Humandog: le nuove coppie

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MILANO. Il libro Humandog, edito da Francesco Mondadori e realizzato da Silvia Amodio, è un progetto fotografico itinerante che ritrae cani e padroni con lo scopo di raccontare l’importante e complessa relazione che li lega, un rapporto antichissimo che dura da 15 mila anni. Il libro verrà presentato il 10 dicembre alle 18 alla Triennale di Milano dove interverranno, oltre all’autrice, anche Riccardo Mazzoni, giornalista, fotografo, autore televisivo da sempre particolarmente attento alle tematiche del mondo animale e Roberto Mutti, critico fotografico.

 

HumanDog
HumanDog

 

L’evoluzione culturale dell’uomo non sarebbe stata la stessa se non avessimo avuto accanto il cane nelle varie attività legate alla nostra sopravvivenza, la pastorizia, la caccia, la guardia. Ancora oggi ci affiancano in molte attività umane: cani da soccorso, antidroga, pet therapy, fino ad essere compagni indispensabili per le persone con difficoltà motorie e ipovedenti. Più della metà delle famiglie in Italia ha un animale in casa e l’unico settore che non conosce crisi è proprio quello del pet food. Per molte persone sole la presenza di un animale in casa è un’ancora di salvezza, in particolar modo quella di un cane che impone passeggiate regolari ed è un ottimo mediatore per fare due chiacchiere ai giardinetti. Per altri diventano il surrogato dei figli. Le immagini fotografiche di questo libro sono lo spunto per riflettere sulla complessità di questo rapporto, senza entrare nel merito del giudizio, ma per registrare, come è capace di fare la fotografi a, un fenomeno di costume sempre più diffuso.

 

Silvia Amodio
Silvia Amodio

 

“L’idea è nata per caso quando un’amica che stava organizzando MyUrbandog, un evento a Milano presso Wow Spazio Fumetto mi ha chiesto se volevo fare delle foto ai padroni che avrebbero partecipato con il loro cane. Ho accettato a condizione che potessi fare un lavoro “alla mia maniera” allestendo un vero e proprio set fotografico all’interno dell’edificio. Quelle fotografie, scattate inizialmente un po’ per caso, raccontavano una relazione. La fotografia riesce a registrare quello che l’occhio non vede e a dimostrare la profondità di un legame anche dove non c’è un’evidente “somiglianza fisica”. È stato dimostrato da una ricerca americana che all’interno di una coppia che dura da molti anni gli individui con il tempo tendono ad assomigliarsi. Credo che sia lo stesso tra cane e padrone. Sono uno spettatore privilegiato, quasi un entomologo che attraverso una lente osserva un mondo. Sono sorpresa dalla pazienza degli animali, dalla loro straordinaria capacità di dare senza chiedere, né giudicare. Alcuni scatti fanno parte di un progetto di Coop Lombardia realizzato con il contributo del Comune di Milano, che si chiama “Adotta (Mi)” e che ha lo scopo di favorire le adozioni dei cani adulti ospitati nei canili. Quelli che vedete ritratti da soli in queste pagine, lo sono veramente, non hanno un padrone. Ci sembrava giusto dare spazio anche ai cani meno fortunati, quelli che una famiglia ancora non ce l’hanno. Questo lavoro mi ha fatto riflettere sul valore dell’anziano, sulle esperienze che un individuo, uomo o animale che sia, porta con sé. Mi ha fatto pensare anche al destino, quella serie di eventi predeterminati che regolano le nostre vite e i nostri incontri. Ed è proprio la sorte che qualche volta fa incontrare al cane il suo padrone o viceversa. E chissà se, sfogliando le pagine di questo libro, a qualcuno verrà voglia di adottare un cane e cambiare per sempre il suo destino. Anzi, quello di entrambi”. Silvia Amodio

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