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Vive la Liberté. La Battaglia di Normandia in mostra a Milano

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MILANO. Nel settantesimo dello sbarco in Normandia delle truppe alleate e della liberazione di Parigi (in anteprima per l’Italia e nell’ambito di Photofestival) a La Casa di Vetro si inaugura il 17 maggio la mostra “Vive la Liberté. La Battaglia di Normandia: dal D-Day alla liberazione di Parigi nelle immagini di Rue des Archives – Tips Images”. Aperta fino al 28 giugno, curata da Alessandro Luigi Perna per il progetto History & Photography 2014 e prodotta da EFF&CI – Facciamo Cose, l’esposizione è composta di 54 foto che raccontano il D-Day, l’avanzata degli Alleati verso Parigi da Nord e da Sud, la battaglia nelle strade della capitale francese tra le truppe naziste e i partigiani francesi, e infine la liberazione della città.

il colonnello Francese Zeller, uno dei leader dell’ORA, l’Organizzazione per la Resistenza dell’Esercito francese, Francia, 1944. Rue des Archives / Tips Images
il colonnello Francese Zeller, uno dei leader dell’ORA, l’Organizzazione per la Resistenza dell’Esercito francese, Francia, 1944. Rue des Archives / Tips Images

Tra le immagini, di fotografi per lo più sconosciuti, ci sono quelle dell’insurrezione nella Capitale dei fratelli Seeberger, autori che hanno fatto la storia della fotografia francese, soprattutto di moda, nel secondo dopoguerra. A proporre i loro scatti, insieme alle altre foto, sono gli archivi francesi di Rue des Archives, distribuiti in Italia in esclusiva da Tips Images, agenzia milanese che fa della fotografia storica proveniente dagli archivi internazionali privati e pubblici uno dei suoi punti di forza con oltre un milione di foto d’epoca on-line sul suo sito (www.tipsimages.it). 

barricata a Parigi organizzata dalla Resistenza francese, Francia, 23 agosto 1944; Rue des Archives / Tips Images
barricata a Parigi organizzata dalla Resistenza francese, Francia, 23 agosto 1944; Rue des Archives / Tips Images

LA MOSTRA. La fotografia di reportage e in particolare di guerra ha già raggiunto la piena maturità artistica con il primo conflitto mondiale. A mancare, e succederà ancora a lungo, sono i nomi dei suoi autori. All’epoca infatti non usava firmare le foto, che venivano cedute ai quotidiani senza alcune limite di sfruttamento editoriale. A partire dagli anni ‘30, cioè dalla Guerra Civile Spagnola, l’autore diventa invece una nota essenziale, anche se non obbligatoria, della didascalia. Il primo principe riconosciuto della fotografia di guerra è Robert Capa, ricordato in tutto il mondo anche per le immagini che scattò nell’inferno normanno di Omaha Beach, dove la fanteria americana venne inchiodata dal fuoco nemico al suo arrivo sulla spiaggia. Nella mostra non ci sono le sue immagini famose, ma quelle di molti altri fotografi rimasti sconosciuti, inquadrati nelle forze alleate o inviati di giornali e agenzie, che, come lui, documentarono il D-Day, l’avanzata americana, la liberazione delle città francesi e la battaglia di Parigi.

due partigiani si ritrovano nella piazza dell’Hotel de la Ville subito dopo la fine degli ultimi combattimenti per la liberazione di Parigi, Francia, 23 agosto 1944, foto dei fratelli Seeberger Rue des Archives / Tips Images
due partigiani si ritrovano nella piazza dell’Hotel de la Ville subito dopo la fine degli ultimi combattimenti per la liberazione di Parigi, Francia, 23 agosto 1944, foto dei fratelli Seeberger
Rue des Archives / Tips Images

Ai fotografi al seguito delle truppe alleate si aggiungevano poi i fotografi francesi, di cui si sa molto poco, che ripresero gli scontri tra partigiani e tedeschi nelle strade e le vendette sui collaborazionisti – gli uomini picchiati, imprigionati o giustiziati direttamente, le donne rasate a zero in piazza ed esposte al ludibrio e alla violenza della folla. Non tutti i fotografi francesi che documentarono la liberazione del paese erano però senza nome: a fotografare l’insurrezione di Parigi c’erano anche i fratelli Seeberger, che diventeranno famosi nel dopoguerra per le loro fotografie di moda. È del prezioso e pericoloso lavoro di tutti loro, sconosciuti o illustri, sempre condotto in prima linea e mai abbastanza celebrato, che la mostra si compone in un percorso narrativo che cerca di raccontare nello stesso tempo la storia della Battaglia di Normandia, l’atmosfera drammatica di cui furono testimoni gli autori delle fotografie e le suggestioni iconografiche dell’epoca.

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