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Fotografia Etica 2021, tutte le mostre da vedere a Lodi

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Dal 25 settembre al 24 ottobre Lodi torna a raccontare il mondo in cui siamo immersi grazie al Festival della Fotografia Etica. In questa 12esima edizione sono ben 20 le mostre previste nelle prestigiose sedi espositive della città e in spazi all’aperto. E ci sono 80 fotografi da ogni parte del pianeta pronti a mostrare i loro progetti inediti.

Un’edizione decisamente “potente” che, oltre per la qualità delle mostre, si connoterà per il livello degli incontri, le visite guidate con i fotografi, le letture portfolio, le presentazioni di libri e per le attività educational destinate agli studenti delle scuole medie e superiori.

Tramite una App scaricabile gratuitamente sarà poi possibile accedere a contenuti multimediali, visite guidate e didascalie. Appositi QR code indicheranno nelle mostre come accedere a questa diversa esperienza del festival.

Eugene Richards
© Eugene Richards

Fotografia Etica 2021: le mostre del World Report Award

Cuore del festival di Lodi rimane il World Report Award. Sei le sezioni che lo compongono, con i relativi vincitori scelti dalla Giuria composta da Svetlana Bachevanova, direttrice esecutiva della Fondazione FotoEvidence, Lauren Steel, co-fondatrice di Visual Thinking Collective, Gary Knight fotografo e direttore dell’agenzia fotografica VII, Alberto Prina e Aldo Mendichi, coordinatori del Festival della Fotografia Etica.

Presente la categoria MASTER, vinta dall’italiano Nicolò Filippo Rosso con Exodus, viaggio che documenta la lunga marcia di rifugiati e migranti dal Venezuela alla Colombia e dall’America centrale al Messico e agli Stati Uniti, in cerca di pace e libertà.

La categoria SPOTLIGHT va al polacco Jędrzej Nowicki e alla sua The Scars, resoconto di quella che oggi è considerata la più grande protesta antigovernativa nella storia della Bielorussia, iniziata nell’agosto 2020.

La sezione SINGLE SHOT con lo scatto singolo del belga Alain Schroeder dal titolo Saving Orangutans, che denuncia il pericolo di estinzione dell’orango in Indonesia a causa della deforestazione incontrollata.

Nicolò Filippo Rosso World Report Award Short FFE21
© Nicolò Filippo Rosso. World Report Award Short

Invece, la categoria SHORT STORY è stata vinta nuovamente da Nicolò Filippo Rosso con Consumed by Grief, racconto del ritorno dei corpi di 13 migranti al loro villaggio natio in Guatemala, partiti pochi mesi prima in cerca di una nuova vita in Texas dove non fecero mai arrivo.

La tedesca Jana Mai, invece, si è aggiudicata la categoria STUDENT con il lavoro The Descendants Of The Wolves, ossia la storia dei gagauzi, una minoranza turca di fede ortodossa cristiana che vive nell’area meridionale della Repubblica Moldova.

Infine la categoria FUTURE GENERATIONS, vinta dall’italiano Daniele Vita con Bagnanti, ci porta a Catania sulle tracce dei giovani adolescenti dei “quatteri”, e della loro voglia di vita parallela spesso a scelte di criminalità e malavita.

Tutte le mostre del World Report Award sono raccolte e visitabili a Palazzo Barni, tranne la mostra Single Shot che sarà invece visitabile alla Cavallerizza. 

Francesco Andreoli Reset
© Francesco Andreoli, Reset

Il ritorno di Eugene Richards, Ami Vitale e Jasper Doest

Sono molte altre le mostre che si possono vedere per Fotografia Etica 2021. Tra queste, lo spazio approfondimento trova spazio all’ex Chiesa dell’Angelo. Qui ci sono le foto di Eugene Richards, di ritorno a Lodi dopo 10 anni. Il fotogiornalista americano ci porterà nell’America profonda del delta dell’Arkansas per vedere se le promesse fatte 50 anni fa alla comunità afroamericana sono state tutte mantenute. Storie che raccontano la povertà endemica, il razzismo, la violenza e la lunga strada ancora da percorrere per raggiungere l’uguaglianza, in una mostra assolutamente inedita in Italia.

Tra le belle novità di quest’anno c’è lo Spazio Outdoor, che coinvolgerà i Giardini pubblici di Lodi. Qui esposte le foto di Ami Vitale con A Daring Giraffe Rescue, cronaca del salvataggio drammatico e pirotecnico al tempo stesso di un gruppo di giraffe di Rothschild dall’isola di Longicharo, un pinnacolo roccioso di lava nel mezzo del lago Baringo, nel Kenya occidentale.

Accanto a lei, torna a Lodi il fotografo olandese Jasper Doest con Pandemic Pigeons – A Love Story, che racconta di una coppia di piccioni selvatici che ha fatto amicizia con la famiglia del fotografo, isolata in casa durante la pandemia di Covid-19. Ollie e Dollie, questi i nomi che ha dato loro la famiglia, erano “ospiti” abituali in casa e le loro visite quotidiane hanno aiutato tutti quanti a rimanere “sani di mente” in un periodo molto impegnativo. Queste mostre, ai giardini del Comune, sono gratuite e fruibili a tutti.

