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Merisio e l’Italia in bianco e nero

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AOSTA. Fino al 29 settembre al centro Saint-Bénin saranno esposte le opere di Pepi Merisio, considerato uno dei principali fotografi italiani contemporanei. La mostra è curata da Raffaella Ferrari e Daria Jorioz: entrambi vogliono offrire un approfondimento sulla cultura fotografica in Italia nel secondo Novecento, presentando al pubblico cinquanta fotografie, per la maggior parte in bianco e nero, aventi come tema il gioco.

 

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Oltre cento vintage per raccontare il percorso artistico di uno dei testimoni più rappresentativi del dopoguerra italiano. Con il suo modo personalissimo di fotografare, Pepi Merisio è entrato nella storia del reportage italiano indicando una strada da seguire per tutta una generazione di giovani creativi e di fotoreporter.

 

 

 

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Nato a Caravaggio, in provincia di Bergamo, nel 1931, Merisio è già apprezzato fotografo dalla metà degli anni Cinquanta per le collaborazioni con il Touring Club italiano e con i periodici Camera, Stern e Paris Match, Merisio diventa fotografo professionista nel 1962 e inizia la collaborazione con Epoca, allora la più importante rivista per immagini italiana. Per Epoca nel 1964 pubblica il reportage Una giornata col Papa, dedicato a Paolo VI.

 

Il fotografo ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti in Italia e all’estero, tra i quali nel 1963 a New York il New talent of Popular photography. È stato nominato nel 1988 Maestro della Fotografia Italiana dalla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e nel 1989, con Fulvio Roiter e Gianni Berengo Gardin, ha rappresentato l’Italia nel volume commemorativo dei 75 anni della casa fotografica Leica.

 

Per informazioni:

Centro Saint-Bénin

Tel.0165.272687