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grandi fotografiAlberto Bianchi. The Valley tales a Sondrio

Alberto Bianchi. The Valley tales a Sondrio

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SONDRIO. Doppia sede per la mostra “Alberto Bianchi. The Valley tales” che dal 21 maggio al 5 settembre sarà allestita, a Sondrio, alla Galleria del Credito Valtellinese e al MVSA, in Palazzo Sassi de’ Lavizzari.

 

Alberto Bianchi: Il lago visto dalla Berlinghera 2008
Alberto Bianchi: Il lago visto dalla Berlinghera 2008

 

Alberto Bianchi – affermano Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra, che della mostra sono i curatori – è artista di culto per chi ama la segreta potenza della montagna catturata, attraverso dettagli e riflessi, dalla scabra perfezione del bianco e nero, magistralmente usato”.
 Il richiamo, non a caso, è al fotografo-paesaggista americano Ansel Adams per gusto e tecnica. Non certo per soggetto, poiché la scelta di Bianchi è quella di strappare immagini alla sua (è nato e vive a Morbegno) Valtellina. Percorsa e ripercorsa quotidianamente, oggi con in mano una Nikon D700 e prima con una vecchia Hasselbald, per fermare attimi, per trasformare fluidi in lame di luce. Soprattutto per trasporre emozioni: “Felicità, afferma Bianchi, è anche saper gioire immersi nella natura, al suono del vento, al mormorio dell’acqua che scorre inesorabilmente a valle e alla onnipresente benedizione della luce…”.

 

Alberto Bianchi: Luna calante in Val Masino, 2012
Alberto Bianchi: Luna calante in Val Masino, 2012

 

Con la fotografia in bianco nero, ha affermato, mi sforzo di catturare e di fissare su negativo le sensazioni che in quel preciso momento provo osservando un soggetto, uno scorcio panoramico o un particolare della natura”. 
“Da non trascurare – aggiunge – è la possibilità offerta dal bianconero di seguire personalmente tutte le fasi del procedimento sino alla stampa finale e di sfruttarle per comunicare la propria visione, le proprie emozioni”. Un bianco e nero che mutua anche il colore. “Un fotografo esperto in bianco e nero – ha infatti dichiarato Bianchi, conosce anche l’importanza del colore”. E’ proprio questa conoscenza che lo porta ad utilizzare i filtri giusti in ripresa per ottenere la voluta differenziazione dei grigi e la scala tonale più estesa possibile.
 Emozioni e tecnica raffinata, quindi, per scarnificare la sua terra ricavandone immagini che scavano l’anima perché racconti di una precisa realtà e allo stesso tempo archetipi universali. Siano immagini di ruscelli e cascate, di pietre, stecchi o nuvole, fiumi, gli alberi e le nebbie della bassa Valtellina.

 

Alberto Bianchi: Cascatella con ghiaccio n3, 2009
Alberto Bianchi: Cascatella con ghiaccio n3, 2009

 

Queste immagini gli hanno portato riconoscimenti internazionali: per ben tre volte infatti, nel 2007, 2008 e 2010, sono state pubblicate su Black &White Special Issue, ovvero il numero speciale dedicato al Portfolio Contest Awards di B&W.

 

Alberto Bianchi: Fluid water, 2010
Alberto Bianchi: Fluid water, 2010

 

La mostra che il Credito Valtellinese riunisce, per la prima volta, il meglio del meglio di Bianchi, una selezione molto attenta di un archivio che rappresenta una vita di ricerca. La selezione delle immagini l’ha seguita l’autore stesso con i curatori. Un catalogo con un saggio di Roberto Mutti completa il progetto espositivo e decreta la nascita “pubblica” di un vero artista.

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