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AppuntamentiUna storia per raccontarsi con la fotografia

Una storia per raccontarsi con la fotografia

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MILANO. Si chiama “Una storia intima” il workshop di Salvatore Santoro dove la fotografia diventa mezzo per raccontare una storia o un’esperienza. Il workshop, promosso da The View From Lucania, si terrà il 18, 19 e 20 settembre in alcune abitazioni private localizzate nel quartiere Isola di Milano, a due passi dalla stazione Garibaldi. La scelta privilegia la dimensione intima degli insegnamenti e lo stretto contatto con i docenti.

 

 

Lezioni nell'appartamento

 

IL WORKSHOP descritto da The View From Lucania.

Qualunque sia il soggetto delle vostre foto cercheremo di trovare insieme gli elementi essenziali per avvicinarci il più possibile alla fotografia come “autoritratto”. Questo approccio non è indolore e senza rischi, ma molto stimolante. Proveremo ad andare oltre il documentario distaccato ed oggettivo per muoverci verso una narrazione che contenga il chiaro punto di vista dell’autore. Bisognerà essere pronti a stravolgere buona parte dei concetti tradizionali. Prima dell’inizio del corso vi chiedo di svolgere alcuni compiti a casa e di portare trenta fotografie scattate nell’isolato dove vivete attualmente, altre trenta fotografie scattate nel parco pubblico che frequentate o che avete frequentato abitualmente e altre trenta fotografie scattate in un posto che per qualche motivo ritenete così importante da inserire in questo lavoro. Un altro compito a casa è di ‘editare’ un film prelevandone delle immagini: scattate degli screenshot al film “Il dittatore dello stato libero di Bananas” di Woody Allen.

 

Saluti da Pineta Mare, foto di Salvatore Santoro
Saluti da Pineta Mare, foto di Salvatore Santoro

 

Chi è Salvatore Santoro.

Sono a nato a Caserta nel 1974 e cresciuto in città quando le strade erano posti in cui giocare a pallone e girare con le biciclette. A quattordici anni i miei genitori mi regalarono una Rollei 35mm. La usai davvero poco, avevo altre priorità. Studiai, poco, elettronica e telecomunicazioni e poi un breve ma intensa immersione nella facoltà di Lettere moderne di Napoli. Nel 1996 mi sono trasferito a Bologna e ho iniziato a lavorare: era comodo, poche sorprese. Nel 2006, dopo essere quasi morto, ho cambiato mestiere: ho preferito prendere dei rischi per cercare qualcosa di poco definito, per fare quello che mi pace. Ho iniziato così il mestiere di fotografo. Cominciai a studiare fotografia, buona parte da autodidatta. Ho frequentato qualche corso, un workshop con Gerd Ludwig e Kent Kobersteen e poi un Magnum Masterclass con Alex Majoli. Nel frattempo ho fatto due figlie, un paio di libri e ho aperto un piccolo studio a Bologna. Lavoro a progetti personali ma principalmente sono impegnato a convincere mia moglie che quando passeggio e penso, sto lavorando. Nel 2012 ho pubblicato il libro “Saluti da PINETAMARE”. Nel 2013 ho pubblicato il secondo libro “Verbrannte Erde”.

 

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