Groenlandia e Siberia: a Lecco le foto di Nissen e Folgoso Sueiro

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Nell’ambito del festival “Immagimondo”, organizzato dall’associazione Les Cultures OdV, Lecco ospita una doppia mostra dedicata alla Groelandia e alla Siberia.

All’interno della Torre Viscontea, in particolare, si possono ammirare le fotografie di Mads Nissen. Qui sono esposti, dal 12 settembre al 3 ottobre, alcuni scatti realizzati in Groelandia dal vincitore del World Press Photo – Foto dell’anno 2021. In Piazza Garibaldi, invece, dal 17 settembre al 3 ottobre, c’è la Siberia di Carlos Folgoso Sueiro con 20 scatti a firma del fotografo spagnolo.

Due sguardi diversi su terre innevate e ugualmente al centro di interessi geopolitici ed economici per riflettere sulla bellezza e le fragilità del Grande Nord.

Mad Nissen
East-Greeland. Daneborg. Sebastian ”Seb” Kolind, 24 years old, member of the military unit Sirius Patruljen. © Mad Nissen

La Groelandia di Mads Nissen

La mostra Arctic Outposts è il risultato di un viaggio intrapreso da Mads Nissen attraverso l’innevata e ghiacciata Groenlandia, da avamposti e basi militari danesi a un’ex stazione metereologica e di telecomunicazioni, fino a una base dell’esercito statunitense a Thule. Un artista, Nissen, per tre volte Fotografo dell’anno nel suo paese e da sempre interessato sia alla comprensione quasi intima dei suoi soggetti che a questioni sociali contemporanee, dalle violazioni dei diritti umani al difficile rapporto uomo-natura.

Quest’anno Mads vince per la seconda volta Photo of the Year al World Press Photo – commenta Samuele Pellecchia dell’Agenzia Prospekt di Milano, co-organizzatrice della mostra – e in entrambi i casi le foto raccontano un gesto intimo: due ragazzi nudi nella penombra di un letto e un abbraccio di cellophane in un ospedale Covid. Due gesti piccoli, privati, per raccontare storie che segnano la nostra contemporaneità. Immagini che sembrano trattenere anziché dire ed è proprio questa cura, in un tempo in cui tutto si urla, a renderle straordinarie. Il saper vedere le persone, nelle loro fragilità, oltre le immagini e al di là delle notizie, è la cifra di Mads e ciò che lo rende un grandissimo fotografo“.

Mad Nissen
East-Greenland. Mestersvig. A house covered by snow. © Mad Nissen

E in Arctic Outposts paesaggi e volti raccontano una terra dall’antico legame con la Danimarca e da più di duecento anni parte, pur con autonomia politica, del Regno danese. Un’isola dove ogni ottobre, quando il mare inizia a ghiacciare, 14 ufficiali della pattuglia Sirius della Marina danese si preparano per la perlustrazione su slitta di 16mila chilometri di costa.

Creata nel ’41 per contrastare eventuali incursioni naziste, questa pattuglia è ancora oggi presente. Lo scopo è sottolineare la sovranità danese su una terra che, proprio per le risorse che possiede e per la sua posizione, sta accrescendo l’interesse da parte di potenze straniere.

Nissen ha incontrato alcuni membri della pattuglia Sirius. E restituisce, in questa mostra per la prima volta in Italia, uno spaccato di un territorio immenso e da preservare.

Carlos Folgoso Sueiro
© Carlos Folgoso Sueiro

La Siberia di Carlos Folgoso Sueiro

Allestita nello spazio antistante Palazzo Falck (in Piazza Garibaldi), The Shining Land di Carlos Folgoso Sueiro è un progetto che parte da un’area della Siberia che deve la sua esistenza alla scoperta di depositi di diamanti.

Un territorio dal futuro incerto, legato alle decisioni di una società – Alrosa – controllata dal governo russo e per cui lavora oltre il 50% degli abitanti. Durante il socialismo Alrosa è impegnata nella costruzione di ospedali, teatri e alloggi economici per i lavoratori. Dal 2011 è entrata nel mercato azionario, decisione che probabilmente spingerà gli investitori privati alla riduzione dei costi.

Gli investimenti di Alrosa nei servizi sociali locali, in passato molto onerosi, stanno diminuendo, contribuendo a un sempre più difficile stile di vita per gli abitanti, costretti a fare i conti con isolamento, dure condizioni climatiche, imprevedibilità del commercio dei diamanti e desiderio di trasferirsi.

A dare loro voce è, attraverso un percorso che raccoglie venti scatti, il fotografo galiziano. Tra i premi vinti il Moscow International Photo Awards, l’Estacao Imagen Mora e il Prix de la Photographie Paris.

The Mammoth's Reflex
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