Fotografia al femminile

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A marzo 2020, Mantova ospiterà la prima edizione della Biennale della Fotografia Femminile, ideata dall’associazione la Papessa e con la direzione artistica di Alessia Locatelli. Un evento unico al mondo, che porterà in città, a partire dal 5 marzo, mostre di grandi fotografe italiane e internazionali.

Oltre a talk, letture di portfolio, workshop, proiezioni e residenze artistiche.

rena effendi transylvania biennale fotografia mantova
Rena Effendi, Transylvania

Perchè un festival fotografico al femminile


La fotografia femminile è poco rappresentata e spesso stereotipata e la Biennale rappresenta l’occasione per dare la giusta visibilità a importanti progetti di fotografe provenienti da tutto il mondo.

Un evento che permetterà a tutti di “aprire gli occhi” su quanto sta succedendo oggi nel mondo grazie
alla visione di grandi autrici.

Le mostre della Biennale della Fotografia Femminile

La Biennale si svolgerà in luoghi storici e luoghi solitamente chiusi al pubblico, permettendo così anche di scoprire la città attraverso punti di vista diversi dal solito.

Il tema di questa prima edizione è il lavoro, tema particolarmente delicato se declinato al femminile, anche nello stesso mondo della fotografia. E anche se gli uomini sembrano godere di un privilegio speciale, le donne hanno dimostrato di vere grandissimi forza, ingegno e sensibilità. Al pari dei colleghi uomini.

elisa bennet biennale fotografia mantova
Elisa Bennet, a woman’s work

Eliza Bennett, A Woman’s work is never done

L’autrice inglese, con un Master of Fine Arts alla London Art School, porta un progetto sul ricamo. Un’arte tradizionalmente associata all’idea di lavoro femminile, intesa come opera minuziosa e agile, distante dalla fatica fisica del lavoro maschile.

Eliza Bennet utilizza lo strato superiore della sua pelle come tessuto da ricamo sovvertendo così la
contrapposizione tra lavoro maschile e femminile.

Rena Effendi, Transylvania: built on grass


Fotografa e documentarista originaria dell’Azerbaijan, con la fotografia indaga l’umano, le persone e la cultura in contesti di ingiustizia sociale, confliitto e sfruttamento. Transylvania: built on grass è un colorato scorcio di vita nelle remote campagne della Romania.

Sandra Hoyn, Fighting for a Pittance

Fotografa tedesca, inizia la sua carriera nel 2005 come fotogiornalista per riviste ed ONG a cui affianca progetti
personali focalizzati sul sociale, sui diritti umani e sull’ambiente. A Mantova propone un crudo documentario
fotografico sulla boxe infantile praticata in Tailandia. In mostra, una serie di immagini in bianco e nero che documentano la durezza dei combattimenti minorili di boxe e lo sfruttamento ad essi connessi.

Le foto mostrano non solo la violenza del ring, ma anche la pressione psicologica che va di pari passo con la competizione sfrenata. Bambini e bambine si allenano portando il loro corpo e la loro mente al limite, mentre vestono gli abiti di lottatori adulti.

Daro Sulakauri biennale fotografia mantova
Daro Sulakauri, The Black Gold

Daro Sulakauri, The Black Gold

Studia cinema e fotografia a Tbilisi, in Georgia, per poi diplomarsi in fotogiornalismo documentaristico all’ICP
di New York. The Black Gold ci porta nel vivo delle condizioni lavorative dei minatori georgiani di Chiatura. Qui ogni giorno gli uomini si avviano verso le miniere, lavorando in condizioni durissime e pericolose per 8-12 ore al giorno per un salario di 270 dollari.

Annalisa Natali Murri, Cinderellas

Fotografa freelance italiana, dopo il diploma alla scuola di fotografia architettonica ed urbana ed una laurea in ingegneria, avvia una serie di progetti personali e documentaristici ispirati a questioni sociali ed alle loro conseguenze psicologiche. Alla Biennale porta un intenso lavoro sulle Hijras transessuali del Bangladesh, un tempo venerate e rispettate per la loro appartenenza al “terzo genere”. Oggigiorno queste donne transgender soffrrono invece gravi situazioni di povertà e negazioni di diritti, trovandosi costrette a prostituirsi per sopravvivere. Il suo ritratto delle Hijiras è un incontro intimo, silenzioso e profondamente rispettoso.

