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Omar Victor Diop, che racconta la storia africana con l’autoritratto

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Tre serie fotografiche, lo sfondo del continente africano, fra storia e attualità e il genere dell’autoritratto. Tutto questo si trova nel nuovo libro del fotografo senegalese Omar Victor Diop, una coedizione tra la casa editrice indipendente di libri d’arte e cataloghi di mostre 5 Continents Editions e la galleria parigina MAGNIN-A.

Questa è la prima monografia dedicata al fotografo senegalese nato nel 1980 a Dakar, in Senegal, oggi considerato tra gli artisti più promettenti della sua generazione.

A consacrarne il successo anche la recente edizione di Paris Photo nella capitale francese e il Photo Vogue Festival a Milano, che ne ha selezionato alcuni scatti fra gli autori presenti in mostra.

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Jean-Baptiste Belley, 2014 © Omar Victor Diop – Courtesy Galerie MAGNIN-A, Paris

Una visione alternativa della storia

Artista autodidatta, Omar Victor Diop affonda la ricerca fotografica nella propria vicenda personale, ispirandosi alle origini africane e alla storia del continente, ma anche alla tradizione africana della posa in studio – a partire dalle immagini di Seydou Keïta, Mama Casset e Malick Sidibé –, un genere perfettamente padroneggiato e da cui si è progressivamente allontanato.

Con le sue fotografie Diop vuole fornire una visione alternativa della storia, dando risalto a figure e personaggi trascurati dalla narrazione occidentale, reinventandoli e mettendo in discussione punti di vista stereotipati.

Ciò emerge chiaramente dalle tre serie fotografiche, emblematiche dell’evoluzione del suo percorso artistico, raccolte per la prima volta nella monografia: Diaspora, Liberty e Allegoria.

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Thiaroye, 1994, 2016 © Omar Victor Diop – Courtesy Galerie MAGNIN-A, Paris

Dall’autoritratto all’importanza del continente Africano

In Diaspora (2014) Diop sceglie l’arte dell’autoritratto. Il fotografo incarna nelle sue immagini diciotto personalità della diaspora africana dai destini straordinari, ma dimenticate dalla storia dell’Occidente. Vivacizzando le foto con oggetti legati al mondo del calcio ne smorza la carica drammatica. Inoltre, catapulta i suoi personaggi storici nel presente, inserendoli di fatto nel dibattito sull’immigrazione e l’integrazione degli stranieri nella società europea.

Con Liberty (2017) continua la valorizzazione del continente africano e dell’esodo delle sue genti proponendo una lettura universale della storia della protesta del suo popolo.

Giocando su riferimenti visivi e mescolando autoritratti e rappresentazioni, l’artista rivisita gli avvenimenti salienti di questa complessa vicenda. Sono tutti diversi per epoca, luoghi e importanza, ma collegati dalla stessa ricerca di libertà troppo spesso ostacolata.

Allegoria (2021), serie presentata di recente a Paris Photo, inaugura invece un nuovo capitolo del lavoro di Diop. Qui il fotografo si appropria del tema fondamentale dell’ambiente e della sua importanza nel continente africano.

Le sue opere raffigurano l’allegoria di un’umanità preoccupata per una natura che potrebbe diventare solo un ricordo nei manuali di scienze: l’Uomo, abbandonato alla sua dolorosa responsabilità, raccoglie attorno a sé questa Natura ridotta a mera rappresentazione.

Omar Victor Diop copertina libro

Un testo bilingue e con testi critici

Il volume – bilingue francese / inglese – è arricchito da testi di critici e studiosi: la prefazione è a cura di Renée Mussai, curatrice e storica dell’arte, il saggio critico è di Imani Perry, docente di African American Studies alla Princeton University, e l’intervista all’artista è realizzata dal poeta Marvin Adoul.

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El Moro, 2014 © Omar Victor Diop – Courtesy Galerie MAGNIN-A, Paris

Chi è Omar Victor Diop

Omar Victor Diop è nato a Dakar, in Senegal, nel 1980. Appassionato di fotografia sin dalla giovane età, da bambino si è nutrito dei capolavori della letteratura afro-caraibica e di personaggi come quelli della saga di Ségou dell’autrice Maryse Condé, che passano dallo stato di “straniero” a quello di “notabile” in una data società.

Diop vedere questo viaggio come metafora della propria storia personale, in cui si è trovato dalla parte delle minoranze che devono imparare nuovi modelli per potersi adattare in contesti diversi.

Laureato all’École Supérieure de Commerce di Parigi, ha lavorato per la British American Tobacco in Africa. Inoltre, ha terminato una carriera nella comunicazione aziendale per dedicarsi completamente a quella d’artista. Nel 2011 ha ottenuto un grande successo ai Rencontres de Bamako, evento biennale per la fotografia africana.

Diop nel novembre 2021 ha partecipato con le sue fotografie a Paris Photo (Grand Palais Éphémère, Parigi, 11-14 novembre 2021) e al Photo Vogue Festival (BASE Milano, 18-21 novembre 2021).