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Interno domestico, quando le case si trasformano in gallerie d’arte

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Oggi vi racconto, o almeno ci provo, che cos’è “Interno Domestico”, un libro (edito da Fortino Editions) che ci mette davanti quarant’anni di esposizioni artistiche in luoghi quotidiani. Un libro dove ci vengono narrate impressioni e memorie che scorrono libere in un racconto che sembra la pianta di un appartamento, una sorta di guida per visionare le esposizioni in luoghi insoliti, come case e appartamenti, che pescano da tutt’Italia, Europa, fino ad arrivare in Cina. Perché il filo conduttore di “Interno Domestico” sono, infatti, le mostre fatte negli appartamenti, nelle case, negli angoli domestici, appunto. Allestite dagli artisti in spazi propri o prestati da ‘amici’ di fiducia; spazi intimi e vissuti, capaci di regalare e suscitare nuove emozioni.

 

Interno Domestico
Interno Domestico

 

 

Tutto nasce dalla curiosità di capire le ragioni dell’incontro fra arte e spazi domestici, casalinghi e quotidiani. Le installazioni di arte contemporanea, momentaneamente allestite dagli artisti nelle loro abitazioni private, sono state visitate e catturate e narrate da 10 appassionati che hanno redatto questo libro, approfondendone accuratamente il contesto sociale e di come, il soggetto, da osservatore diventi ospite, intrattenendo un rapporto più intimo e familiare con lo spazio e l’oggetto messo in scena.  Avremo così a che fare con descrizioni minuziose di case ed appartamenti che ci trasportano idealmente in quell’ambiente, permettendoci di volgere lo sguardo e cogliere dettagli, testimonianze  che, data la natura informale e intima dell’arte espressa, rischierebbero di essere dimenticate.

 

Interno Domestico
Interno Domestico

 

Attenzione però, questo libro non è una fredda descrizione di mostre ed esposizioni ma un vero racconto che filtra attraverso le parole e i ricordi di chi le ha visitate. Questo modo di vivere l’arte (che perfino De Chirico nel dopoguerra utilizzava organizzando mostre nel suo appartamento di via Mario dè Fiori a Roma scartando le modaiole gallerie romane) è un approccio conviviale che idealmente sdogana l’arte prendendo le distanze da eventi sempre più glamour ed esclusivi dove viene analizzata in modo sociologico la censura, la ribellione al sistema , il desiderio di indipendenza (che sono anche alcune delle ragioni che motivarono la scelta di allestire mostre in spazi domestici) oltre alla ricerca di nuovi formati culturali, la diffusione di nuove tendenze dell’arte contemporanea, argomentazioni che, aggiunte ad altri fatti, fecero entrare nelle case artisti e spettatori.

 

Interno Domestico
Interno Domestico

 

Inizieremo a capire che l’uomo ama la comodità, la sicurezza e che il fatto di calpestare le decorazioni di un pavimento privato, è un po’ come calpestare l’arte, rendendola la base dei suoi passi. Esporre in uno spazio privato risponde al bisogno di creare un contatto col pubblico, uno stretto legame che scansa l’effetto asettico e sterile di molti, troppi musei che buttano le opere in un freddo nulla che le circonda.

 

Interno Domestico
Interno Domestico

 

Il libro copre un periodo che va dal 1972 al 2013, passando per la prima mostra in abitazioni private che ebbe un enorme successo internazionale: Chambres d’Amis nel 1986, curata da J.Hoet a Gand in Belgio. I testi contengono un’inusuale sintesi di arte e quotidianità, ambientando fatti e scelte nel periodo storico di riferimento, facendo un quadro sociale dell’epoca e analizzando i motivi, anche psicologici, che hanno spinto a compiere tali scelte.

 

Interno Domestico
Mostre in Appartamento 1972-2013

A cura di: Federica Boràgina e Giulia Brivio
Testi di: Federica Boràgina, Giulia Brivio, Viviana Checchia, Mario Cenci, Ermanno Cristini, Lucia Gasparini, Lia Lucchetti, Mattia Pellegrini, Cesare Pietroiusti, Luca Scarabelli.
Pagine: 208

Fortino Editions