Guia Besana, Silvia Camporesi, Anna Di Prospero, Simona Ghizzoni, Moira Ricci. Sono queste le fotografe con cui Concita De Gregorio ha chiaccherato e da cui è nato il libro ‘Chi sono io? Autoritratti, identità, reputazione‘ (Contrasto edizioni).

E sono queste le fotografe che esporranno, dal 2 dicembre 2018 al 3 febbraio 2019, alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia per un’omonima mostra curata da Maria Livia Brunelli, di MLB Maria Livia Brunelli home gallery.

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Central Park #1, 2015, Stampa inkjet fine art, 100×67 cm, edizione di 6 + 2 PA © Anna Di Prospero;

In mostra una cinquantina di fotografie di cinque affermate fotografe italiane, con cui Concita De Gregorio ha a lungo conversato per il suo libro e che si muovono non solo nel campo dell’auto-rappresentazione.

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Condition #4 from series UNDER PRESSURE © Guia Besana

“Nel cammino di studio, ricerca, selezione della fantastica galleria di autoritratti femminili, dalla fine dell’Ottocento alle giovani artiste che pubblicano oggi i loro lavori sui blog, mi sono fermata a parlare con cinque fotografe, a lungo. A tutte – Guia Besana, Silvia Camporesi, Anna Di Prospero, Simona Ghizzoni, Moira Ricci – ho chiesto delle loro fotografie; hanno risposto raccontandomi la loro storia: la famiglia, la madre, l’infanzia, la solitudine e la paura, il corpo, il sesso, i figli. Il tempo, l’ossessione del tempo: assenza, presenza. Pieno e vuoto. Cercarsi, mancarsi. Incontrare, incontrarsi. L’autoritratto è la medicina al male di vivere. Il consenso è accidentale, irrilevante. Questo lavoro è iniziato così”. Concita de Gregorio

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Studio per Ofelia, 2004 c-print cm 70×100 © Silvia Camporesi


Ritratti, foto surreali e famigliari


Ogni artista ha voluto esporre non solo alcune foto contenute nel libro di Concita De Gregorio sul tema dell’autoritratto, ma anche opere più recenti, o addirittura inedite.

Si va dalle fotografie surreali e narrative sui temi dell’identità e della maternità di Guia Besana, ai primi autoritratti, accostati alle immagini piene di fascino di luoghi abbandonati, di Silvia Camporesi, fino alla nota serie degli affetti familiari e delle fotografie scattate nelle case abitate temporaneamente da Anna Di Prospero a New York.

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Condition #10 from series UNDER PRESSURE © Guia Besana

Autoritratto e terapia

Per Simona Ghizzoni l’autoritratto è una specie di terapia, un gesto sciamanico per conoscersi e liberarsi dalla paura di vivere, come si vede anche nelle ultime opere, presentate in mostra per la prima volta, mentre Moira Ricci riflette sulla sua incapacità di sentirsi della “dimensione giusta”: nel video Custodia Domestica è piccolissima, mentre diventa grande e ingombrante, ma invisibile per le altre persone, nella grande fotografia A Lidiput.

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Series In between autoritratto 2007 © Simona Ghizzoni

Indagine del mondo

È interessante notare come nelle opere degli ultimi anni il fulcro della ricerca non sia più rivolto solo verso l’auto-rappresentazione, quasi come se la fase di introspezione a un certo punto venisse superata da tutte le artiste.

Accomuna le loro ricerche successive l’indagine del mondo circostante: dalla mappatura dell’Italia regione per regione (Silvia Camporesi), all’immersione nell’ambiente naturale (Guia Besana, Simona Ghizzoni), alla nostalgia per il mondo rurale (Moira Ricci), fino all’esplorazione dello spazio urbano americano (Anna Di Prospero).

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© Moira Ricci, Dove il cielo è più vicino (podere#1), stampa fotografica su forex tamburato, 200×100 cm, 2014, courtesy Ass. Culturale Dello Scompiglio/galleria LaVeronica Arte Contemporanea/l’artista

Più linguaggi

Un’altra particolarità che la mostra mette in luce è la contaminazione dei linguaggi: Silvia Camporesi e Simona Ghizzoni scelgono di stampare alcune foto in bianco e nero per poi colorarle pazientemente a mano; Guia Besana accosta immagini fotografiche ad altre inserite in suggestivi light box; Moira Ricci contamina la fotografia con il video e l’installazione, creando effetti sorprendenti; Anna Di Prospero realizza poetici autoritratti nati da gesti performativi in cui l’artista, con il suo corpo, interpreta lo spirito degli edifici architettonici, con riferimenti al cinema e alla danza.

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Esercizi di stile #1, 2006 c-print cm 45×30 © Silvia Camporesi

Il libro di Concita del Gregorio

Edito da Contrasto, il libro traccia un percorso di lettura insolito e sorprendente, capace di innescare un dialogo virtuale tra epoche e culture differenti e di toccare tematiche portanti e universali come quelle dell’identità e della reputazione.

In Chi sono io?, un’intima e intensa galleria fotografica, da Francesca Woodman a Cindy Sherman, da Wanda Wulz a Dora Maar fino alle fotografe più contemporanee, Concita de Gregorio presenta le voci e gli sguardi di chi, attraverso la propria immagine, cerca di indagare, quale sia il proprio posto nel mondo.

E con cinque fotografe italiane che si muovono anche, ma non solo, nel campo dell’autorappresentazione, Concita De Gregorio ha a lungo conversato.


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Series Aftermath, untitled 2008 © Simona Ghizzoni

Chi sono io?
Dove: Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa, Galleria di Piazza San Marco 71/c , Venezia
Quando: 2 dicembre 2018 – 3 febbraio 2019

Orari: dal mercoledì alla domenica; dalle 10:30 alle 17:30
Ingresso: libero

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