MONZA. Sarà Vivian Maier ad aprire la stagione autunnale della fotografia all’Arengario di Monza. Con la mostra dal titolo “Vivian Maier. Nelle sue mani”, un progetto a cura di Anne Morin, l’Arengario ospiterà una delle massime esponenti della “street photography” dall’8 ottobre 2016 all’8 gennaio 2017.

 

1958 30x40cm © Vivian Maier / John Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, NY
1958
30x40cm
© Vivian Maier / John Maloof Collection, Courtesy
Howard Greenberg Gallery, NY

 

Nata a New York nel 1926 da madre francese e padre austriaco, Vivian Maier trascorre la maggior parte della sua giovinezza in Francia, dove comincia a scattare le prime fotografie utilizzando una modesta Kodak Brownie. Nel 1951 torna a vivere negli Stati Uniti e inizia a lavorare come tata per diverse famiglie. Una professione che manterrà per tutta la vita e che, a causa dell’instabilità economica e abitativa, condizionerà alcune scelte importanti della sua produzione fotografica.

 

 

Fotografa per vocazione, Vivian Maier non esce mai di casa senza la macchina fotografica al collo e scatta compulsivamente con la sua Rolleiflex accumulando una quantità di rullini così grande che non riuscirà nemmeno a svilupparli tutti.

Tra la fine degli anni Novanta e i primi anni del nuovo millennio, cercando di sopravvivere, senza fissa dimora e in gravi difficoltà economiche, Vivian vede i suoi negativi andare all’asta a causa di un mancato pagamento alla compagnia dove li aveva immagazzinati. Parte del materiale viene acquistato nel 2007 da John Maloof, un agente immobiliare, che, affascinato da questa misteriosa fotografa, inizia a cercare i suoi lavori dando vita ad un archivio di oltre 120.000 negativi. Un vero e proprio tesoro che ha permesso al grande pubblico di scoprire in seguito l’affascinante vicenda della bambinaia-fotografa.

 

 

 

 

La mostra nasce dal desiderio di rendere omaggio a questa straordinaria artista che mentre era in vita ha realizzato un numero impressionante di fotografie senza farle mai vedere a nessuno, come se volesse conservarle gelosamente per se’ stessa.

Attraverso un racconto per immagini composto da oltre cento fotografie – in maggior parte mai esposte prima in Italia – in bianco e nero e a colori, oltre che da pellicole e negativi, il percorso espositivo descrive Vivian Maier da vicino, lasciando che siano le opere stesse a sottolineare gli aspetti più intimi e personali della sua produzione.

 

New York, July 27th, 1954 40x50cm © Vivian Maier / John Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, NY
New York, July 27th, 1954
40x50cm
© Vivian Maier / John Maloof Collection, Courtesy
Howard Greenberg Gallery, NY

 

Con uno spirito curioso e una particolare attenzione ai dettagli, Vivian ritrae le strade di New York e Chicago, i suoi abitanti, i bambini, gli animali, gli oggetti abbandonati, i graffiti, i giornali e tutto ciò che le scorre davanti agli occhi. Il suo lavoro mostra il bisogno di salvare la “realtà” delle cose trovate nei bidoni della spazzatura o buttate sul marciapiede. Pur lavorando nei quartieri borghesi, dai suoi scatti emerge un certo fascino verso ciò che è lasciato da parte, essere umano o no, e un’affinità emotiva nei confronti di chi lotta per rimanere a galla.

 

In mostra non mancano i celebri autoritratti in cui il suo sguardo severo riflette negli specchi, nelle vetrine e la sua lunga ombra invade l’obiettivo quasi come se volesse finalmente presentarsi al pubblico che non ha mai voluto o potuto incontrare.

 

Self-portrait, Chicago area, undated © Vivian Maier / John Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, NY
Self-portrait, Chicago area, undated
© Vivian Maier / John Maloof Collection, Courtesy
Howard Greenberg Gallery, NY

 

 

Vivian Maier. Nelle sue mani

Dove: Arengario di Monza, Piazza Roma, Monza

Quando: dall’8 ottobre 2016 all’ 8 gennaio 2017

Orari: da martedì a venerdì: 10.00-13.00 / 14.00-19.00. Sabato, domenica e festivi: 10.00-20.00. Lunedì chiuso.

Ingresso: Intero: 9,00 euro; Ridotto: 7,00 euro

Info: www.arengariomonzafoto.com

La mostra è prodotta e organizzata da ViDi in collaborazione con il Comune di Monza, diChroma photography, John Maloof Collection, Howard Greenberg Gallery di New York e realizzato con la consulenza scientifica di Piero Pozzi.