Claudia Corrent, Vorrei

Bolzanina con una passione per la fotografia sin da giovanissima, studia filosofia, approfondendo simultaneamente l’aspetto comunicativo ed estetico dell’immagine. Cogliere il Genius loci paesaggistico è la sua missione principale. Esplorando il concetto di “vita laburista”, i dittici del progetto Vorrei ritraggono adolescenti studenti di una scuola professionale.

betty colombo biennale fotografia mantova
Betty Colombo, La riparazione

Betty Colombo, La Riparazione

Classe 1975, è una fotoreporter italiana che lavora con le principali testate giornalistiche italiane e straniere occupandosi prevalentemente di reportage di viaggio e attualità.
Il rapporto tra uomo e natura è qualcosa di controverso e stupefacente. La Terra cambia, un po’ per sé stessa e molto a causa nostra. Ma il pianeta sa muoversi per auto-ripararsi e così cerca di fare l’uomo. L’uomo distrugge il pianeta e poi lo cura, entrambi si feriscono a vicenda per poi aggiustarsi.
Questo lavoro parla di riparazione; riparare il guasto per conservare al posto di cambiare. Quattro finestre su altrettanti momenti in cui l’uomo e la natura cercano un dialogo per la salvezza comune. Quattro serie raccontano un territorio colpito da un incendio, un trapianto di polmoni, il salvataggio di un animale, un intervento di chirurgia plastica a seguito di un’ustione. Progetto realizzato con Save the Planet e Canon.

Nausicaa Giulia Bianchi, Women Priests Project

Fotografa documentarista profondamente orientata sui temi della spiritualità legata al femminile e al divino. Il suo lavoro documenta la missione di “disobbedienza”, rinnovamento e spiritualità condotta dalle donne prete.

Aldeide Delgado, La nuova donna: narrazioni di genere nello sviluppo della fotografia cubana

Storica dell’arte e curatrice cura una collettiva di sei artiste le cui fotografie ci danno un assaggio di diverse storie attraversate dalle tematiche di genere. La mostra è parte delle attività di promozione del Women Photographers International Archive (WOPHA), un’organizzazione emergente dedicata alla ricerca, alla promozione, al supporto e all’educazione sul tema del ruolo della donna e di coloro che si identificano come tali, in fotografia.

erika larsen biennale fotografia mantova
Erika Larsen, Arctic Melt

Erika Larsen, Quinhagak. Works between 2015-2019

Fotografa e narratrice statunitense è molto nota per i suoi saggi. Documenta le culture che mantengono stretti
legami con la natura “dove il paesaggio è estremamente importante per le persone”. Le sue opere sono esposte in mostre monografiche e collettive in gallerie di New York, Washington, Phoenix, Los Angeles, Mosca, Barcellona, Bologna e molte altre città.

Il lavoro che porta è ambientato a Quinhagak, la quale si trova sul fiume Kanektok sulla riva est della baia di Kuskokwim, meno di un miglio dalla costa del Mare di Bering in Alaska, dove Larsen è tornata regolarmente durante gli ultimi quattro anni. Le immagini prodotte sono note del tempo che ha trascorso in questi luoghi, un tempo – parte di una storia collettiva – che, sommandosi, forma un’unione di tempi sovrapposti.

A Palazzo Te le vincitrici del premio Musa

Palazzo Te, ello spazio del Giardino Segreto, ospiterà la proiezione dei lavori di Maria Grazia Beruffi, Chinese Whispers, e di Claudia Amatruda, Naiade, prima e la seconda classificata del Premio Musa 2019. Il premio è dedicato alla produzione di portfolio fotografici ed è rivolto a tutte le fotografe (donne), senza nessuna distinzione tra amatrici e professioniste. L’ambito del premio è rivolto alla fotografia italiana femminile, possono partecipare fotografe, senza limitazioni relativi al linguaggio scelto, che vivono sul territorio italiano.

Biennale della Fotografia Femminile, Mantova


Quando: inaugurazione 5-8 marzo
Mostre aperte nelle date: 5-6-7-8, 13-14-15, 20-21-22 e 27-28-29 marzo

Info: www.bffmantova.com