Il doppio gioco di Giovanni Gastel e Toni Thorimbert

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ROMA. Per l’uno la fotografia è eterna staticità, creatrice di icone, fotogrammi irreali e magici. Per l’altro la fotografia è musa che trasforma in immagini il mondo interiore. Sono pensieri, questi, di Giovanni Gastel e Toni Thorimbert entrambi ospiti, con le loro opere, alla galleria del Cembalo.

 

Toni Thorimbert Portogallo, 1994
Toni Thorimbert Portogallo, 1994

 

In esposizione 52 lavori di due importanti interpreti della fotografia italiana contemporanea. L’esposizione, dal titolo “Doppio gioco”, rimarrà aperta al pubblico dal 24 gennaio al 15 marzo, in concomitanza con le manifestazioni romane dell’alta moda. Gastel e Thorimbert rappresentano sicuramente due personalità diverse, per esperienze vissute e per visione della fotografia, accomunate però dal rigore, dalla passione, dal rispetto reciproco, dall’amicizia, dalla generazione di appartenenza.

 

Giovanni Gastel VOGUE ESPANA (Lynne), 1990
Giovanni Gastel VOGUE ESPANA (Lynne), 1990

 

Così scrive Giovanna Calvenzi nel testo introduttivo alla mostra: “Doppio gioco”, un aggettivo e un sostantivo. Analizzati separatamente hanno significati precisi, insieme l’analisi diventa meno certa, quasi ambigua. Allude, in prima istanza, a un possibile, intenzionale inganno oppure, in un’accezione più allargata, a un gioco che si pratica in due. Entrambe le soluzioni si applicano perfettamente a quanto hanno fatto Giovanni Gastel e Toni Thorimbert nel realizzare la proposta visiva di questa mostra. Hanno giocato in due, da lontano, riflettendo sui reciproci archivi e sulle esperienze fotografiche praticate e coltivate nel tempo. Segretamente hanno davvero realizzato un doppio gioco quando hanno usato i territori della moda per esercizi creativi che avevano la loro matrice in altri ambiti. Esplicitamente hanno preso a prestito, mescolato, linguaggi e grammatiche, hanno declinato in modo improprio e inappropriato la sintassi dei generi. Hanno usato rimandi, contaminazioni, ironia, ammiccamenti. Si sono tenuti spesso ai margini del consentito, contaminando il possibile con l’impossibile, il buono con il cattivo gusto, il classicismo con i barocchismi. In un esercizio che prevede che i margini non siano limiti estremi bensì punti di partenza, inizio di un nuovo processo creativo, hanno voluto e saputo trasformare il lavoro in gioco. In un doppio, condiviso gioco”.

 

Toni Thorimbert Ritratto di Giovanni Gastel, 1985
Toni Thorimbert Ritratto di Giovanni Gastel, 1985

 

Giovanni Gastel nasce a Milano il 27 dicembre 1955, da Giuseppe Gastel e Ida Visconti di Modrone, l’ultimo di sette figli. Negli anni Settanta, avviene il suo primo contatto con la fotografia. Da quel momento, ha inizio un lungo periodo di apprendistato, mentre un’occasione importante gli viene offerta nel 1975-76, quando inizia a lavorare per la casa d’aste Christie’s. La svolta avviene nel 1981 quando incontra Carla Ghiglieri, che diventa sua agente e lo avvicina al mondo della moda. Dopo la comparsa dei suoi primi still-life sulla rivista Annabella, nel 1982, inizia a collaborare con Vogue Italia e poi, grazie all’incontro con Flavio Lucchini, direttore di Edimoda, e con Gisella Borioli, alle riviste Mondo Uomo e Donna. Il suo impegno attivo nel mondo della fotografia lo avvicina anche all’Associazione Fotografi Italiani Professionisti, di cui è stato presidente dal 1996 al 1998. La consacrazione artistica avviene nel 1997, quando la Triennale di Milano gli dedica una mostra personale, curata dallo storico d’arte contemporanea Germano Celant. Il successo professionale si consolida nel decennio successivo, tanto che il suo nome appare nelle riviste specializzate insieme a quello di fotografi italiani quali Oliviero Toscani, Gian Paolo Barbieri, Ferdinando Scianna, o affiancato a quelli di Helmut Newton, Richard Avedon, Annie Leibovitz, Mario Testino e Juergen Teller. Nel 2002, nell’ambito della manifestazione La Kore Oscar della Moda, ha ricevuto l’Oscar per la Fotografia. Attualmente è presidente dell’Associazione Fotografi Italiani Professionisti e membro permanente del Museo Polaroid di Chicago.

 

Toni Thorimbert ritratto da Giovanni Gastel, 1987
Toni Thorimbert ritratto da Giovanni Gastel, 1987

 

Toni Thorimbert (Losanna, 1957) inizia a fotografare giovanissimo, documentando le tensioni sociali e politiche degli anni Settanta. Negli anni Ottanta, la sua stretta collaborazione a periodici come Max, Sette e Amica, è fondamentale per definire il nuovo standard visivo dell’epoca. Reporter, ritrattista, fotografo di moda, capace di reinventare continuamente il suo rapporto con la fotografia e spesso in anticipo su tempi e tendenze, è docente in vari workshop sul linguaggio fotografico ed è stato il curatore critico della mostra Immagini dal mondo interno, una collettiva sul tema dei sentimenti e delle relazioni umane in cui undici fotografi europei hanno usato la fotografia come parte attiva nel processo di autoanalisi e coscienza di sé. La mostra è stata uno degli eventi dei Rencontres Internationales de Photographie D’Arles 1998. Sulle stesse tematiche è uscito, nel 2000, edito da Baldini&Castoldi, il volume Transfert, un’antologia dedicata al lavoro più personale dell’artista. Da allora si sono succedute le sue collaborazioni con riviste internazionali come Details, Mademoiselle, Wallpaper, e italiane, da GQ a Rolling Stone, Sportweek, Io Donna, Style, nonché la realizzazione di prestigiose campagne pubblicitarie. Nel 2006 Nepente Editore ha pubblicato Carta Stampata, un prestigioso volume che raccoglie trent’anni di fotografie di moda e di ritratto, mentre nel 2012, è uscito Tabularasa, un libro sulla vita di Vasco Rossi realizzato con Efrem Raimondi, edito da Mondadori. Il suo lavoro è stato oggetto di numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Sue fotografie sono state acquisite d!alla Collezione Fotografica della Città di Parigi e da vari altri musei e istituzioni in Italia e altrove.

 

Info: www.galleriadelcembalo.it

 

 

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