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Man Ray e le seduzioni della fotografia

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Le seduzioni della fotografia di Man Ray saranno in mostra, fino al 2 febbraio 2020, a Camera Torino.

Una grande esposizione per il centro fotografico torinese che porta in città circa 200 fotografie realizzate da Man Ray a partire dagli anni Venti a Parigi.

Qui Ray divenne protagonista assoluto delle stagioni dadaista prima e surrealista poi, fino alla morte (avvenuta nel 1976).

man ray mostra torino
Man Ray. Dora Maar, 1936 – 1976 Cm 22,5 x 17 Riproduzione da fotografia originale, 1976 Courtesy Archivio Storico della Biennale di Venezia – ASAC, Venezia © Man Ray Trust by SIAE 2019

Un percorso dedicato alla figura femminile

Il percorso della mostra è tutto dedicato alla figura femminile, fonte di ispirazione primaria dell’intera sua poetica e della sua declinazione fotografica.

Troviamo quindi Lee Miller, Berenice Abbott, Dora Maar, Meret Oppenheim. Ma anche Kiki de Montparnasse, Nusch Éluard e l’ultima moglie, Juliet. Tutte artiste, modelle, amiche, compagne che hanno avuto a che fare con Ray e che da lui sono state ritratte.

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Berenice Abbott. Janet Flanner, 1927 Stampa vintage ai sali d’argento Cm 46 x 37.5 x 3 Courtesy of Howard Greenberg Gallery, New York © Berenice Abbott/Getty Images

Mentore di Abbott e Miller: in mostra anche le collaborazioni

Man Ray fu anche il mentore di due tra le maggiori fotografe del periodo, Berenice Abbott e Lee Miller. Inizialmente sue assistenti, le due fotografe furono in grado di liberarsi della sua ingombrante personalità per affermare il loro autonomo linguaggio.

Come disse Sylvia Beach, editrice e proprietaria della libreria Shakespeare & Co. di Parigi: “Essere fotografati da Man Ray o da Berenice Abbott significava essere qualcuno”.

E in mostra, a Torino, sfilano sotto i nostri occhi – ripresi dallo sguardo acuto della fotografa americana – alcuni bellissimi ritratti tra cui James Joyce, Jean Cocteau, André Gide ed Eugène Atget.

Mentre Lee Miller, giunta anche lei dagli Stati Uniti con la fama di bellissima modella, lavora con Man Ray a partire dal 1929. Divienta poi talmente abile da essere praticamente considerata la coautrice del portfolio “Électricité” (1931) considerato uno dei capolavori assoluti della fotografia del periodo ed esposto a Torino.

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Man Ray. Electricité, 1931 Portfolio di 10 rayografie Courtesy Collezione Fondazione MAST Bologna © Man Ray Trust by SIAE 2019

Man Ray: la mostra aTorino

Il filo conduttore della mostra sono le donne di Man Ray. Artiste, compagne, fotografe, amiche di cui si raccontano le storie di chi ha collaborato, vissuto, litigato con il grande fotografo. Donne che da lui hanno imparato e a lui hanno insegnato, e che si sono rivelate come altrettante protagoniste dell’arte e della fotografia mondiale.

Troveremo dunque foto delle sue donne, di chi ha lavorato con lui e di chi l’ha amato oltre alle opere leggendarie come “Le Violon d’Ingres” (1924), “Noire et blanche” (1926), “La Prière” (1930).

A queste foto si aggiungono i ritratti (soprattutto della Parigi intellettuale e modaiola), i “rayographs” e le solarizzazioni, foto ottenute con due procedimenti tecnici che sono diventati gli emblemi dell’invenzione fotografica delle avanguardie di inizio secolo.

Riconosceremo di certo Meret Oppenheim, che presta il suo corpo nudo per una delle serie più iconiche di Man Ray, “Érotique-voilée” (1933), e al contempo realizza opere di urticante humour surrealfemminista.
E poi Dora Maar, rinchiusa per anni nel ruolo di musa sfortunata dell’onnipresente Picasso e Nusch Éluard, compagna del poeta Paul e vera icona del gruppo surrealista, della quale viene esposto un raro collage.

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Man Ray. Nusch Eluard, 1937-1981 Cm 30 x 22 Collezione CSAC, Università di Parma Courtesy CSAC, Università di Parma, Sezione Fotografia © Man Ray Trust by SIAE 2019

Foto da più collezioni

Una mostra unica, dunque, non solo per la qualità delle fotografie esposte ma anche per il taglio innovativo che vuole accostare note biografiche e artistiche dei protagonisti della vita di Ray. Si tratta di un grande repertorio di immagini messe a disposizione grazie alla collaborazione con lo CSAC di Parma – Sezione Fotografia; l’Archivio Storico della Biennale di Venezia – ASAC; il Lee Miller Archive del Sussex; il Mast di Bologna e la Fondazione Marconi di Milano.

Realtà che hanno contribuito a rendere il più esaustiva possibile questa mostra curata da Walter Guadagnini e Giangavino Pazzola.