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Roma e la Grande Guerra al Museo di Roma

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ROMA. La città di Roma, dal 1870 capitale del regno d’Italia, anche se lontana dal teatro degli scontri, affrontò da protagonista gli anni della Grande guerra. Ne sono testimonianza le 35 immagini provenienti dai fondi dell’Archivio Fotografico del Museo di Roma e ora ospitate nella Sala della Fotografia, al secondo piano del Museo, riallestita in occasione del centenario dell’ingresso dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale. Una piccola ma preziosa esposizione dal titolo “Roma e la Grande Guerra. 1915 – 1918” e promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, è curata da Anita Margiotta e Maria Elisa Tittoni.

 

Carlo Tenerani, Passaggio del corteo di Edoardo VII in via Nazionale in occasione della sua visita a Roma, 27 aprile 1903
Carlo Tenerani, Passaggio del corteo di Edoardo VII in via Nazionale in occasione della sua visita a Roma, 27 aprile 1903

 

In mostra una serie di fotografie che raccontano uno spaccato storico e sociale del tempo come l’incontro fra Guglielmo II e Leone XIII in Vaticano (foto di Giuseppe Primoli), del passaggio del corteo in via Nazionale in occasione della visita a Roma di Edoardo VII d’Inghilterra (foto di Carlo Tenerani) o ancora foto della visita dell’Imperatore Guglielmo II al Quirinale di Henri Le Lieure De L’Aubepin, fotografo prediletto della corte sabauda e dell’aristocrazia piemontese mentre alcune immagini della Fotografia Molinari registrano l’arrivo di Gabriele D’Annunzio a Roma e l’attesa per il suo discorso in Campidoglio, nel maggio 1915, in favore dell’entrata in guerra.

Arricchisce la piccola esposizione una carrellata di ritratti dei protagonisti di quegli anni: dai reali d’Italia a papa Benedetto XV, fermo oppositore del conflitto, al presidente del Consiglio Antonio Salandra e al ministro degli esteri Sidney Sonnino, favorevoli all’entrata in guerra a fianco della Francia e dell’Inghilterra, che avvenne ufficialmente il 24 maggio 1915. Accanto a queste, altre immagini documentano la vasta adesione interventista con le grandi manifestazioni di piazza di Spagna e piazza del Quirinale.

 

Giovan Battista Sciutto, Gabriele D’Annunzio, 1910 circa
Giovan Battista Sciutto,
Gabriele D’Annunzio, 1910 circa

 

Nella vetrina al centro della sala, inoltre, è esposta una preziosa testimonianza sulla difficile vita al fronte e sulle operazioni militari. Sono alcune rare fotografie dal fronte alpino, tratte da due album provenienti da una collezione privata, fonte diretta di tre reduci romani che parteciparono al conflitto: i fratelli Emilio e Mario Giglioli, militari di carriera, e l’archeologo Giulio Quirino Giglioli, volontario. Qui, le vicende familiari si intrecciano con il racconto della storia d’Italia, dai primi del novecento fino agli anni della seconda guerra mondiale. Per le foto sulla Grande Guerra, Emilio Giglioli utilizza il materiale fotografico proveniente da varie fonti sia ufficiali che private, per quelle di carattere prevalentemente topografico si avvale, quasi sicuramente, della documentazione prodotta all’epoca dall’Istituto Geografico Militare. Interessante, l’individuazione manoscritta e precisa delle cime sulle quali si attestava il fronte alpino italiano e austriaco, in particolare nelle zone del Col di Lana, del Sas, de Stria. I fotografi operavano nelle sezioni fotografiche del Comando supremo e dalle lastre ricavavano i positivi su carta che, opportunamente collegati, andavano a formare i panorami dei diversi fronti di guerra.

 

Ernesto Richter, Palazzo Venezia allora sede dell’Ambasciata dell’Impero austro ungarico a Roma, 1900 circa
Ernesto Richter,
Palazzo Venezia allora sede dell’Ambasciata dell’Impero austro ungarico a Roma, 1900 circa

 

Particolarmente suggestiva la foto che ricorda l’esplosione della cima del Col di Lana, minata dagli italiani nell’aprile 1916. Di grande interesse la panoramica delle Alpi di Fassa dove passava la linea del fronte e si trovava la lunga teoria di trincee per combattere l’estenuante guerra di posizione. Altro punto strategico per i combattimenti fra l’Italia e l’Austria era costituito dal costone di Bocche, cardine della difesa austriaca, a più riprese attaccato dalla brigata Tevere a partire dal luglio del 1916. Infine le fotografie relative a Ca’ Cornaro, nel comune di Romano d’Ezzelino, sono state riprese durante le battaglie condotte sul versante occidentale del monte Grappa e culminate nel 1918.

Al termine della guerra, fra le più cruente conosciute fino ad allora dall’umanità, il sentito e doveroso omaggio ai tanti soldati caduti e non identificati sui campi di battaglia, è testimoniato dalle immagini dell’inaugurazione del monumento a Vittorio Emanuele II in piazza Venezia. Qui viene tumulato, il 4 novembre del 1921, il feretro del Milite ignoto, proveniente da Aquileia dopo un lungo viaggio in treno. Una foto ritrae, fra gli intervenuti alla cerimonia, il re Vittorio Emanuele III, il presidente del Consiglio dei Ministri Ivanoe Bonomi e il duca D’Aosta, eroe della prima guerra mondiale.

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