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AppuntamentiFestivalLes Rencontres d’Arles 2021: sarà l'estate delle lucciole

Les Rencontres d’Arles 2021: sarà l’estate delle lucciole

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Ci siamo. Con Arles 2021 si rialza il sipario del più longevo e autorevole festival della fotografia al mondo. È il palcoscenico delle immagini di Les Rencontres d’Arles, alla sua 51° edizione, a cui si può accedere fino al 26 settembre 2021.  

Christoph Wiesner è il direttore fresco di nomina. Curatore e gallerista franco-tedesco, alla guida artistica per sei anni di Paris Photo, nei confronti dell’anno trascorso in cui il festival si è dovuto fermare a causa della pandemia, si è chiesto: “Dovremmo inventare un nuovo rito di passaggio proprio per questo tempo particolare? Ritoccare questo anno vuoto in technicolor?”.

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Rotimi Fani-Kayode, Untitled, 1985

Resistenza, il tema di Arles 2021

Resistenza. Questo è il focus attorno a cui le esposizioni, i workshop e gli incontri variamente proposti nel festival di quest’anno, si costruiscono. Una scia di pensiero che riprende il programma che era in parte previsto per il 2020 dall’uscente direttore Sam Stourdzé e che Wiesner ha voluto coniugare per ripartire.

Il festival, poi, si ispira anche a “Come le lucciole. Una politica della sopravvivenza” (2009), il libro dello storico dell’arte Georges Didi-Huberman, secondo cui è necessario riconoscere la resistenza anche nella più piccola lucciola, una luce per ogni pensiero.

È così che Wiesner propone questo ideale nel titolo del festival e in un rimando di allestimento della città di Arles. Il risultato? Un’estate che promette una costellazione di lucciole, mille luci che illuminano la diversità degli sguardi, la molteplicità di storie, rappresentazione della sopravvivenza di speranza e la presa di coscienza per medium dell’immagine. Il pensiero rinnovato in un processo immaginario allestito non solo intorno alla fotografia, ma che combina performance, arte e danza.

les rencontres arles 2021 ilaria turba
Ilaria Turba, Thea, Plan d’Aou, 2019, Marseille, from the Yearning to See Far series.

Le mostre da vedere

Sono in tutto 50 le mostre da vedere, tra Arles e ulteriori sedi dislocate in alcune città della Francia che da alcuni anni inglobano il festival. Iniziamo con la prima sezione dal titolo ‘Identities/Fluidities’ con la collettiva di 50 artisti internazionali tra fotografi e registi sulla scia del #MeToo.

La mascolinità è al centro dell’attenzione tra tossicità e fragilità nella nostra società contemporanea dal titolo ‘Masculinities. Liberation through photography’. Poi Clarisse Hahn, nella coreografia di momenti e corpo in relazione con lo spazio pubblico e privato.

Sebastien Lifshitz in ‘Sensitive Boys’ offre una presentazione e rappresentazione della omosessualità in resistenza. L’immaginazione di una razza interstellare alla ricerca di una nuova alleanza con il suo cosmo nativo, invece, fa capolino nella mostra ‘Desideration (Anamanda Sin)’.

Infine, un ripensare a possibili di forme del mondo, al potere dell’arte in tempi di isolamento rientra nelle opere presenti nella collettiva dal titolo ‘Rethink Everything’. Ultima in questa sezione la fotografia tra arte e moda in ‘The new black Vanguard’. 

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Stéphan Gladieu. North Koreans Portraits, North Korea, Pyongyang, June 2017. A family pose in Pyongyang central zoo. Courtesy of School Gallery / Olivier Castaing

Per la sezione ‘Emergences’ la mostra curata da Sonia Voss della selezione di artisti premiati per il Louis Roederer Discovery Award 2021 esposta a Eglise De Fréres Précheurs, in centro città. Il premio propone attraverso la visione curatoriale, il trend giovane dell’arte contemporanea.

Sempre nella sezione Emergences la visione fotografica degli artisti Sim Chi Yin, Almudena Romero, Lebogang Tlhako e una menzione speciale per tre lavori provenienti dalla Scuola Nazionale Superiore della Fotografia di Arles (ENSP) degli artisti Anyssia Bidout, Emma Riviera e Cédrine Scheidig

Per la sezione ‘Atlas’ sette progetti. Il primo nella storia del Sudan nella collettiva ‘Thawra! ثورة Revolution’. Seguono i fotografi Pieter Hugo, Stephan Gladieu, Anton Kuster, il duo Chow and Lin con il progetto ‘The Poverty Line’, una narrazione per immagini sulla questione e comprensione della povertà e diseguaglianza nell’indagine di 36 Paesi e 200.000 km.

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Pieter Hugo, Alexandra, London, 2020, from the Solus series. Courtesy of the artist.

La sezione vede inoltre la mostra ‘Africa State of Mind’ in cui la fotografia è mezzo d’indagine nei rapidi cambiamenti trasformativi del continente africano e la mostra ‘Migrants Gardens’ di Enrique Ramirez una combinazione di scelte visuali della residenza d’artista ospitata dalla ENSP.

Nella sezione ‘Rereading’ le fotografie di Charlotte Perriand al Monoprix, la retrospettiva presentata qui per la prima volta della fotografa umanista Sabine Weiss. Seguono la mostra ‘Jazz Power!’ la storia di Jazz Magazine, laboratorio sperimentale, luogo di confronto dei diritti civili e le discriminazione contro gli afro-americani su entrambe le sponde dell’Atlantico. Infine, ‘Oriented-Express & Cle’ la storia in immagini del primo treno di lusso internazionale errante tra Parigi e Costantinopoli, dal 1883 al 1977. 

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Raymond Cauchetier. À bout de souffle, Jean-Luc Godard, 1959.

La sezione ‘Tribute’ è la celebrazione della fotografia di Raymond Cuachetier. In mostra scatti leggendari e un viaggio tributo nelle immagini cinematografiche immortalate per New Wave Films dal fotografo venuto a mancare di recente. 

La sezione ‘Arles Books’, poi, ospita all’Espace Van Gogh ‘Neuf from A to Z. Delpire before Delpire’ una mostra che offre la possibilità di sfogliare i libri selezionati per ‘The 2021 Book Awards’.

Infine, ancora libri, anche per la mostra ‘Luma Recontres Dummy Book Award 2021’ tra cui risultano gli italiani il fotografo pugliese Mario Capriotti con Sedimenti, l’emiliana Lucrezia Zanardi con Present Traces of a Past Existence: A Photographic Research e Martina Zanin, artista visuale friulana con I Made Them Run Away. 

Per info: www.rencontres-arles.com

Terry Peterle
Nell’ambito della fotografia il suo interesse e i suoi studi si sono rivolti prevalentemente nella cultura e linguaggio fotografico, e con particolare interesse segue lo sviluppo e le diramazioni dello stesso nella fotografia attuale.