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La forza del cambiamento sta nell’attesa, incontro con Ginevra Bompiani

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REGGIO EMILIA. A volte capita che l’ospite e l’atteso, il cambiamento e il bene, l’attesa e la sorpresa si incontrino in un istante. In quello della fotografia per esempio, come è avvenuto oggi a Reggio Emilia nel dialogo tra la scrittrice Ginevra Bompiani e il cantautore David Riondino entrambi ospiti dell’ottava edizione di Fotografia Europea. A partire dalle citazioni del saggio di Ginevra Bompiani che s’intitola “L’attesa” (et al. Edizioni) il ragionamento ha spaziato dalle teorie sul linguaggio del filosofo austriaco Wittgenstain al pensiero di Nietzsche sul desiderio, passando per il saggio su Sacher Masoc di Deleuze per finire con i versi d’amore del Cantico dei Cantici citati a memoria da Riondino.

“Chi vuole il cambiamento vuole il bene e il bene non è una cosa che avviene: il bene c’è”, così Ginevra Bompiani ha scavato dentro al tema dell’edizione 2013 di Fotografia Europea: Cambiamento. Fotografia e responsabilità. Secondo la scrittrice: “La forza del cambiamento sta nell’attesa. Quando il cambiamento arriva lo si può accogliere, cioè riconoscere. Oppure rifiutare. Il vero compimento dell’attesa è la vita”.

 

Ginevra Bompiani dialoga con David Riondino
Ginevra Bompiani dialoga con David Riondino

 

 

Nella fotografia c’è l’istante che non è immaginazione ma nemmeno realtà. È il momento in cui l’immaginazione prende corpo. Nel momento dello scatto si attende ciò che si riconosce e si aspetta. Esiste uno scarto tra quel che è atteso e l’ospite (o l’evento) che con il suo arrivo interrompe l’attesa. “È qui che l’attesa può essere sorpresa”, secondo Ginevra Bompiani. E forse non è un caso che la sorpresa sia una delle sezioni cardine della rassegna di Fotografia Europea dedicata al “cambiamento”. Lo scambio vivace ed elevato tra Bompiani e Riondino ha mostrato, tra l’altro, la ricchezza concettuale che sta dietro e dentro ai percorsi della rassegna.

 

Il percorso dialettico dei due pensatori ha portato infine a una riflessione sul “dio denaro” che a dire di Riondino in qualche modo raccoglie in sé la complessità concettuale del nostro tempo: “Il mercato è un dio invisibile e potente che riassume tutte le nostre attese”, ed è in questo scenario che una figura come “Steve Jobs” diventa “metafora dell’onnipotenza”, o addirittura un novello “San Paolo”. Capire come tutti questi temi e movimenti possano trovare luogo nell’era economica attuale e fare lo sforzo di interpretarli è una sfida audace che Ginevra Bompiani suggerisce di affrontare alla luce del mito, a cominciare dalla figura molteplice e per certi versi inesplorata di Ermes: il dio del denaro appunto, ma anche dei commerci, del linguaggio, dei viaggiatori, dei ladri, dei bugiardi, della morte e dei poeti.

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