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PhMuseum Days 2021: la fotografia contemporanea a Bologna

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Dal 23 al 26 settembre, al Binario Centrale di DumBO a Bologna si svolgerà la prima edizione del festival di fotografia PhMuseum Days.

L’evento, curato e organizzato da PhMuseum, incubatore di talenti della fotografia, ambisce a diventare un appuntamento annuale tra i più interessanti sul calendario europeo. Non solo: l’intento è quello di fare di Bologna una delle città di riferimento per la fotografia contemporanea.

Natur-e Alejandro Chaskielberg
Natur-e © Alejandro Chaskielberg

PhMuseum Days 2021: un nuovo inizio

Il tema scelto per questa prima edizione dei PhMuseum Days non poteva che essere A New Beginning / Un Nuovo Inizio. Questo sia perché il festival rappresenta l’alba di una nuova avventura per PhMuseum sia perché sarà un’occasione per ripensare il decennio appena iniziato e come affrontare le importanti sfide che porterà quali uguaglianza, sostenibilità, giustizia sociale, innovazione e tecnologia.

La manifestazione sarà un playground per gli addetti ai lavori e un momento di scoperta per chi voglia avvicinarsi alla fotografia e alle arti visive. Il programma prevede mostre individuali, un’installazione collettiva, workshop, revisioni di portfolio, proiezioni, performance e uno spazio dedicato all’editoria indipendente.

Human Fabiola Cedillo
Human © Fabiola Cedillo

Le mostre: cosa vedere in questa prima edizione del festival di Bologna

Fra gli ospiti principali, il fotografo argentino Alejandro Chaskielberg il cui progetto Natur-e riflette sul rapporto fra uomo, natura e tecnologia. Della fotografa brasiliana Angelica Dass verrà esposto Humanae, un progetto decennale che cerca di dimostrare che ciò che definisce l’essere umano è la sua ineluttabile unicità.

Verrà, inoltre, presentato Encounter dell’italiana Silvia Rosi che parte dal suo album di famiglia per raccontare storie di migrazione e diaspora attraverso autoritratti e performance. Mentre con Afterlife il fotografo francese Vasantha Yogananthan racconta l’eterna sfida fra il bene e il male reinterpretando un passo del poema epico indiano il Ramayana.

Verranno inoltre esposti tre lavori scelti fra gli oltre 700 progetti che si sono candidati tramite l’open call del festival. Si tratta di Human dell’ecuadoriana Fabiola Cedillo, sul bisogno dell’essere umano di riprodursi, naturalmente e attraverso la tecnologia. E poi Fading Senses della polacca Ligia Poplawska, sulle implicazioni della perdita degli ecosistemi sulla nostra salute mentale ed emotiva. Ed infine C-R92/BY dell’inglese Samuel Fordham, su migliaia di famiglie britanniche separate a seguito delle politiche dal Ministero degli Interni.

Il festival offrirà contenuti adatti a tutte le fasce d’età ed è pensato per essere inclusivo.

Encounter Silvia Rosi
Encounter © Silvia Rosi

PhMuseum: la rivincita della fotografia digitale

Si può trasferire il concetto di museo su un piano digitale? È la provocazione sulla quale nasce nel 2012 PhMuseum, il primo museo online dedicato alla fotografia contemporanea. L’idea di fondo è creare uno spazio gratuito al servizio della collettività e accessibile da ogni angolo del pianeta. L’intento? Diffondere e promuovere la cultura visiva in un momento storico in cui l’immagine è lo strumento principale di comunicazione, anche grazie a social e smartphone.

Inizia così un percorso di ricerca e sperimentazione che porta al lancio di diverse attività innovative come concorsi fotografici come strumento di finanziamento, promozione e connessione con festival e magazine (dal 2012), le mostre online (dal 2013) e un programma di formazione a distanza (dal 2017) che offre dalle lezioni individuali alle masterclass di alto livello.

Fading Senses Ligia Popławska
Fading Senses © Ligia Popławska

PhMuseum è oggi una community di 51.000 fotografi raggiunti da più di 600.000 visitatori all’anno. La piattaforma è oggi un incubatore di fotografi che scopre, forma e promuove nuovi talenti ed un punto di riferimento per photo editor, curatori e galleristi su scala internazionale che la utilizzano per scoprire nuovi autori.

Negli anni PhMuseum ha premiato autori conosciuti su scala internazionale come Jacob Aue Sobol (Magnum Photos), Bieke Depoorter (Magnum Photos), Laura El Tantawy (Canon Ambassador) e Tomas Van Houtryve (VII) nonché giovani talenti che oggi sono fotografi affermati come Max Pinckers, Diana Markosian e Alejandro Cartagena. Risultati raggiunti anche grazie alla collaborazione con professionisti di fama internazionale come Alessia Glaviano (Vogue Italia), Martin Parr (Magnum Photos), Kathy Ryan (New York Times), Roger Ballen e Sarah Leen (National Geographic) che hanno preso parte negli anni alle giurie di tali concorsi.

Info: phmuseumdays.com