Alla galleria Carla Sozzani l’omaggio a Bettina, icona della moda francese anni Quaranta

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MILANO. Icona indiscussa, modella fra le più celebrate e ricercate da stilisti e fotografi degli anni Quaranta e Cinquanta, Bettina è un emblema della moda francese. Musa di Jacques Fath, è testimone privilegiata degli anni folgoranti che attraversano la moda a Parigi: da Jacques Costet a Lucien Lelong, da Hubert de Givenchy a Christian Dior fino a Coco Chanel. Ed è a lei che la galleria milanese Carla Sozzani dedica una mostra che rimarrà esposta nei locali di Corso Como 10, dal 17 settembre al 2 novembre.

 

Bettina davanti alla vetrina di Van Cleef & Arpelf Place Vendome, Parigi 1953 © Jean-Philippe Charbonnier
Bettina davanti alla vetrina di Van Cleef & Arpelf Place Vendome, Parigi 1953 © Jean-Philippe Charbonnier

 

Nata nel 1925 e cresciuta in Normandia, Bettina sognava di diventare disegnatrice di moda e nel 1944 si trasferisce a Parigi, dove incontra Jacques Costet, giovane stilista che aveva appena aperto un piccolo atelier per presentare alcuni suoi bozzetti. Costet, affascinato dalla sua bellezza, termina l’incontro chiedendole di indossare un suo abito. Inizia da quel momento una straordinaria carriera di musa e modella: “guanti, cappelli, veli – era quell’epoca: mi piaceva posare, era un istinto e un piacere” (Fashion memoir, Thames and Hudson,1998). Dopo Costet, Bettina lavora per un breve periodo con Lucien Lelong e nel 1947 si lega a Jacques Fath diventando la sua musa. Ammirato da Bettina, Fath disegna una collezione di abiti che “solo lei può indossare con naturalezza ed eleganza”, creando un nuovo stile. Nasce così il fenomeno “Bettina “ e il suo nome diventa sinonimo di modernità e stile.

 

Bettina, verso 1947-48
Bettina, verso 1947-48

 

Contesa dalle più importanti riviste di moda, è in breve tempo “la francese più fotografata di Francia”(Paris Match). Per strada, sulla spiaggia, nelle dimore più lussuose, tra i quadri di un atelier, nella semplice cornice di un fondale bianco, i più affermati fotografi realizzano immagini che hanno fatto la storia della fotografia di moda.

Nel 1952 incontra Hubert de Givenchy e lo aiuta ad aprire la sua maison nel doppio ruolo di modella e responsabile delle relazioni pubbliche. Givenchy le dedica la blusa “Bettina” immortalata dal famoso disegno di René Gruau. In questi anni viaggia molto in Europa ma anche negli Stati Uniti, Brasile, Argentina e stringe amicizia con intellettuali, attori, registi e scrittori: Georges Simenon, Jean Genet, Jacques Prévert, Greta Garbo, Elizabeth Taylor, Gregory Peck, the Bogarts, Ava Gardner, John Huston, Irving Shaw, Charlie Chaplin, Truman Capote and Gary Cooper. Continua a posare per le riviste di moda con abiti di Christian Dior, Madame Grès, Balenciaga, Balmain e raggiunge l’apice della carriera nel 1955, anno in cui decide di allontanarsi dalla scena della moda.

 

Bettina, Parigi 1951. Henri Cartier-Bresson © Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos
Bettina, Parigi 1951. Henri Cartier-Bresson © Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos

 

Nonostante il suo ritiro, Bettina continua a lavorare nella moda, nel 1963 è “ambasciatrice di charme” della rivista Elle, per essere fotografata con “gli abiti più belli di Parigi” in Africa, dalla Valle dei Templi, al deserto del Sinai, alle falde del Kilimangiaro. Nel 1967 torna a sfilare per la collezione di Coco Chanel a lei ispirata, in seguito è direttrice couture per Emanuel Ungaro e responsabile relazioni pubbliche per Valentino. Nel 2010 è nominata Chevalier des Artres et des Lettres dall’allora ministro francese Frédéric Mitterrand. Bettina ama la moda, la segue e la precede, la sua figura e personalità è ancora oggi presente e influente fra gli stilisti e i fotografi contemporanei: Azzedine Alaia, Yohji Yamomoto, Pierre et Gilles, Mario Testino.

 

Bettina con due modelle, Vogue Francia, settembre 1949, Robert Doisneau © Robert Doisneau / Gamma Rapho
Bettina con due modelle, Vogue Francia, settembre 1949, Robert Doisneau © Robert Doisneau / Gamma Rapho

 

La mostra ripercorre la sua carriera attraverso oltre cento immagini firmate dai più grandi fotografi di quegli anni: Erwin Blumenfeld, Henri Cartier-Bresson, Jean-Philippe Charbonnier, Jean Chevalier, Henry Clarke, Robert Doisneau, Martin Dutkovitch, Nat Farbman, Milton Green, Gordon Parks, Irving Penn, Willy Rizzo, Emile Savitry, Maurice Zalewski.

Il catalogo Bettina, edito da Carla Sozzani Editore accompagna l’esposizione dal 16 settembre al 2 novembre 2014 alla Galleria Carla Sozzani.

 Infowww.galleriacarlasozzani.org 

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