Ami Vitale Giraffe Rescue
© Ami Vitale

Uno sguardo sul mondo e l’omaggio a Gino Strada

Grande attenzione anche sulla sezione Uno Sguardo sul Nuovo Mondo, al Palazzo della Provincia. Qui sono proposti due percorsi realizzati in collaborazione con Agence-France Presse che permettono di entrare in nuovi mondi – appunto – attraverso lo sguardo di diversi fotogiornalisti. Il tema è La democrazia americana messa alla prova. Una nazione divisa, e Siria: dieci anni di conflitto. Accanto a questo progetto collettivo c’è quello dell’iraniano Farshid Tighehsaz che, con la sua The New Name of Death, racconta l’impatto dell’attuale pandemia in una nazione complessa come l’Iran, visitabile invece a Palazzo Barni.

Uno spazio di assoluta importanza sarà quello dedicato ad Emergency, Un ricordo per Gino, attraverso le foto di Giulio Piscitelli realizzate in Afghanistan negli ospedali di Kabul e Lashkar Gah. La collaborazione tra il Festival della Fotografia Etica e Emergency ha caratterizzato questi dodici anni di manifestazione ed è sempre stata scandita dalla volontà comune di mostrare la verità, anche se scomoda.

Questa mostra, in un momento storico così particolare, vuole essere un monito a non abbassare lo sguardo e a continuare a sostenere il lavoro quotidiano operativo e di sensibilizzazione di Emergency. L’esposizione si potrà vedere neò chiostro del Museo Paolo Gorini. 

Sebastian Gil Miranda for Fútbol Más
© Sebastian Gil Miranda for Fútbol Más

Lo Spazio No profit e di responsabilità

Quest’anno si è scelto, nello spazio No Profit, di raccontare il progetto Baba Yao. The Father Of All promosso dalla Fondazione Fútbol Más e realizzato dal fotografo Sebastian Gil Miranda. Baba Yao è la bellissima storia di Austin Ajowi, allenatore di calcio keniota di Mathare, una delle più grandi baraccopoli di Nairobi e dell’Africa.

Quando un infortunio al ginocchio ha compromesso la sua carriera da portiere, ha iniziato a ripulire montagne di spazzatura in una discarica nella sua comunità, avvicinandosi ogni giorno di più al suo obiettivo: costruire un campo da gioco per i bambini della sua comunità che oggi si chiama “Austin Grounds”. Questa mostra si articolerà, gratuitamente per il pubblico, al cortile della Fondazione Banca Popolare di Lodi, nel complesso ideato da Renzo Piano.

Un delicato progetto, invece, verrà esposto nello spazio Corporate for Festival, un’area con progetti di responsabilità sociale d’impresa in collaborazione con aziende che vogliono sostenere efficacemente la cultura e sensibilizzare il pubblico su tematiche d’impatto etico e sociale. La mostra Io ero, sono, sarò – al chiostro del Museo Gorini – in questo caso è firmata da Silvia Amodio e vuole attirare l’attenzione sul tumore al seno.

JanaMai World Report Award
© JanaMai World Report Award

Una tappa di Reset a Lodi

Il Festival della Fotografia Etica accoglierà anche una tappa del progetto Reset di Sistema Festival Fotografia, di cui fa parte assieme ai principali festival di fotografia nazionali, con tre mostre a Palazzo Modignani. La prima è quella del fotografo Francesco Andreoli con (UN)Vaxxed , foto-inchiesta iniziata a dicembre 2019 che affronta il tema delle vaccinazioni. La seconda vede protagonisti Jean-Marc Caimi e Valentina Piccini con il progetto Questa terra è la mia terra, che racconta l’epidemia della Xylella Fastidiosa – un patogeno batterico – nella penisola salentina negli ultimi sette anni che uccide in poco tempo gli alberi. Infine, Mattia Marzorati con La terra dei buchi, che racconta di industrie inquinanti, discariche e cave che hanno rappresentato una enorme risorsa per il business dell’interramento dei rifiuti. Si potrà visionare un estratto del paper redatto da Benedetta Donato, Lo sguardo lungimirante, progetto vincitore della Call for Paper, parte del progetto RESET. 

Fiorella Baldisserri
© Fiorella Baldisserri

Il Premio Vogliino e le mostre Freedom

Immancabile l’appuntamento con il Premio Voglino che quest’anno è stato assegnato ad Alfredo Bosco e al suo Forgotten Guerrero. Si tratta di un reportage che documenta l’attuale situazione politica e sociale dello stato messicano di Guerrero, un posto unico per la violenza e i disordini nella guerra per le droghe del paese. Lo spazio espositivo sarà quello della Banca Centropadana.

Novità di quest’anno, poi, è lo Spazio Freedom, con i lavori di Fiorella Baldisserri e Lorenzo Pesce. Fiorella racconta la storia di Morris Donini, bolognese, che tutti conoscono come Morris il “cinemaio”, un artigiano della pellicola che in questo anno di chiusura forzata a causa della pandemia ha deciso di continuare a proiettare film a sala vuota. Lorenzo invece racconta gli adolescenti che hanno espresso i sogni, incubi e desideri vissuti durante la pandemia. Queste sono le uniche due mostre che non si svolgeranno a Lodi, bensì per la prima volta nel vicinissimo Comune di Montanaso Lombardo, all’aperto in Piazza della Spiga.

Info: www.festivaldellafotografiaetica.it