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It happensForma Meravigli Milano, perché chiude

Forma Meravigli Milano, perché chiude

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Dopo 10 anni di attività, 120 grandi progetti espositivi, diversi corsi, centinaia di eventi e circa 500 mila visitatori, Fondazione Forma per la Fotografia lascia via Meravigli a Milano.

Le attività continueranno ma secondo una nuova “forma”, promette comunque la fondazione. Non mancheranno, quindi, didattica, attività formative, nuovi progetti di comunicazione ma anche proposte espositive, incontri on line e in presenza.

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© Stefano Pavesi/Contrasto

L’addio di Forma nella sede di via Meravigli

“È portentoso quello che succede”, scriveva il 9 marzo 2020 Mariangela Gualtieri nella poesia omonima, diventata un simbolo di questo periodo confuso e difficile. Tra i portenti di questi mesi, nel bene e nel male, c’è anche la ridefinizione degli spazi di vita, di lavoro e di incontro.

Tutto deve essere ripensato, rivisto, riconsiderato. Anche lo spazio di via Meravigli, dove Forma ha promosso incontri, presentazioni di libri, mostre fotografiche, proposto nuovi autori, confermato grandi maestri, dibattuto temi e risorse della fotografia, deve passare al vaglio di cosa si debba e si possa fare ora.

Per questo Forma si prende una pausa da un luogo e un’attività concepiti per essere sempre in presenza proponendo nell’immediato futuro approfondimenti on line, sui social network e in varie piattaforme, sperimentando nuove possibilità di aggregazione senza per questo rinunciare mai alla sua presenza e alle sue varie, molteplici attività.

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© Stefano Pavesi/Contrasto

Forma per la Fotografia: cosa succede adesso

Talk, presentazioni, gruppi di lettura e percorsi di approfondimento continueranno come in passato.

La serie Leggere la fotografia, che ha visto coinvolti in un insieme di incontri critici, fotografi, studiosi per raccontare i loro libri del cuore, tornerà nel 2021 con nuovi appuntamenti sui canali social della Fondazione Forma.

Inoltre gli incontri hanno dato vita a un libro pubblicato da Contrasto. Il primo di una serie: Nuove visioni, con sei approfondimenti di Giovanni Chiaramonte, Claudio Marra, Federica Muzzarelli, Daniela Persico, Ferdinando Scianna e Michele Smargiassi sui grandi titoli della fotografia.

Nuovi incontri

Nel mese di gennaio partirà inoltre una nuova serie di incontri, progettata e animata da Simona Ghizzoni. Si tratterà di una serie dedicata all’autobiografia per immagini. Un dialogo tra Simona e le sue colleghe fotografe, sui temi dedicati all’identità e alla rappresentazione affioreranno con una nuova, forte evidenza. Quella del nostro tempo.

Workshop, corsi online, mostre

L’attività didattica riprende con corsi, workshop e incontri. Mentre la valorizzazione degli archivi della fotografia (dai fondi Berengo Gardin e Branzi) ripartirà con nuovi impulsi e nuove prospettive, il lavoro intorno alle grandi mostre fotografiche continua con l’elaborazione di contenuti didattici e di comunicazione per diverse mostre. Un esempio? Prima, donna. Margaret Bourke-White fotografa, attualmente al Palazzo Reale di Milano o Radici di Josef Koudelka, da gennaio 2021 al Museo dell’Ara Pacis di Roma, e Amazzonia di Sebastião Salgado, da giugno 2021 al Museo MAXXI di Roma.

La biblioteca dell’immagine

Tra i progetti su cui Forma rinnova il suo impegno c’è anche il grande lavoro per la realizzazione della Biblioteca dell’immagine. Si tratta di un’ampia selezione di libri dedicati esclusivamente alla fotografia e che coinvolge anche un lavoro di mappatura fotografica e riconoscimento del patrimonio fotografico della città di Milano.

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