Piergiorgio Branzi, addio al fotografo giornalista che ha immortalato il mondo

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È scomparso all’età di 93 anni il fotografo Piergiorgio Branzi.

Nato a Signa, Firenze, nel 1928, ha iniziato la sua attività di fotografo nei primi anni ’50. Un periodo in cui ha conosciuto Vincenzo Balocchi, uno dei membri del gruppo La Bussola, un’associazione di fotografi creata nel 1947 con l’obiettivo di promuovere la fotografia come arte dal punto di vista professionale e non solo documentario.

La sua prima esposizione risale al maggio del 1953 nella “Mostra della Fotografia Italiana” alla Galleria della Vigna Nuova a Firenze. Sempre in quell’anno, ma in autunno, la sua dedizione al mondo fotografico si fa sempre più forte e partecipa alle principali esposizioni italiane e vincendo numerosi concorsi tra il 1955 e il 1957.

Nella sua vita ha intrapreso lunghi viaggi in motocicletta e in auto viaggiando tra l’Italia e la Spagna. Viaggi che lui stesso ha documentato con la macchina fotografica raccontando la vita quotidiana dei Paesi che attraversa, rielaborando in modo originale la lezione di Henri Cartier-Bresson.

Dopo una collaborazione con Il Mondo di Mario Pannunzio, nel 1960 viene assunto alla Rai e intraprende la carriera di giornalista. Come inviato – e su incarico di Enzo Biagi – Piergiorgio Branzi si è trasferito a Mosca per circa 5 anni diventando il primo corrispondente occidentale nella Russia di oltrecortina mentre dal 1966 al 1969 è stato corrispondente da Parigi. Nel 1969, invece, fa ritornao in Italia, a Roma, come commentatore del telegiornale.

Ovviamente l’impegno giornalistico ha rallentato la sua produzione fotografica ma le sue fotografie sono state esposte in numerose mostre dedicate alla fotografia italiana del Novecento, di cui è considerato uno degli indiscussi maestri.

Il suo archivio e il suo lavoro sono gestiti in esclusiva da Fondazione Forma per la Fotografia e le sue fotografie – insieme a tanti colleghi fotografi – sono state esposte in occasione della mostra in onore degli 8 anni della Fondazione. Nel 2016 ha ricevuto anche la menzione d’onore al Premio Bastianelli con il libro Il giro dell’occhio, edito da Contrasto.

Fondazione Forma per la Fotografia e Contrasto hanno ricordato la sua scomparsa nelle parole di Roberto Koch, fondatore della casa editrice e presidente di Forma.

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